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Accordo sul lavoro agile: il pubblico impiego potrà lavorare da casa per due giorni alla settimana. I sindacati: ''Garantisce maggiore possibilità di conciliazione famiglia/lavoro''

L'accordo prevede 2 giornate di lavoro a distanza a settimana. L'assessore Achille Spinelli: "Importante occasione di far evolvere le modalità di lavoro dei nostri collaboratori dove la misura del tempo lavorato non sia più così centrale ai fini della verifica della produttività la quale potrà essere misurata anche in base al raggiungimento di obiettivi"

Pubblicato il - 30 giugno 2022 - 11:50

TRENTO. E' stato raggiunto l'accordo sul lavoro agile. La nuova disciplina, coerente con il Piano territoriale sullo Smart working prevede che le giornate di lavoro a distanza potranno arrivare fino a 2 giorni in settimana elevabili a 3 in casi particolari di fragilità o necessità familiari dei dipendenti.

 

Il provvedimento riguarda i dipendenti della Provincia di Trento, dei Comuni e delle Apsp. Non si applica invece alla classe dirigente provinciale.

 

"C’è stato un confronto corretto, serrato a tratti, grazie al quale abbiamo ottenuto importanti garanzie per i lavoratori. Su tutto - spiegano Italo Giongo (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), Marcella Tomasi (Uil Fpl) e Maurizio Valentinotti (Fenalt) - rivendichiamo il merito di aver fatto mettere per iscritto, nell’accordo, la differenza tra lavoro agile e telelavoro. Il concetto, che potrebbe sfuggire a una lettura superficiale, è in realtà fondamentale: in pratica si tratta di riconoscere la qualità del lavoro in base agli obiettivi raggiunti, come vuole il lavoro agile, superando invece la logica del controllo meramente orario o quella sorta di 'reperibilità costante', seppur da remoto, che pareva emergere nella prima stesura del testo".

 

L’accordo prevede una fascia di collocabilità della prestazione con articolazione oraria flessibile e una fascia di inoperatività del lavoratore nella quale vige il diritto alla disconnessione e che coincide con il periodo di 11 ore di riposo consecutivo.

 

"Grazie al nostro impegno congiunto e grazie alla capacità di mediazione raggiunta durante la riunione - proseguono Giongo, Pallanch, Tomasi e Valentinotti - siamo riusciti a impostare un accordo che sia davvero di 'smart working'. Attendiamo ora, entro il prossimo semestre, i primi esiti di questa firma. Restiamo pronti a fare nuove valutazioni al termine di tale periodo. La novità avrà ricadute positive anche in termini di traffico veicolare, riducendo gli spostamenti in auto e favorendo la presenza delle persone nei luoghi di residenza, comprese le vallate".

 

Particolare attenzione è stata dedicata nel testo al tema della sicurezza richiamando le Linee guida approvate dal Comitato provinciale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sulla base di quanto previsto dal Piano strategico. Inoltre, a differenza della disciplina precedente, l'accordo prevede che nel periodo di lavoro agile trovino applicazione le disposizioni in materia di lavoro straordinario e/o supplementare.

 

La nuova disciplina prevede che la prestazione di lavoro in modalità agile sia finalizzata a garantire obiettivi di efficacia e di efficienza nel raggiungimento degli obiettivi delle amministrazioni, ma anche che, grazie agli elementi di flessibilità, lo stesso sia uno strumento particolarmente indicato per la gestione di situazioni individuali di fragilità e per favorire la conciliazione dei tempi di vita/lavoro.

 

Il piano è stato firmato tra la Provincia con l'Agenzia per la rappresentanza negoziale guidata da Alessandro Baracetti e le parti sociali. 

"L'accordo - conclude l'assessore Achille Spinelli - è una importante occasione di far evolvere le modalità di lavoro dei nostri collaboratori dove la misura del tempo lavorato non sia più così centrale ai fini della verifica della produttività la quale potrà essere misurata anche in base al raggiungimento di obiettivi, andando verso una maggiore conciliazione lavoro/famiglia. Con questo accordo si esce dalla straordinarietà del periodo Covid per dare il via ad una nuova forma del lavoro dove combinare in maniera virtuosa lavoro in presenza – che non potrà mai mancare e sarà di fatto prevalente – e lavoro a distanza dove siano centrali le competenze dei singoli e il lavoro di gruppo".

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