Covid-19, Rossi: “La Pat acquisti almeno 3 milioni di euro di vaccini per l'Africa”
L'ex presidente della Provincia e consigliere di Azione ha presentato in Consiglio una proposta di ordine del giorno per impegnare la Giunta a “definire e realizzare un progetto d'aiuto e sostegno economico” per l'acquisto di vaccini da destinare per i Paesi più poveri dell'Africa. Il valore? “Almeno 3 milioni di euro”

TRENTO. Mentre a livello europeo la percentuale di popolazione che ha ultimato il ciclo vaccinale (che ha ricevuto, insomma, due dosi di vaccino) si aggira intorno al 66% dopo la scoperta nelle ultime settimane della nuova variante Omicron in Sudafrica, il tema dell'iniquità vaccinale è tornata nell'agenda della discussione globale, e ora anche in Consiglio provinciale arriva una proposta per garantire dei fondi ai Paesi africani più poveri per l'acquisto delle dosi necessarie ad immunizzare la popolazione.
“Solidarietà trentina per i vaccini in Africa” è la proposta di ordine del giorno presentata dall'ex presidente della Provincia e consigliere di Azione Ugo Rossi per “impegnare la Giunta a definire e realizzare un progetto di aiuto e sostegno economico per l'acquisto di vaccini da destinare ai Paesi più poveri dell'Africa con valori di almeno 3 milioni di euro con risorse disponibili sul bilancio”.
Secondo Rossi infatti: “Il Trentino è una terra da sempre attenta alla solidarietà nei confronti dei Paesi più poveri. Moltissime sono le iniziative di aiuto e sostegno messe in campo da numerose associazioni, spesso sostenute anche dalla Provincia”. Ed è proprio sulla base “di questa semplice considerazione” che si basa la proposta dell'ex presidente della Provincia, nella “certezza che la solidarietà costituisce un patrimonio condiviso e praticato al di là di ogni differenza politica e tenuto conto dell'emergenza causata dalla pandemia e della necessità di assicurare a tutti i Paesi la possibilità di protezione data dai vaccini”.
Quella proposta da Rossi non è certo una cifra trascurabile, ma la portata del problema nel continente africano è preoccupante. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalle Nazioni Unite infatti, solo 20 Paesi nel continente hanno vaccinato almeno il 10% della popolazione, un target che l'Organizzazione mondiale della sanità aveva fissato per settembre 2021. Solo 6 Paesi sono riusciti ad immunizzare almeno il 40% dei loro cittadini. “A questo ritmo – scrive l'Onu – l'Oms stima che bisognerà aspettare fino a maggio 2022 prima che in Africa si raggiunga una copertura del 40% e agosto 2024 prima che si raggiunga il 70%”.
Al di là delle questione etiche e morali, la scienza spiega che in particolare in un mondo iper-connesso e globalizzato come il nostro, un'equa copertura vaccinale a livello globale deve necessariamente essere un obiettivo di tutti i governi in tempo di pandemia. Come ha spiegato ieri sul Foglio Enrico Bucci infatti: “Gli scienziati hanno da tempo avvisato che avere un enorme serbatoio per la circolazione del virus, cioè un’ampia popolazione non vaccinata, genererà sempre nuove varianti, innanzitutto più trasmissibili; la parte della popolazione ben vaccinata o immunizzata da precedenti infezioni farà poi da fattore selettivo, generando nuove varianti uguali o peggiori di Omicron”.
A questo proposito molti governi hanno già aderito da tempo a Covax, l'iniziativa per riuscire a portare i vaccini anti-Covid anche nelle nazioni economicamente più fragili, ma i risultati per il momento sono ben al di sotto delle aspettative e il virus continua a correre: sempre secondo l'Onu l'Africa sta sperimentando una repentina crescita di casi di Covid-19 quest'anno, con un incremento a livello continentale dell'83% nell'ultima settimana, spinto proprio dalla variante Omicron e dalla Delta. I decessi al momento sono ancora bassi, sottolineano le Nazioni Unite, ma oggi la solidarietà è veramente nell'interesse di tutti.












