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| 16 nov 2021 | 20:56

Accesso al credito, Cassa di Trento: ''In 2 anni erogati oltre 70 milioni in convenzioni trentine e statali per la ripartenza. Imprese sostenibili sono centrali per una banca''

Il vice direttore generale della Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona e valle di Cembra, Paolo Pojer: "Il contesto normativo è fortemente cambiato a seguito della crisi del 2008 acuita da quella Covid. Oggi abbiamo un ruolo di consulenza e accompagnamento. Possono nascere incomprensioni, ma piuttosto che bruciare ricchezza ma talvolta è meglio fermarsi e approfondire il contesto per accompagnare un imprenditore verso le corrette soluzioni per ottenere un finanziamento"

TRENTO. "Il ruolo della banca è cambiato, c'è un approccio più consulenziale e commerciale ma un obiettivo resta quello di accompagnare il territorio in un percorso di crescita consapevole, solido e sostenibile". Queste le parole di Paolo Pojer, vice direttore generale della Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona e valle di Cembra. "La vicinanza ai cittadini e alle imprese è un valore aggiunto, la ricchezza del Trentino è importante anche per il nostro istituto e la prima regola è il rispetto dei risparmiatori".

 

"Il contesto normativo è fortemente cambiato negli ultimi anni e in particolare a seguito della crisi finanziaria del 2008 - spiega Pojer - gli organi di controllo e vigilanza europei e nazionali hanno inasprito le regole dopo che molto banche hanno seriamente rischiato di andare in default. Queste nuove disposizioni sono state calate su tutti gli istituti a prescindere da mission e dimensione. Regolamentazioni più stringenti che si sono inserite in un quadro economico già molto fragile, con una crescita del Pil molto ridotta negli ultimi 20 anni. E queste criticità si sono acuite con la crisi innescata da Covid".

 

Non sono, però, mancati gli interventi in questa situazione complicata. "La Cassa ha aderito a tutte le convenzioni trentine e nazionali per sostenere e stimolare la ripartenza: abbiamo messo a disposizione tutti gli strumenti, quali moratorie e mutui agevolati, per andare incontro alle imprese e ai cittadini. In questo caso nel 2020 abbiamo erogato 90 milioni a fronte delle convenzioni locali e statali e complessivamente sono stati superati i 300 milioni di nuovi crediti", continua il vice direttore di Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona e valle di Cembra, che aggiunge: "Nel 2021 abbiamo stanziato altri 40 milioni sulle convenzioni, mentre a tendere sulla proiezione di fine anno confermano il superamento dei 300 milioni di crediti. Abbiamo aperto posizioni per oltre 3 mila moratorie e le posizioni sono state quasi tutte regolarizzate nell'arco di 12 mesi: questo è sintomo di una ripresa importante".

 

C'è, però, in alcuni casi una difficoltà di accesso al credito: Alex Faggioni, falegname trentino, aveva spiegato a Il Dolomiti che qualche tempo fa aveva cercato di acquistare il capannone dove lavora ma si è scontrato con le dinamiche bancarie. Il professionista ha ricevuto una garanzia statale per coprire gli investimenti aziendali fino all'80%. A quel punto si è deciso a compiere un ulteriore sforzo economico, non banale, per chiudere l'investimento ma "la banca non si è accontentata di ricevere a garanzia una firma per il rimanente 20%, l'istituto ha preteso che l'investimento venisse ulteriormente coperto da una garanzia fideiussoria del 50% sul totale" (Qui articolo).

 

Una dinamica che è nota anche all'associazione di categoria: "Una difficoltà di accedere al credito - ha detto a Il Dolomiti Marco Segata, presidente degli artigiani - è un problema che attanaglia soprattutto le piccole aziende. Fino a qualche anno fa le banche avevano un'attenzione diversa alle persone e alle storie di un'impresa per accompagnare le progettualità, oggi invece la logica è cambiata: gli istituti guardano gli indici e gli aiuti seguono altri metodi. E' giusto e legittimo che un istituto voglia essere sicuro dell'investimento perché tratta le risorse che vengono affidate dai risparmiatoriperò c'è sempre per un'azienda un rischio di impresa e il sostegno è necessario, non si può pensare di intervenire solo in presenza di garanzie prossime al 100% perché poi un rapporto diventa più di forza e poco equilibrato" (Qui articolo).

 

"Senza entrare in questo caso specifico - dice Pojer - il ruolo delle banche è sicuramente cambiato. Non è più solo un rapporto quantitativo, quanto anche qualitativo. Le regole d'ingaggio sono diverse oggi e il paradigma si è modificato. Le nuove regolamentazioni hanno sicuramente alzato il livello e tutti dobbiamo compiere un passo in avanti in materia di consulenza e formazione per avere una fotografia del business aderente alla realtà. E in questo si inserisce anche l'importanza dell'associazione di categoria che può essere un partner strategico per seguire un percorso di crescita a fronte di un tessuto molto strutturato in termini di piccole e medie imprese".

 

La storia di un'azienda è fondamentale ma non è più l'unico, o quasi, requisito per ottenere credito. "Un imprenditore oggi deve essere più preparato. Un'azienda deve crescere in modo equilibrato e non basarsi esclusivamente sui dati consolidati: diventa necessario saper predisporre un business plan e indicare una prospettiva reale, presentare una strategia vocata alla sostenibilità. Oggi una banca territoriale ha ancora maggiori responsabilità nella salvaguardia del risparmiatore e nel sostegno alla crescita nell'ambito sul quale opera. Nessun deve restare indietro e siamo una leva per permettere alle imprese di competere sul mercato in modo solido e da protagonisti".

 

Nella mole di richieste, può esserci qualche battuta d'arresto, qualche "No" che la Cassa deve saper dire e motivare. "Fare credito è la nostra mission e il diniego non è mai irreversibile. Possono nascere incomprensioni, piuttosto che bruciare ricchezza - spiega il vice direttore - talvolta è meglio fermarsi e approfondire il contesto per accompagnare un imprenditore verso le corrette soluzioni per ottenere un finanziamento. La vera differenza è nella formazione e serve trasparenza da parte di tutti gli attori per un'alleanza capace di sviluppare aziende e territorio: siamo una società cooperativa che fa della mutualità il proprio principio base e ci impegniamo per soddisfare i bisogni finanziari dei soci e clienti promuovendo soluzioni personalizzate adatte ad ogni tipo di richiesta".   

 

Le nuove sfide riguardano la digitalizzazione "che deve sicura, veloce e comoda. La Cassa adotta una strategia in materia di sostenibilità al fine di promuovere la massima trasparenza e consapevolezza riguardo i rischi e gli impatti ambientali e sociali degli investimenti finanziari", conclude Pojer. 

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