Contenuto sponsorizzato

Covid, Cerea: ''Il turismo si riprenderà, ma il commercio verso crisi irreversibile. Sistema scolastico da rivedere: divario tra competenze teoriche e pratiche''

Il noto economista e presidente della facoltà di economia sulla campagna vaccinale: ''Atteggiamento del Trentino prudente ma i dati sulle fasce più a rischio sembrano buoni". Sul Festival dell'economia: "Un po' come i cantanti a Sanremo, in questo caso gli ospiti fanno la differenza e la possibilità di seguire gli eventi in presenza cambiano tutto"

Di Luca Andreazza - 07 giugno 2021 - 06:01

TRENTO. "La crisi naturalmente è presente e si sente, ma in queste situazioni ci sono sempre importanti opportunità". A dirlo Gianfranco Cerea,  noto economista, già presidente di Cassa del Trentino, preside della Facoltà di Economia dell'Università di Trento e storico insegnante di economia pubblica. "In Italia, però, ci sono nodi da risolvere e che si trascinano da tempo, come le dimensioni spesso troppo piccole delle imprese oppure un sistema scolastico da riformare".  

 

L'impatto dell'emergenza Covid-19 sul sistema economico ha di fatto portato in quasi tutti i Paesi alla recessione più pesante dal Dopoguerra. A livello nazionale i dati relativi al 2020 non sono assolutamente confortanti, ma in Provincia di Trento è andata ancor peggio: la caduta del Pil sul territorio è stata del 9,8%, quasi un punto percentuale in più rispetto al dato nazionale (-8,9%) e per quanto riguarda la crescita la Pat “si colloca su un sentiero lievemente più regressivo” del resto d'Italia (Qui articolo).

 

Un periodo estremamente difficile per tante categorie tra il lockdown di un anno fa e poi le varie limitazioni in base alle classificazioni gialle, arancioni e rosse. In questo quadro un duro colpo è stato assestato al turismo, settore strategico e trainante: un 2020 complicatissimo con un arretramento a 30 anni fa in termini di presenze, un'estate di leggera ripresa che ha comunque chiuso con segno meno. E un 2021 con l'inverno cancellato e la primavera compromessa (Qui articolo).

 

"La vocazione turistica - dice Cerea - naturalmente pesa molto, ma è ancora presente una forte stagionalità e una consistenza delle strutture non molto omogenea: in Alto Adige ci sono più alberghi mentre in provincia sono molte di più le seconde case. In linea generale ci confrontiamo in questo contesto di crisi, anche se i dati appaiono abbastanza allineati a quelli dell'Italia. Questo è dovuto alla composizione del nostro sistema, un territorio che si è comunque differenziato nel tempo per non affidarsi a un unico settore con il rischio di trovarsi in ginocchio in caso di momenti di difficoltà. In economia spesso si oscilla tra la volontà di specializzazione e gli sviluppi in diversi settori. Un po' turismo, un po' agricoltura, un po' industria, un po' artigianato: un mix di settori produttivi e di trasformazione per avere equilibrio". 

 

La curva epidemiologica in flessione e la campagna vaccinale in corso, però, lasciano intravvedere un graduale ritorno alla normalità nei prossimi mesi. "Le crisi - evidenzia l'economista - rappresentano comunque un'occasione di razionalizzazione e si possono raccogliere molte opportunità: tendenzialmente il mercato esce rafforzato e in espansione. C'è, però, un problema strutturale italiano, Trentino compreso: le aziende sono troppo piccole e quindi non hanno spesso abbastanza forza per reggere il mercato, basti pensare che qui poi ci sono più Partite iva rispetto a Francia e Germania messe insieme".

 

Un altro settore in difficoltà quello del commercio. "Se il turismo deve tenere duro - prosegue Cerea - ma può rilanciarsi in maniera decisa, ci sono più incognite per il commercio. In questo caso la crisi è irreversibile e l'emergenza Covid non ha fatto altro che accelerare un processo già avanzato: le piattaforme online sono troppo forti e i servizi sono sempre più efficienti e ottimizzati, le consegne avvengono in 24 ore e i prezzi sono più competitivi. Inoltre conservano ancora margini molto ampi di manovra per intervenire sul costo. E' evidente che questo comparto è chiamato a riflettere sul futuro e sulla possibilità di riconvertire la propria attività". 

 

Un altro nodo è quello del sistema scolastico. "Ci sono due problemi: il tipo di scuola e le materie di studio. Prendiamo per esempio le materie più tecniche - spiega l'economista - queste garantiscono un riscontro quasi immediato sul mercato del lavoro. Ma ci sarebbe da rivedere il sistema: oggi un ragazzo frequenta l'università e completa gli studi con la laurea triennale e poi magistrale. La preparazione è solida ma lontana dalle esigenze delle imprese: c'è un divario troppo ampio tra conoscenze teoriche e pratiche. I giovani poi sono svegli e volenterosi, senza dubbio imparano velocemente ma c'è una fase iniziale di ingresso che è molto complicata da gestire e frustrante per entrambi le parti. Si potrebbe guardare all'esperienze delle Fachhochschulen tedesche che affiancano un percorso teorico a quello pratico all'interno delle aziende: un vantaggio competitivo molto importante in questo mondo estremante repentino nei cambiamenti".

 

Un altro problema è l'alta specializzazione assicurata dalle università e posti di lavoro che troppo spesso non sono in linea per qualità e per quantità rispetto alle occupazioni disponibili. "Il Not - continua il professore - se efficiente e ben organizzato porta a ridurre la necessità numerica di medici. La facoltà può essere utile soprattutto per portare quei servizi che oggi non ci sono sul territorio. Poi è fondamentale non chiudersi all'interno di un sistema autarchico. E' impensabile pensare di risolvere l'esigenza personale specializzato affidandosi solo ai trentini: i numeri sono piccoli ma l'interscambio è una ricchezza, meglio muoversi e girare, accumulare esperienze, anche all'estero, per continuare a formarsi".

 

Dopo aver cercato di mantenere in tutti i modi di mantenere la zona gialla in autunno, con costi forse molto alti in termini di mortalità, il Trentino oggi sembra in ritardo nella campagna vaccinale. In altre Regioni si è aperto agli over 18, la Provincia apre agli over 40 in queste ore e le somministrazioni sono rallentante nelle ultime settimane (Qui articolo).

 

"L'approccio in termini di vaccinazioni è prudente. La popolazione a rischio - aggiunge Cerea - è soprattutto quella sopra i 40 anni e la mortalità è stata drammatica tra gli anziani. Più si apre e più naturalmente salgono i numeri delle inoculazioni, però la priorità è quella di proteggere le fasce più vecchie. I più giovani spesso sono asintomatici e quindi non sviluppano forme grave della malattia. In generale mi sembra che i dati siano alla fine abbastanza positivi tra over 60, over 70 e over 80".

 

Si è chiuso il Festival dell'economia, che spesso ha visto Cerea tra i protagonisti in dibattiti, eventi e interventi. La kermesse dello scoiattolo è apparsa un po' sottotono, complice ancora la presenza di Covid. La formula è forse matura e c'è necessità di qualche cambiamento per rivitalizzare questo appuntamento? 

 

"Il Festival dell'economia è come quello di Sanremo. E' sempre una grande manifestazione, ma ogni edizione dipende dagli ospiti. E' chiaro che questi appuntamenti tenuti principalmente in modalità online cambia la percezione. La presenza garantisce un'altra atmosfera. Un conto è porre una domanda a un premio Nobel e un altro invece non poter interagire perché si segue l'intervento in streaming. La sensazione e l'emozione di trovarsi in sala con personalità e altre persone conferiscono un approccio diverso e più intenso. La normalità può rilanciare questo appuntamento", conclude Cerea. 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 30 luglio 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
31 luglio - 16:18
Ad ufficializzare la decisione una nota del presidente Fugatti nella quale spiega di aver scelto il dirigente del Dipartimento salute per le sue [...]
Cronaca
31 luglio - 16:42
E' successo nella prima parte di questo pomeriggio. Si registrano anche ora diversi chilometri di rallentamenti e di code. Sul posto le forze [...]
Cronaca
31 luglio - 13:32
Sono 27 in tutto i casi riscontrati in Provincia di Bolzano nelle ultime 24 ore con zero decessi. I tamponi effettuati, tra molecolari e [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato