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| 16 lug 2022 | 17:22

Genitori under 40 con un mutuo? Dalla Pat contributi fino a 15 mila euro per un figlio, 30mila con il secondo. I sindacati: “Ennesima lotteria, servono misure strutturali"

La misura è stata presentata ieri dalla Giunta e prevede che i residenti in Provincia fino ai 40 anni, con un Icef non superiore a 0,40 e che costituiscono un nucleo familiare autonomo, possano chiedere un contributo rivolto all'estinzione di prestiti bancari fino a un massimo di 30mila euro: con un figlio potranno accedere ad un contributo fino a 15mila euro, con un secondo nei cinque anni di ammortamento previsti, la Provincia azzera il mutuo

TRENTO. “E' l'ennesima lotteria: per natalità e giovani coppie servono misure strutturali e universali. Fatti due conti saranno massimo 13 le famiglie che nel corso del 2022 potranno avere un reale beneficio, grazie al contributo di 15mila euro per ogni figlio nato, che saliranno a massimo 47 nel corso del 2023 per assestarsi poi a 57 nuclei quando la misura nel 2024 andrà a regime”. Sono queste le parole dei segretari generali di Cigl, Cisl e Uil del Trentino (Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti) dopo la misura presentata ieri dalla Giunta provinciale, che prevede un contributo fino a 30mila euro per le giovani coppie con figli.

 

Nel dettaglio, spiega Piazza Dante, la misura (una “dote finanziaria per l'indipendenza dei giovani”) prevede che i residenti in Provincia fino a 40 anni di età, con un Icef non superiore a 0,40 che costituiscono un nucleo familiare autonomo, possano chiedere un contributo rivolto all'estinzione di prestiti bancari fino a un massimo di 30mila euro per la durata di 5 anni. Lo strumento prevede in sostanza la concessione di contributi volti all'estinzione totale o parziale di quei prestiti (contratti con le banche convenzionate) per la durata di cinque anni. L'importo del prestito è fissato in minimo 15mila euro e massimo 30mila euro.

 

La Pat fornirà quindi 15mila euro di contributi alle coppie che avranno un figlio, mentre a quelle che ne metteranno al mondo un secondo (sempre all'interno dei cinque anni di ammortamento) l'ente provinciale erogherà un ulteriore contributo a saldo del capitale residuo del prestito. Possono accedere al contributo (che andrà richiesto entro due mesi dalla nascita del figlio) i giovani residenti in Trentino da almeno 2 anni con un Icef inferiore a 0,40 e per ottenere il beneficio è richiesta la costituzione di un nucleo famigliare anagrafico da parte dei richiedenti. La misura poi, specifica Piazza Dante, è parzialmente retroattiva con riferimento ai figli nati dopo l'approvazione del provvedimento, per i nuclei familiari che si sono costituiti dal primo gennaio 2020 in poi: “Si tratta di uno strumento strategico – scrive la Pat – rivolto al benessere familiare, che si articolerà anche in iniziative concrete di supporto alla genitorialità”.

 

Non sono d'accordo però i segretari di Cigl, Cisl e Uil del Trentino: “Sostenere l'autonomia dei giovani e promuovere la natalità sono obiettivi pienamente condivisibili – scrivono i tre – anzi, oggi più che mai sono emergenze sociali vista la dilagante precarietà del lavoro che colpisce gli under 30 e l'invecchiamento generale della popolazione anche in Trentino. Ma i nodi non si risolvono con interventi spot o addirittura con l'ennesima lotteria. Perché l'iniziativa prevista dalla Giunta provinciale che passa sotto il nome di 'Dote finanziaria per l'indipendenza dei giovani', questo è”.

 

Sono 57 infatti, secondo le stime dei sindacati, i nuclei che potranno avere un reale beneficio grazie al contributo quando la misura andrà a regime, nel 2024. “Peccato però – scrivono Grosselli, Bezzi e Alotti – che facendo una stima sui dati Ispat, ogni anno sono almeno 3.200 i bambini nati in famiglie composte da under 40. In pratica saranno una netta minoranza, circa l'1,8%, le famiglie con figli appena nati a poter beneficiare di questo strumento. In pratica si tratta di una probabilità più bassa di quella di azzeccare un numero alla roulette”. Le sigle sindacali hanno effettuato le loro stime incrociando alcuni dati: “Intanto la dotazione finanziaria della misura voluta dalla Giunta Fugatti. Nel 2022 i soldi stanziati saranno 200mila euro che saliranno ad 1 milione del 2023 per diventare 1,2 milioni dal 2024. Calcolando poi che ogni donna in Trentino mette al mondo in media 1,4 figli, significa che il contributo medio a nuova coppia non potrà superare i 21mila euro. Facendo due semplici divisioni si arriva a stimare, sicuramente per eccesso visto che in alcuni casi le coppie purtroppo si lasciano e che non tutte hanno un Icef inferiore a 0,40, i numeri di cui sopra”.

 

Se la Giunta, dicono i segretari: “Volesse garantire risorse uguali per i nuclei familiari sotto i 40 anni che mettono al mondo un figlio facendo accedere tutti alla dote giovani, dovrebbe in realtà stanziare a regime ben 67 milioni di euro, molto di più delle risorse che ogni anno trasferisce ai nuclei con figli (circa 55 milioni di euro). Lo ripetiamo: crediamo che l'indipendenza dei giovani e l'aumento delle natalità siano delle vere e proprie emergenze. Servono quindi misure strutturali e universali. Proprio nel corso degli Stati generali del lavoro abbiamo avanzato proposte specifiche su questi temi, per ridurre la precarietà ed alzare i salari dei giovani e per aiutare le famiglie nella loro ricerca di avere dei figli sostenendo l’occupazione femminile e ampliando i servizi di conciliazione. Poi bisognerebbe avere una vera politica abitativa, ampliando gli alloggi a canone sociale o moderato e agevolando l’acquisto della prima casa, visto il peso dei prezzi delle case sui bilanci familiari. Per questo siamo pronti ad aiutare la Giunta provinciale a definire misure efficaci in questa direzione. Ma bisogna partire da queste priorità, invece di mettere in piedi lotterie che non hanno nulla a che vedere con le politiche per i giovani e per la natalità”.

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