Green pass e paura, niente più cene aziendali natalizie a Bolzano: i ristoranti perdono fino al 40% del fatturato. Moeltner: “Le aziende preferiscono evitare situazioni divisive”
A Bolzano spariscono le cene aziendali natalizie e il fatturato della ristorazione cala oltre il 25%, tra disdette e poche prenotazioni. Il green pass rinforzato è stata una delle cause, “la quota di no vax incide anche in questo”

BOLZANO. Spariscono le cene aziendali natalizie e il fatturato della ristorazione crolla fino al 40%. L’introduzione del super green pass (vaccinato o guarito) e la paura sono i due fattori che stanno determinando un periodo difficile per bar e ristoranti a Bolzano.
“Il -25% di calo del fatturato pare essere la (triste) base di partenza – riporta Confesercenti Alto Adige – ma si arriva a punte di -30 o addirittura -40% rispetto alla norma di questo periodo pre 2019. L’anno scorso non può essere calcolato viste le varie chiusure”.
Cancellate le cene aziendali natalizie, niente pranzoni o cenoni di famiglia e “persino il calcio non attira più come una volta”. I pubblici esercizi quindi sono aperti ma faticano.
“Il calo è sensibile, forse anche più del 25% - conferma Luca Bonato, referente di categoria per Confesercenti Alto Adige e titolare del bar Romagnolo in piazza Matteotti – per una serie di cause concomitanti. Da noi non si vedono più le compagnie con il bar come punto di ritrovo. Alcuni non hanno il green pass rinforzato e altri si sono abituati a stare a casa. Nemmeno le partite di cartello di calcio sono più capaci di attirare i tifosi in gruppo. Non dimentichiamoci che c’è tanta paura: i posti potenzialmente affollati inquietano e c’è diffidenza”.
Anche a Bolzano quindi i gestori confermano il dato nazionale diffuso dalla federazione dei pubblici esercizi che attesta un -25% degli incassi rispetto al 2019 nel settore in Italia.
Le cene aziendali, sotto il periodo natalizio, da sempre rappresentano un bel guadagno a dicembre per i ristoratori. “Sparite tutte - conferma Serena Stefanelli dello Zenzero in via Museo - e questo comporta da solo una contrazione evidente del fatturato rispetto al passato”.
La presidente di categoria per Confesercenti Alto Adige Elke Moeltner contestualizza i fatti, sostenendo che “per lavorare è sufficiente il green pass normale mentre per cenare all’interno dei ristoranti ci vuole quello rafforzato – dichiara – già questo introduce una difficoltà non da poco per chi deve organizzare le cene aziendali. Diventa molto complicato. Si trattava di momenti di gioia e coesione da passare insieme ma le aziende preferiscono evitare eventuali divisioni interne”.
Il fatturato, come confermano gli esercenti, è in calo, ma la situazione è sicuramente migliorata rispetto alle chiusure dello scorso anno: “Riscontriamo, tuttavia, - prosegue la presidente – come l’atmosfera non sia molto natalizia e questo dispiace”.
Tante purtroppo le disdette che “riceviamo addirittura per 70 coperti e sono botte che si assorbono con fatica – racconta Davide Baio, titolare del Cibus in via Marie Curie - anche senza arrivare a numeri così grandi di partecipanti parliamo sempre di pranzi o cene con minimo 10-20 commensali”.
Anche Pino Greco de Il Portichetto, in via Sassari, conferma la situazione preoccupante: “La media è di 2 o 3 persone alla sera, – sostiene – mentre a pranzo sono solo operai. Contiamo giusto un paio di tavolate prima di Natale e basta. Gli altri anni a questo punto non accettavo più prenotazioni mentre questo inverno abbiamo avuto davvero tante disdette”.
Alle aziende si aggiungono pure le associazioni sportive: “Disdicono anche loro – conclude Elio Simoni della pizzeria Tortuga in piazzetta Mazzoni - e la quota di No Vax incide anche in questo. Quando ce ne sono diversi si preferisce evitare queste situazioni. Non è l’unica ragione ma sicuramente una delle principali”.












