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Una società propone alle aziende trentine "lavoratori in appalto". Molti ci cascano, lavoratori senza contributi e datori con un conto salato da pagare all'Inps

"Dumping sul costo del lavoro", la denuncia dell’Unione Provinciale di Trento dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, con Cgil Cisl Uil del Trentino. “Si lucra sui diritti dei lavoratori, facendo correre enormi rischi alle aziende”

Pubblicato il - 28 giugno 2017 - 12:50

TRENTO. "Si presentano promettendo di far risparmiare fino al 40 per cento del costo del lavoratore. E molte aziende, anche in Trentino, abboccano non sapendo, in realtà, di correre un rischio considerevole, oltre che diventare parte di una truffa", Questa la denuncia lanciata da Cgil, Cisl e Uil

 

Da alcuni mesi infatti, sui tavoli di diversi imprenditori della provincia, arriva la proposta commerciale di una società di consulenza che opera sull’intero territorio nazionale. La società propone lavoratori in appalto, in tutti gli ambiti dalla ristorazione al comparto alberghiero, dall'amministrazione ai servizi. I lavoratori vengono forniti in appalto all'impresa che decide di avvalersi della società di consulenza.

 

Questa si occupa del contratto, dell'elaborazione delle buste paga, dei versamenti contributivi, ferie, permessi, malattie e di tutti i costi che compongono il lordo in busta paga. Al lavoratore viene riconosciuta la paga concordata, in linea con le retribuzioni di mercato e il datore di lavoro versa circa il 40 per cento in più.

 

Chiaramente questo 40% in più è una cifra troppo bassa per essere corretta: è noto a tutti infatti che il costo lordo di un lavoratore è quasi il doppio del netto in busta paga. In buona sostanza la società di consulenza 'abbatte' i costi operando in modo non chiaro.

 

Un fatto gravissimo che danneggia sia le aziende sia i lavoratori – denunciano i consulenti del lavoro trentini che hanno ricevuto diverse segnalazioni dai loro clienti - perché il lavoratore come minimo si trova con buchi previdenziali, mentre il datore di lavoro nel momento in cui l'Inps e il servizio lavoro scoprono l'irregolarità paga un conto molto salato. Operando in questo modo, inoltre, si inquina il mercato con una vera e propria azione di dumping sociale”.

 

Pare che la società di consulenza operasse, fino a pochi mesi fa, come agenzia di somministrazione di lavoro. Ora invece, non si tratta di regolare somministrazione di manodopera, ma di fornitura di lavoro in appalto.  “C'è chi gioca sulla pelle dei lavoratori, ma anche delle imprese, in maniera subdola e scorretta – sottolineano Cgil Cisl Uil del Trentino - i lavoratori che vengono coinvolti sono spesso discontinui".

 

Succede così che a distanza di anni questi stessi lavoratori si trovano con un ammanco di contributi, con un grave danno. "Con sistemi di questo tipo, quantomeno poco trasparenti, si fa inoltre concorrenza sleale tra i lavoratori e un livellamento al ribasso delle condizioni degli addetti”.

 

La situazione è monitorata anche a livello nazionale e ci sarebbero già degli accertamenti da parte di Inps e Servizio Lavoro della Provincia. L'invito a lavoratori e imprese è quello di prestare la massima attenzione, rivolgersi al sindacato o ai consulenti del lavoro per segnalare casi di questo tipo.

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