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| 15 giu 2022 | 06:01

Dopo 96 anni di storia chiude il panificio Ianes: "Abitudini cambiate, Covid e guerra. Diciamo basta dopo tante soddisfazioni. La notte? Sarà strano non andare a lavorare"

Un'impresa storica cessa la produzione dopo 96 anni di attività e tre generazioni. Corrado e Antenore Ianes in pensione: "Preferiamo non rischiare dopo aver raggiunto tantissime soddisfazioni". Il vice sindaco di Trento Stanchina: "Alla famiglia un grande grazie per il lavoro svolto in quasi un secolo di storia d'impresa e di grande qualità"; Benetti (presidente Circoscrizione Bondone): "Un punto di riferimento"

TRENTO. Si chiude un capitolo per Trento, si abbassano le serrande del Panificio Ianes. Un'impresa storica che cessa la produzione dopo ben 96 anni di attività e tre generazioni impegnate nell'arte della panificazione. Una storia lunga, lunghissima, avviata nel 1926 con l'apertura del primo negozio a Sardagna, poi negli anni '80 il trasferimento nel laboratorio di Sopramonte e l'espansione con diversi punti nel capoluogo. 

 

Oggi, mercoledì 15 giugno, è l'ultimo giorno di attività, poi per i fratelli Corrado di 68 anni e Antenore di 59 anni è tempo di godersi la meritatissima pensione. Dopo l'annuncio della chiusura dei tre punti tra Sopramonte, via Lungadige Apuleio e Gocciadoro in questi giorni c'è stato un via vai di clienti per un saluto e un ricordo per quello che è stato un'eccellenza e un punto di riferimento per tanti cittadini. E in tanti ricorderanno il profumo, la croccantezza e il gusto del loro pane, i dolci, brioches e le pizzette. Per molti una tappa fissa prima di andare a dormire oppure prima di recarsi al lavoro.

"Ci portano regali, ci consegnano lettere e ci ringraziano tutti. Abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto con la clientela e abbiamo sempre cercato di fornire il miglior servizio possibile", dice Corrado Ianes. "Avremmo voluto raggiungere un secolo di attività ma il cambio delle abitudini dei consumatori degli ultimi anni e questa situazione un po' particolare tra emergenza Covid, rincari dell'energia e costo delle materie prime, ci hanno portato a giocare un po' d'anticipo dopo decenni senza mai tirarsi indietro: abbiamo preferito non rischiare dopo aver raggiunto tantissime soddisfazioni e aver costruito tanto". 

 

(Il video per i 90 anni)

 

Una famiglia laboriosa e concreta, che in quasi un secolo ha saputo curare la clientela e affermarsi sul mercato della produzione del pane. Il primo negozio è stato aperto a Sardagna nel 1926, poi nel 1984 il trasloco a Sopramonte e l'allargamento dell'attività fino a raggiungere negli anni tredici punti vendita e occupare una trentina di dipendenti.

 

"Un cambiamento è arrivato negli anni 2000 - dice Ianes - lì si è iniziato a vendere meno pane e abbiamo ridotto la produzione, anche se il forno è stato operativo per il mercato all'ingrosso della grande distribuzione. La società è mutata, le abitudini sono diverse, si consuma meno pane e le pagnotte sono sbarcate anche nei supermercati. A incidere anche la liberalizzazione delle licenze e la cancellazione delle distanze minime tra punti vendita. C'è molta più competizione e oggi un panificio dovrebbe commercializzare anche altro per gestire i costi. Noi abbiamo sempre preferito concentrarci sulla panificazione: una produzione più bassa per puntare sulla qualità e questo ci è sempre stato riconosciuto". 

 

La famiglia Ianes ha cercato nuovi acquirenti ma in assenza di continuità, la scelta è stata di chiudere anche per gli stravolgimenti occorsi negli ultimi due anni. "I nostri figli - prosegue Ianes - sono laureati e si sono concentrati in altre carriere. Non abbiamo trovato altre persone interessate a portare avanti l'attività e così abbiamo venduto l'immobile di Sopramonte a una società edile. Certamente dispiace lasciare e c'è la voglia di continuare a lavorare ma sentiamo anche che è arrivato il momento giusto per aprire una nuova fase della nostra vita".

 

Un impegno nella panificazione avviato, per Corrado, in pianta stabile nel 1968 a 14 anni dopo aver aiutato saltuariamente in negozio fin da bambino a carpire i segreti prima del nonno e poi del papà. Successivamente si è unito anche Antenore e hanno definitamente preso le redini dell'azienda e raccolto la sfida di proseguire l'attività. Fratelli cresciuti con valori in un ambiente semplice, con con passione e con creatività, con attenzione e con voglia di lavorare, di impastare e di informare per poi distribuire i prodotti ancora fragranti. Tanti gli aneddoti e i ricordi di 96 anni di storia.

 

"Nel 1939 - ricorda Ianes - sono arrivati 3 mila soldati alle Viote e il nonno si è organizzato per rifornire il battaglione. Tantissimo il pane da produrre e per questo si era organizzato per riuscire a lavorare 24 ore su 24 con l'esercito che arrivata a piedi o con i muli. Poi sono stati trasferiti al fronte e il maresciallo ha pagato all'epoca 200 mila lire. Il nonno non aveva mai visto così tanti soldi in una sola volta e con le lacrime agli occhi era andato a pagare i debiti contratti per aprire l'attività".

 

Poi è arrivato anche il turismo sul Bondone. "C'è stato questo sviluppo e si è lavorato bene. In quei primi anni - prosegue Ianes - c'era tanta disoccupazione e la gente si spostava da Trento e Sardagna a piedi per chiedere di poter lavorare anche solo due ore e guadagnare qualcosa. In 70 anni è cambiato tutto: questo lavoro richiede grande sacrificio ma viene remunerato bene ma non è appetibile perché si lavora di notte e i giovani faticano a impegnarsi in questo settore".

 

E ora è arrivato il tempo dei saluti. "Ci guardiamo indietro e c'è tanta soddisfazione: ringraziamo tutti i clienti per questo percorso condiviso insieme. Sarà strano non prepararsi per andare al lavoro a mezzanotte oppure non servire persone che passano a prendere una brioches prima di andare a dormire o di recarsi al lavoro. Ma mio nonno diceva sempre che i cicli finiscono, la vita va avanti e la mattina porta sempre l'alba", conclude Ianes. 

 

"Si perde un servizio e si perde un punto di riferimento. E' stato un ritrovo per tanti e rappresenta il segno dei tempi e dei mestieri che cambiamo ma la comunità ringrazia la famiglia Ianes per questi quasi 100 anni di storia", il commento di Alex Benetti, presidente della Circoscrizione del Bondone mentre Roberto Stanchina, vice sindaco di Trento, conclude: "Un pezzo di storia della panificazione cittadina che chiude è sempre una notizia triste, sappiamo bene tutti, quanto il pane sia identità culturale nelle Alpi e in  questa città. Alla famiglia un grande grazie per il lavoro svolto in quasi un secolo di storia d'impresa e di grande qualità".

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