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| 28 nov 2022 | 16:14

In vent’anni gli agriturismi trentini sono raddoppiati: “Ma in troppi servono ‘paste al tonno’ e vini non locali”, dice la presidente Andreis

Sono ben 525 gli agriturismi in Trentino, la presidente dell’associazione di categoria Nicoletta Andreis ha tracciato un quadro positivo di un settore in crescita ma ha puntato il dito contro le “finte aziende agricole, speculazioni urbanistiche, agriturismi con prodotti di scarsa qualità o che vengono da chissà dove”

di Tiziano Grottolo

SAN MICHELE ALL’ADIGE. Stamane, nell’aula magna della Fondazione Mach, si è tenuto l’incontro convocato dall’Associazione agriturismo Trentino durante il quale sono stati affrontati diversi temi legati al settore.

 

Per parlare degli agriturismi però vale la pena partire dai numeri: sono infatti ben 525 le strutture di questo tipo attive in Trentino. Un numero che è più che raddoppiato nel giro di vent’anni considerando che nel 2003 gli agriturismi erano solo 188. Sono invece 235 gli agriturismi che offrono un servizio di ristorazione (di questi, 100 offrono solo ristorazione senza posti letto). Inoltre 142 strutture hanno una fattoria didattica e 198 preparano degustazione dei prodotti aziendali. Per quanto riguarda le camere 224 strutture hanno tra 1 e 15 posti letto, 143 hanno a disposizione tra 15 e 30 posti letto e 158 strutture non hanno posti letto.

 

Anche i pernottamenti sono aumentati nel corso del tempo. Tra gennaio e settembre 2019 erano state registrate 330.470 presenze mentre nello stesso periodo del 2022 le presenze (su un totale di circa 5.471 posti letto) sono cresciute fino a 404.364 (221.291 italiani e 183.073 stranieri mentre gli arrivi sono stati 113.548).

“Gli Agriturismi sono rimasti molto soddisfatti dall’andamento della stagione”, ha dichiarato presidente dall’Associazione agriturismo Trentino Nicoletta Andreis. “Sottolineo in particolare l’importanza delle stagioni che una volta erano considerate di ripiego, come primavera e autunno, ma che invece dall’anno scorso hanno dato grandi soddisfazioni, sia in termini numerici che di tipologia di clientela”.

 

Nel corso di quest’anno si sono concretizzate molte delle novità introdotte nel 2021 fra cui il regolamento approvato dalla Provincia a fine 2021 che ha fatto scattare una serie di adeguamenti “non sempre semplici da capire per le strutture” ha ricordato Andreis. L’Associazione comunque ha accolto con favore l’introduzione della formazione per gli agriturismi anche se si chiedono “regole chiare e oggettive per tutti”.

 

L’incontro è stato anche l’occasione per avanzare alcune richieste agli Assessorati competenti, in particolare turismo e agricoltura, riguardo ad alcuni temi come la gestione dei rifiuti (con tasse spesso giudicate spropositate), i possibili finanziamenti alle attività nel 2023 e la possibilità di svolgere alcuni servizi come asporto e consegna a domicilio. Su quest’ultimo punto però l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli ha fatto sapere che la deroga era stata pensata durante il periodo dei lockdown legati al Covid e di non ritenere opportuno proseguire su questa strada. “Sono comunque disponibile a un nuovo incontro – ha affermato Zanotelli – per approfondire alcuni temi e portare avanti l’attività promozionale del territorio e del settore, con un’attenzione particolare all’enoturismo”.

 

Dal canto suo l’assessore al Turismo Roberto Failoni ha rivendicato i bandi dedicati al settore che solo nell’ultimo anno hanno portato a investimenti per 200 milioni di euro. “Veniamo da un 2022 record – ha evidenziato – ma i turisti non arrivano per caso, Trentino marketing ha fatto lavoro straordinario mettendo in campo una collaborazione fra agricoltura e turismo. Il turista che sceglie un agriturismo è diverso da quello che va in albergo, cerca un’esperienza e i servizi di qualità vanno fatti pagare”.

 

La Presidente Andreis ha infine posto l’attenzione sulla necessità di mantenere alto il livello qualitativo delle strutture, non lesinando critiche a quelle strutture che non prestano la giusta attenzione alle regole del settore. “Ci sono colleghi che portano avanti le loro attività con entusiasmo, passione e rispetto per il territorio che rappresentano ma dobbiamo anche avere il coraggio di dire che ci sono strutture che non si meritano di essere definite agriturismi, che per convenienza se ne infischiano delle regole del settore, dimenticandosi addirittura del forte connubio che ci dovrebbe essere tra azienda agricola ed agriturismo”.

 

La presidente Andreis ha parlato di “finte aziende agricole, speculazioni urbanistiche, agriturismi con prodotti di scarsa qualità o che vengono da chissà dove. Ci sono ancora troppe aziende che vendono vini che provengono da fuori trentino, solo per mere considerazioni economiche, cosi come vedo ancora troppe ‘paste al tonno’. Avere un agriturismo – ha aggiunto – non è come avere un ristorante o un albergo, significa conoscere le regole di questo settore, significa avere rispetto di alcune norme contenute nella legge e nel regolamento che l’associazione ha convintamente sposato”.

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