Difficoltà nell'applicazione dello smart working? La Cisl: ''Autonomie locali, Comuni e Comunità di valle dispongono regolamenti difformi a questa modalità di lavoro''
Il segretario della Cisl Fp, Giuseppe Pallanch: "Questa opportunità stenta a essere valorizzata dai vertici delle amministrazioni pubbliche. C'è una lettura un po' approssimativa e eccessivamente prudente di questa possibilità"

TRENTO. "Riscontriamo una certa resistenza culturale a voler implementare lo smart working in Trentino". Queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Il dipendente lavora regolarmente ma leggiamo circolari della dirigenza provinciale e del complesso sistema delle Autonomie locali, Comuni e Comunità di valle che dispongono regolamenti difformi a questa modalità di lavoro".
Nei mesi scorsi è stato raggiunto un accordo tra sindacati e Provincia in materia lavoro agile. "Sono necessari ulteriori investimenti - aggiunge Pallanch - per disciplinare meglio questa opportunità. Siamo pronti a fare nuove valutazioni per migliorare il sistema e per ottimizzare i vantaggi di questa soluzione. Questa possibilità può avere ricadute positive anche in termini di traffico veicolare, riducendo gli spostamenti in auto e favorendo la presenza delle persone nei luoghi di residenza, comprese le valli".
La nuova disciplina prevede che la prestazione di lavoro in modalità agile sia finalizzata a garantire obiettivi di efficacia e di efficienza nel raggiungimento degli obiettivi delle amministrazioni, ma anche che, grazie agli elementi di flessibilità, lo stesso sia uno strumento particolarmente indicato per la gestione di situazioni individuali di fragilità e per favorire la conciliazione dei tempi di vita/lavoro.
"Ma questa opportunità - dice Pallanch - stenta a essere valorizzata dai vertici delle amministrazioni pubbliche. C'è una lettura un po' approssimativa e eccessivamente prudente di questa possibilità. Si fa fatica a riconoscere la qualità del lavoro in base agli obiettivi raggiunti, come vuole il lavoro agile, superando la logica del controllo meramente orario o quella sorta di 'reperibilità costante', seppur da remoto".
Il sindacato di via Degasperi chiede di superare le resistenze e di investire nel lavoro agile. "La Provincia tra emergenza Covid e altre difficoltà ha risparmiato per il mancato utilizzo del buono pasto, queste risorse devono essere utilizzate a favore dei lavoratori, perché sono risparmi contrattuali", conclude Pallanch.












