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Negativo l'indice di fiducia dei consumatori trentini: gli 'ottimisti' per il prossimo anno sono solo il 5%

A riportarlo è la Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Trento in un'indagine realizzata dall'ufficio studi e ricerche: “Caro bollette e inflazione riducono il potere d'acquisto dei consumatori”

Di Filippo Schwachtje - 01 dicembre 2022 - 09:45

TRENTO. “A novembre, l'indice di fiducia dei consumatori trentini risulta ancora negativo e pari a -19,3 punti, di poco migliore rispetto a quanto evidenziato nella precedente rilevazione di aprile (-20,6 punti)”. Sono questi i risultati dell'indagine realizzata dall'Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio di Trento, che evidenziano come il dato trentino sia in linea con quanto emerso a livello nazionale (-19,1 punti) e nel Nord-Est (-18,9). A pesare in particolare sono caro bollette e inflazione, che riducono in questa fase il potere d'acquisto dei consumatori. L'obiettivo dell'indagine, dice la Camera di commercio, è di misurare nel tempo il 'sentiment' dei consumatori, con quesiti che vanno dalla dinamica dell'economia locale alla disoccupazione fino alle valutazioni sulle condizioni reddituali della famiglia degli intervistati.

 

In sintesi

 

L'ultima rilevazione, dicono gli esperti, si è conclusa il 18 novembre ed ha visto la partecipazione di 700 persone divise in quattro fasce d'età, genere e comune di residenza: “Il dato – si riporta in sintesi – è correlato in buona parte al generale aumento dei prezzi che comprime il potere d'acquisto delle famiglie e genera valutazioni pessimistiche, sia riguardo alla situazione economica personale nell'ultimo anno, sia in prospettiva. L'aumento dei prezzi, soprattutto quelli relativi a beni e servizi a cui le famiglie non possono rinunciare (i cosiddetti consumi obbligati come quelli alimentari, di luce e gas) riducono inevitabilmente la propensione all'acquisto di beni durevoli che risulta quindi piuttosto contenuta. Grande preoccupazione emerge anche in riferimento all'andamento dell'economia locale (oltre la metà degli intervistati la immagina in peggioramento nel prossimo anno), e della disoccupazione (poco meno del 30% ne prevede un aumento). Si conferma elevata infine la percentuale delle famiglie che riescono a far quadrare appena il proprio bilancio e che, conseguentemente, non riusciranno ad effettuare risparmi”.

 

L'indice del clima di fiducia è infatti calcolato (in un intervallo da -100 a +100) sulla base delle valutazioni dei consumatori riguardo a quattro aspetti: l'andamento dell'economia locale nei prossimi 12 mesi, la situazione economica familiare negli ultimi 12 mesi, l'intenzione di acquisto di beni durevoli per i prossimi 12 mesi e la situazione economica familiare nei prossimi 12 mesi. “Nell'attuale contesto – specificano i tecnici della Camera di commercio – ancora dominato da incertezza e imprevedibilità in particolare rispetto agli sviluppi futuri del conflitto in Ucraina, il principale elemento di cambiamento rispetto ai mesi scorsi riguarda la significativa riduzione dei prezzi dei beni energetici che, secondo le prime stime, avrebbero invece dovuto raggiungere nuovi livelli record. Da segnalare infine che alla fine del mese di ottobre, a seguito di un chiaro risultato elettorale, si è insediato il nuovo governo che ha posto, inevitabilmente, tra le sue principali priorità caro bollette e inflazione”.

 

La situazione economica locale

In termini numerici, per il 47,5% degli intervistati la situazione economica in Trentino negli ultimi 12 mesi è peggiorata, per il 44,9% è rimasta stazionaria e per il 6,7% è lievemente migliorata. Seguendo lo stesso trend, per il 54,8% degli intervistati le attese per il futuro sono negative, per il 38% 'stazionarie' mentre appena il 5% degli intervistati si dice lievemente ottimista per l'evoluzione della situazione economica nei prossimi 12 mesi.

 

La situazione economica familiare

Pochi gli 'ottimisti' anche per quanto riguarda l'evoluzione della situazione economica a livello familiare. In primo luogo, per il 32,7% degli intervistati la condizioni economica all'interno dei nuclei è peggiorata negli ultimi 12 mesi, per il 64,7% è rimasta stazionaria e solo per l'1% è migliorata. A fronte di questa situazione, le previsioni per il prossimo anno sono negative per il 38,3% degli intervistati (per il 55% rimarrà stazionaria, per il 2,6% migliorerà).

I giudizi relativi alla situazione finanziaria mostrano poi un'elevata percentuale di chi, attraverso le proprie risorse, riesce appena a far quadrare il bilancio familiare (64,7%), mentre l'1,6% dei consumatori ha dichiarato di dover attingere ai risparmi per far fronte alle necessità. Solamente il 14% dichiara di essere in grado di risparmiare. Parlando delle previsioni per il prossimo anno, il 75% degli intervistati ha dichiarato che non riuscirà ad effettuare risparmi (solo il 7% ha indicato 'probabilmente ')

 

Le intenzioni di acquisto

 

Con riferimento all'acquisto di beni durevoli, l'atteggiamento dei consumatori trentini risulta improntato alla prudenza: passa dal 60,9% di aprile al 69,6% la percentuale di chi ha intenzione di mantenere stabile il livello di spesa per questo tipo di beni. Per quanto riguarda invee le spese per il consumo di gas ed energia elettrica, la maggior parte dei consumatori dichiara di essere in grado di sostenere gli aumenti: il 37,9% li considera infatti non rilevanti, mentre il 34,1%, nonostante percepisca un significativo aumento della spesa, non ha cambiato le proprie abitudini. Per il 15,1% degli intervistati invece il caro bollette è invece diventato insostenibile e si è trovato costretto a ridurre i consumi, mentre l'8,7% non ha riscontrato rincari perché utilizza fonti di energia rinnovabili (pannelli solari e/o fotovoltaici, pompe di calore eccetera).

Nonostante gli aumenti dei prezzi delle utenze domestiche, dicono gli esperti: “Il 75% degli intervistati dichiara che disporrà di sufficienti risorse economiche per affrontare gli impegni essenziali (mutuo, utenze, affitto, spese alimentari, trasporti eccetera), ma il 39% sarà costretto a rivedere i propri consumi e a ridurre le voci di spesa non necessarie (regali di Natale, ristorante, viaggi, attività sportive eccetera), mentre un ulteriore 24% sarà in grado di affrontare solo le spese obbligate”. Il 7% infine sarà in difficoltà economica e non riuscirà a sostenere nemmeno quelle.

 

“Un quadro preoccupante”

 

“I consumi delle famiglie – ha commentato Luca Trentinaglia, vicesegretario generale della Camera di Commercio di Trento – rappresentano quasi il 60% del Pil provinciale e il sensibile deterioramento della capacità di spesa familiare, emerso dai dati presentati oggi dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio, delinea un quadro che preoccupa. Si tratta di una contrazione correlata al generale aumento dei prezzi, soprattutto di quelli relativi a beni e servizi a cui le famiglie non possono rinunciare (alimentari, di luce e gas), che produrrà un inevitabile rallentamento della domanda, verosimilmente tangibile a partire dal prossimo mese di gennaio”. Parole alle quali fanno eco quelle del direttore, Carlo Biasior: ““L'osservatorio del Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti attraverso le richieste d'informazione e di assistenza dei consumatori, conferma il momento di difficoltà soprattutto per la spesa energetica, mercato in cui regna ancora una grande incertezza, impedendo, di fatto, scelte opportune di risparmio attraverso la concorrenza tariffaria tra fornitori”.

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