Coronavirus, esclusi dalla possibilità di usufruire degli asilo nido. La denuncia del sindacato: ''Nel comparto sanitario ci sono lavoratori di serie B?''
Le lavoratrici della ditta che gestisce in appalto gli sportelli dell’Apss, che permettono l’accesso ai servizi essenziali, si sono viste rifiutare l’accoglimento dei loro bambini in alcuni asili nido

TRENTO. Le lavoratrici in appalto che gestiscono l'accesso agli sportelli dell'Apss escluse dalla possibilità di usufruire degli asili nido in zona rossa. La denuncia è arrivata da Stefano Picchetti della UILTuCS del Trentino-Alto Adige/Südtirol.
“Nelle scorse giornate – è stato spiegato attraverso una nota - alcune lavoratrici della ditta che gestisce in appalto gli sportelli dell’Apss, che permettono l’accesso ai servizi essenziali, si sono viste rifiutare l’accoglimento dei loro bambini in alcuni asili nido. Tutto ciò nonostante la promulgazione dell’ordinanza emessa in fretta e furia dalla Pat in deroga alla norma tappa buchi che prevedeva l’accesso alle strutture per l’infanzia solo per i sanitari”.
Da parte del sindacato si è ritenuto doveroso stigmatizzare come, nonostante ci fosse nell’aria già da tempo il ricorso alla zona rossa per il nostra Provincia, “non si sia previsto un piano strategico per individuare quali lavoratori avrebbero dovuto avvalersi dei servizi all’infanzia e quali meno”.
Non possono esistere, spiega Picchetti “Lavoratori si serie A e lavoratori di serie B in un comparto delicato e necessario quale la sanità. Gli sportelli degli ospedali non possono essere chiusi perché non si è stati capaci di strutturare un piano di intervento valutando con le parti sociali le attività essenziali”.











