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| 18 feb 2022 | 16:00

Pubblico impiego, la Cgil: ''Si finanzia il sistema privato e si pensa ai concerti ma sul rinnovo del contratto la Pat è ancora ferma, nessun segnale di cambio di rotta'

Il segretario della Fp Cgil, Luigi Diaspro: "A oltre due mesi dalla firma del protocollo mancano ancora le direttive all’Apran e il confronto sindacale. Dov’è finito lo slogan 'pandemico' della sanità pubblica baluardo dei diritti alla salute dei cittadini?"

di Redazione

TRENTO. "La Provincia è ancora ferma sui comparti pubblici". Questo il commento di Luigi Diaspro, segretario della Fp Cgil. "A oltre due mesi dalla firma del protocollo mancano ancora le direttive all’Apran e il confronto sindacale".

 

Un protocollo d'intesa firmato a metà dicembre dopo settimane di tensione tra 5 Federazioni sindacali e piazza Dante; le parti avevano trovato una sintesi per predisporre un percorso per aprire la trattativa per il rinnovo degli accordi sul triennio 2022/24 e, in particolare, sugli arretrati 2019/21 (Qui articolo).

 

"Tutto, però, è fermo. Neppure il rilievo mediatico che assume di giorno in giorno la 'questione sanità' in Trentino - dice Diaspro - sembra scuotere dal torpore i decisori politici da cui non arriva alcun segnale di cambio di rotta e di comprensione dell’urgenza e della gravità della situazione nel sistema pubblico provinciale. Ancora non sono state impartite le direttive all’Apran per rinnovare i contratti e non c'è stata una convocazione del sindacato".

 

I sindacati ritornano a chiedere un cambio di passo e di approfondire le necessità del comparto pubblico. "Assistiamo sconcertati - aggiunge la Fp Cgil - al particolare attivismo su questioni di ben altra natura, come eventi e concerti, mentre, per restare ai temi di stretta competenza, alla preoccupante deriva dei finanziamenti verso il sistema sanitario privato, con le conseguenze denunciate da più parti per il depauperamento del sistema pubblico e la crescita delle disuguaglianze nell’accesso alle cure. Dov’è finito lo slogan 'pandemico' della sanità pubblica baluardo dei diritti alla salute dei cittadini?".

 

La necessità è quella di rendere nuovamente attrattivo l'impegno nel sistema sanitario, un comparto attanagliato dalla carenza di professionisti e la difficoltà nel reperire le professionalità; ma in generale è stato tutto il pubblico impiego a essere messo fortemente sotto pressione dall'emergenza Covid

 

"Il tema che si sta proponendo sull’attrattività del nostro territorio per medici e infermieri - evidenzia Diaspro - ma anche per tutte le preziose figure del sistema sanitario e dell’intero sistema pubblico provinciale non può trovare alcuna seria declinazione se non si mette prioritariamente in sicurezza il contratto collettivo di lavoro. E' un imperativo senza se e senza ma sul quale non sembra esserci ancora alcuna consapevolezza, visti i ritardi che cominciano ad accumularsi anche in questa che doveva essere la stagione del rilancio del sistema pubblico".

 

Il primo passo per i sindacati è quello di rivedere gli accordi. "E' solo attraverso il nuovo contratto di lavoro - aggiunge la Fp Cgil - che si possono dare risposte e restituire attrattività, con il nuovo ordinamento professionale, il sistema di classificazione e carriere, quello degli incarichi e indennitario, il riconoscimento delle competenze maturate negli anni, le nuove responsabilità e modalità di lavoro. E quindi assunzioni, di tutte le figure professionali, amministrativi, tecnici, operai e professionisti, perché il sistema è unico e complesso e tiene se ciascun settore interagisce o supporta gli altri. La voglia di fuga verso il privato da parte di tanti professionisti dimostra che racconta frottole chi parla di privilegi e di rendite di posizione da parte dei dipendenti pubblici: questa condizione non è ascrivibile ai soli medici".

 

Il paragone delle parti sociali va alla situazione a livello nazionale. "Nell’accaparramento dei lavoratori non si può competere se hai un contratto scaduto, se non si stanziano gli arretrati e le indennità specifiche, mentre nel resto del Paese si ridisegna un quadro di innovazione professionale e retributiva nel pubblico impiego, che esce da un blocco di 7 anni, dopo il quale il triennio 18/21 ha costituito il solo tassello di ricomposizione iniziale. Anche la riforma sanitaria non avrà alcuna possibilità di successo se non si fanno i conti con la carenza di personale e di motivazioni per chi resta: e parliamo di ospedali policentrici e servizi di prossimità diffusa per la comunità?".

 

E in questo quadro rientra poi la delega del fisco alle Province. "Come si pretende di affrontare i costi di personale con uno dei contratti più avanzati (e costosi) nel panorama pubblico nazionale quando ci si è ridotti a stanziare risorse per il rinnovo 22/24 dei contratti provinciali solo con l’ultima finanziaria, continuando a denunciare la riduzione delle risorse nel bilancio provinciale che non consentirebbe al sistema di reggere per i prossimi anni? E' evidente che la vertenza sul rinnovo dei contratti pubblici trenini non è affatto conclusa con il 14 dicembre dell'anno scorso", conclude Diaspro.

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