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| 11 ott 2021 | 17:27

Incidenti sul lavoro, i sindacati: ''Dati sottostimati, basta temporeggiare'' e sull'edilizia proclamato lo stato di agitazione: ''Serve un cambiamento''

Fillea, Filca e Feneal hanno ribadito di esser pronti a costituirsi parte civile in un eventuale processo sulla morte di Ladilau Balogh. “Come già fatto in passato l’eventuale risarcimento verrebbe interamente devoluto per sostenere gli Rlst e l’azione di prevenzione sui luoghi di lavoro”

di Redazione

TRENTO. “Ci sono lavoratori che operano con partite Iva, altri che invece per paura preferiscono non denunciare. Per noi i dati sugli infortuni sono sottostimati ed occorre fare immediatamente qualcosa di concreto” è allarme da parte dei sindacati sulla situazione che si sta vivendo in questi mesi in merito alla sicurezza sul lavoro.

 

In totale da inizio anno sono dieci gli incidente mortali da inizio anno e sono centinaia gli infortuni. La situazione preoccupa soprattutto nel settore edile che venerdì scorso ha visto la morte di un operaio precipitato da una casa.

Stando ai dati Inail tra gennaio e agosto si sono verificai 302 infortuni nei cantieri edili contro i 234 dello stesso periodo dell’anno scorso. I numeri fanno riferimento solo agli episodi.

 

I sindacati dell’edilizia sono pronti a mobilitare i lavoratori se non si farà finalmente qualcosa di concreto per assicurare adeguate misure di sicurezza nei cantieri. Lo hanno ribadito i segretari generali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, Sandra Ferrari, Fabrizio Bignotti e Matteo Salvetti, annunciando che da martedì 12 ottobre proclameranno lo stato di agitazione e insistendo ancora una volta sulla necessità di prevedere la figura del rappresentante territoriale per la sicurezza. Una proposta che fino a questo momento ha incontrato la contrarietà dell’Ance.

 

Il comparto edile è molto frammentato: in uno stesso cantiere operano una molteplicità di figure professionali con contratti diversi, che non facilitano prevenzione e controlli. “Di fronte a questa situazione bisogna mettere in campo tutte le misure per contrastare un fenomeno che è destinato a crescere. In questo senso ribadiamo la necessità di andare oltre le mere statistiche e di guardare al futuro. Allo stesso tempo – spiegano i sindacati - è importante ragionare con responsabilità su un contratto unico per superare la frammentazione”.

 

L’incremento di cantieri e lavoratori, trainati dal bonus 110% e dai fondi del Pnrr, potrebbe tradursi in un incremento anche degli infortuni. Questo, per i sindacati, non deve accadere. Ed è per questa ragione che chiedono che nel rinnovo del contratto territoriale sia inserita questa nuova figura. “Non si tratta di una figura punitiva, i rappresentanti sono sono figure che girano nei cantieri, valutano i rischi, fanno prevenzione. Sarebbero un supporto fondamentale anche per gli enti ispettivi in grave carenza di organico. L’opposizione dei datori di lavoro è incomprensibile, se realmente come professano a parole, tengono alla sicurezza”.

 

Fillea, Filca e Feneal hanno insistito anche sul tema della formazione. “Molti operai sono di primo ingresso, moltissimi sono stranieri. Serve un’adeguata formazione sui temi della sicurezza, per rendere i lavoratori anche consapevoli dei rischi”, rimarcando anche che la formazione deve riguardare i datori di lavoro. “Se non si investe su un cambiamento di cultura e su una costruzione di consapevolezza è difficile pensare di arginare in modo significativo il problema della sicurezza”, hanno proseguito Ferrari, Bignotti e Salvetti.

 

Infine Fillea, Filca e Feneal hanno ribadito di esser pronti a costituirsi parte civile in un eventuale processo sulla morte di Ladilau Balogh. “Come già fatto in passato l’eventuale risarcimento verrebbe interamente devoluto per sostenere gli Rlst e l’azione di prevenzione sui luoghi di lavoro”.

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