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Coronavirus, l'allarme degli albergatori: ''Green pass genera confusione e arrivano disdette dai turisti''

Gianni Battaiola (presidente Asat): "Le norme sul Green pass generano confusione perché arrivano a stagione in corso. Ma naturalmente rimane alta la nostra attenzione e la nostra disponibilità a collaborare per diffondere la cultura della necessità di misure di cautela e protezione della salute dei nostri ospiti e di noi stessi"

Di Luca Andreazza - 24 luglio 2021 - 16:50

TRENTO. "Il movimento turistico degli italiana riprende quota e questo è dovuto anche alla campagna vaccinale che sembra dare fiducia e ridurre la paura". Così Gianni Battaiola, presidente dell'associazione di categoria Asat e rappresentante di Federalberghi per il Trentino Alto Adige. "Le recenti norme sul Green pass generano però confusione perché arrivano a stagione in corso e con prenotazioni già effettuate. Si introducono restrizioni che prevedono anche per gli alloggiati nelle strutture ricettive il controllo del certificato verde in caso di accesso al ristorante interno all'albergo".

 

Nelle scorse ore il governo ha presentato le prime misure contenute nel nuovo decreto per fronteggiare questa fase dell'emergenza Covid. Qui si inserisce il Green pass, la certificazione verde dal 6 agosto sarà obbligatorio per entrare nei ristoranti al chiuso per attestare di aver ricevuto la prima dose di vaccino.

 

Senza Green pass si potrà accedere ai ristoranti al chiuso solo con un tampone negativo fatto almeno 48 ore prima o con la certificazione che certifica di essere guariti dal coronavirus. Le stesse norme si applicheranno a piscine, palestre, cinema e teatri (Qui come funziona il Green pass).

 

"Anche in Trentino - spiega Battaiola - molte aziende nostre associate segnalano disdette di prenotazioni in quanto non è poco frequente che in una famiglia ci siano persone vaccinate e altre, in particolare i minori sopra i dodici anni, che non hanno la somministrazione. Questo è spesso motivo di impedimento a confermare la prenotazione e la presenza nella struttura scelta per la vacanza. Come Asat avevamo paventato nelle scorse settimane la problematicità di un cambio di regole in corso di stagione e le nostre previsioni sono confermate".

 

Anche su sollecitazione di Asat, Federalberghi ha evidenziato alle competenti sedi a livello nazionale un intervento per chiarisca la questione "e soprattutto modifichi la norma attuale che appare confusa e contradditoria tenuto conto che in albergo si accede senza Green pass, mentre sarebbe obbligatorio per la fruizione del ristorante interno. Va detto che peraltro continuano a essere applicate all'interno delle strutture le norme e i protocolli nazionali e provinciali di sanificazione e distanziamento. Ci siamo già fatti carico anche alle autorità provinciale affinché esercitino la necessaria e utile azione presso il governo nazionale e adottino di concerto con la nostra associazione e le altre associazioni di categoria consorelle tutti i provvedimenti per superare questa situazione di confusione. Naturalmente rimane alta la nostra attenzione e la nostra disponibilità a collaborare per diffondere la cultura della necessità di misure di cautela e protezione della salute dei nostri ospiti e di noi stessi".

 

Anche l'assessore Roberto Failoni era intervenuto per lamentare che "il Green pass penalizza come al solito la montagna'' (Qui articolo), intanto però l'assessora Stefania Segnana è soddisfatta delle prenotazioni alla campagna vaccinale in queste ultime ore e che segue quello che avviene in linea generale in Italia: "Un segnale positivo arriva dall’andamento delle prenotazioni ai vaccini che anche da noi ha registrato un incremento, sulla scia di quanto avviene a livello nazionale dopo le indicazioni sull’introduzione della certificazione verde" (Qui articolo).

 

Fermo restando che ci sono ancora 14 giorni prima dell'entrata in vigore di questa misura e che per cenare o per pranzare al chiuso in un ristorante fuori dall'esercizio alberghiero, un turista sarà comunque tenuto a presentare la certificazione verde, gli albergatori trentini si lamentano, legittimamente, sulla confusione a causa dell'obbligatorietà del Green pass, strumento introdotto anche quale conseguenza rispetto a quelle persone che non si vogliono vaccinare con il rischio di nuove limitazioni e blocco dell'economia a fronte della ripresa del contagio. Proprio in questi giorni in Trentino sono stati chiusi temporaneamente due hotel proprio a causa di contagi da Covid. 

 

Il presidente degli albergatori interviene in qualità di numero uno di Asat, ma resta che è comunque anche alla guida di Trentino Marketing, società di promozione del territorio, e quindi si mette a rischio la terzietà del riuscire a rappresentare un comparto strategico che non è racchiuso solo negli hotel, ma ha tutto un indotto da far ruotare in questo momento comunque ancora complicato e con la necessità di pianificare un inverno dopo quello andato in bianco.

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