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Spinelli e Failoni attaccano la Cgil: ''Per i sindacati l'Agenzia del Lavoro deve fare formazione?'', Grosselli: ''Polemica infondata. Si leggano lettere che inviamo alla Pat da mesi''

Poche ore fa gli assessori Spinelli e Roberto Failoni hanno commentato e strumentalizzato sui social una frase per scagliarsi contro Cgil, Cisl e Uil. La Giunta spiega che i sindacati riterrebbero "una perdita di tempo" l'incontro tra domanda e offerta e chiederebbero "formazione con sussidio". La replica del segretario del sindacato di via dei Muredei

Di Luca Andreazza - 04 June 2021 - 13:04

TRENTO. "Una polemica infondata". Così Andrea Grosselli, segretario della Cgil, ribatte alle accuse della Provincia sul ruolo di Agenzia del lavoro (Qui articolo). "E se l'assessore Achille Spinelli aveva dei dubbi sulle mie dichiarazioni, avrebbe potuto chiamare oppure chiedermi direttamente chiarimenti, visto che ci siamo incontrati poco prima all'inaugurazione del Festival dell'Economia".

Poche ore fa gli assessori Spinelli e Roberto Failoni hanno commentato e strumentalizzato sui social una frase ripresa da un nostro articolo per scagliarsi contro Cgil, Cisl e Uil. La Giunta spiega che i sindacati riterrebbero "una perdita di tempo" l'incontro tra domanda e offerta e chiederebbero "formazione con sussidio". La frase in questione sarebbe la seguente: "Un'altra problematica - continua Grosselli - è quella relativa all'Agenzia del Lavoro che, già profondamente sottodimensionata, si trova ora a dover gestire anche le pratiche amministrative per la raccolta delle candidature, a discapito per esempio delle politiche attive sul lavoro". 

 

I due assessori, insomma, traducono la parola ''politiche attive'' con ''formazione''. Spinelli fa l'equazione con tanto di uguale, Failoni crea un'immagine dove usa direttamente la parola ''formazione'' quando anche per il ministero del lavoro le ''politiche attive'' sono ''sono tutte le iniziative messe in campo dalle Istituzioni, nazionali e locali, per promuovere l'occupazione e l'inserimento lavorativo''.

"Niente di più falso. I sindacati - chiarisce il segretario della Cgil - hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per sostenere la ricerca di occupazione nei settori del turismo e dell'agricoltura. Il problema che abbiamo evidenziato è quello che l'Agenzia del lavoro, già fortemente sotto organico, si trovi a gestire la parte amministrativa delle domande di sostegno al reddito per gli stagionali che potrebbe essere demandata al Fondo di solidarietà e all'Inps. Questa azione della Pat è un errore perché toglie tempo e risorse da destinare alla progettazione delle politiche attive. L'intervento è stato completamente travisato e nessuno può mettere in dubbio l'importanza di incentivare le politiche di domanda e offerta".

 

In questa situazione difficile per l'economia a causa della crisi innescata dall'emergenza Covid, hanno chiesto l'impegno della Pat per garantire ulteriori sostegni al reddito, mettere in campo politiche attive del lavoro che vanno dalla formazione alla riqualificazione dei lavoratori, e infine non dimenticarsi delle politiche industriali

 

In Trentino nel 2020 ci sono state 32 mila assunzioni in meno. Siamo passati dalle circa 161 mila assunzioni dell'anno 2019 alle circa 129 mila del 2020. Sempre lo scorso anno si è registrato un saldo negativo di circa 17 posizioni tra assunzioni e cessazioni (Qui articolo).

 

"E' stato sempre chiesto che a ogni euro dato sotto forma di sostegno al reddito corrisponda una più forte condizionalità, cioè obblighi di attivazione e di formazione professionale in capo al disoccupato. Per questo abbiamo chiesto già due mesi e mezzo fa un piano straordinario di formazione continua e un confronto permanente tra sindacati e associazioni datoriali proprio per migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Questa polemica portata avanti dalla Provincia è lontana dalla realtà. E Spinelli per saperlo basterebbe che rileggesse le lettere e i documenti che gli abbiamo inviato in questi mesi. Ma forse, visto che non risponde mai, non le ha neppure lette. Se gli costa troppa fatica, può lasciarci i contatti del suo social media manager e magari, la prossima volta, almeno evita di fare post insultanti privi di senso", conclude Grosselli.

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