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| 07 nov 2021 | 10:02

Trentino, boom dei prezzi delle materie prime (+30%). Coldiretti: “Siamo ai massimi storici degli ultimi dieci anni”

Lallarme di Coldiretti: “Un chilo di grano tenero in Italia è venduto a circa 32 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a un valore medio di 3,2 euro al chilo con un rincaro enorme”

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “C’è stato un incremento medio delle materie prime sopra il 30%”, ad affermarlo Gianluca Barbacovi, presidente Coldiretti Trentino che aggiunge: “Dai dati che abbiamo a disposizione si tratta dei massimi storici degli ultimi dieci anni, si parla veramente di prezzi molto elevati”.

 

È tanta la preoccupazione per Coldiretti che dopo energia e gasolio, riporta un aumento anche del prezzo delle materie prime alimentari che hanno subito un incremento nelle quotazioni, non solo in Italia ma a livello mondiale. “Se consideriamo i cereali ad esempio abbiamo avuto un aumento medio del 22-23%”, sostiene Barbacovi.

 

Una quota record quindi anche per il prezzo del grano per la panificazione: “Un chilo di grano tenero in Italia è venduto a circa 32 centesimi – scrive la Coldiretti – mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a un valore medio di 3,2 euro al chilo con un rincaro quindi di dodici volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l’acqua per ottenere un chilo di prodotto finito”. 

 

Ad incidere sul prezzo finale sono altri costi come dimostra anche l’estrema variabilità dei prezzi del pane lungo la penisola, mentre quelli del grano sono influenzati direttamente dalle quotazioni internazionali. Per Coldiretti Trentino la preoccupazione rimane alta anche a causa dell’emergenza Covid che “ha innescato un cortocircuito anche sul fronte dell’approvvigionamento delle materie prime”. Per paura di ulteriori blocchi infatti “sono stati fatti grossi approvvigionamenti, quindi si fa fatica a reperire certi cereali”.

 

Questi costi ricadono sul lavoro quotidiano delle aziende che non solo devono confrontarsi con l’aumento di prezzo dei mangimi e il problema rispetto alle semine, ma “a questo si aggiunge il problema dei carburanti, con i prezzi del gasolio che sono saliti alle stelle – sostiene Barbacovi – sommando l’aumento dei prezzi delle bollette e dell’energia, del gasolio e dei cereali ci troviamo ad avere dei costi maggiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tutto questo sta creando grandi disagi all’interno delle nostre imprese”.

 

Arriva quindi il campanello d’allarme proprio perché le aziende vedono aumentare le tariffe “in maniera importante e in pochissimo tempo”. Tutti i comparti agricoli ne stanno pagando le spese, ma “quello zootecnico forse è quello che soffre maggiormente – dichiara il presidente di Coldiretti – per l’aumento delle bollette della stalla, il gasolio per la lavorazione del terreno e la semina, e soprattutto il costo dei mangimi”.

 

Dei progetti di filiera potrebbero essere una soluzione adeguata: “Sono fondamentali progetti di filiera su larga scala, a livello nazionale, che permettano di essere concorrenziali anche sull’acquisto delle merci – conclude – l’unica soluzione sul breve periodo sono i contratti di filiera: servono degli accordi, per strutturarsi anche rispetto a quello che è l’acquisto di queste materie prime e per riuscire a avere dei contratti equi”.

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