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Rincari gas, Confagricoltura: “Il settore forestale può fare la sua parte. Il legno diventerà una risorsa sempre più preziosa”. Ma è allarme per l'aumento dei costi

Il presidente di Confagricoltura del Trentino Diego Collier al seminario su “Ruolo e opportunità per le imprese forestali”: “Si richiede di aumentare l’uso di legname nazionale per una maggiore sostenibilità economica. Il settore forestale potrebbe fare la propria parte anche contro i rincari del costo del gas. Con una corretta gestione delle risorse boschive, infatti, la produzione di pellet, legna da ardere e cippato italiani potrebbero contribuire alla riduzione dei consumi di metano ad uso domestico”

Di Filippo Schwachtje - 05 settembre 2022 - 18:11

TRENTO. “Per il Trentino le foreste sono una risorsa importantissima, ricoprono il 63% del territorio provinciale: vedendo l'evoluzione dell'economia e della società civile, il legno diventerà una risorsa sempre più preziosa”. Una dinamica, ha spiegato negli scorsi giorni il presidente di Confagricoltura del Trentino Diego Coller, in un seminario sul tema organizzato al palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, che si può osservare nei diversi utilizzi del legno “come materiale di costruzione per l'imballaggio delle diverse tipologie di prodotti, ma soprattutto nell'ottica dell'utilizzo come risorsa energetica rinnovabile”.

 

Mentre però il prezzo del gas continua ad aumentare, sulla spinta delle decisioni di Gazprom e quindi del governo russo, negli ultimi giorni Confagricoltura ha lanciato l'allarme per “l'aumento senza precedenti dei costi di produzione” anche nel settore del legno. “La parte industriale della filiera – scrive infatti l'organizzazione degli agricoltori – sta facendo i conti con l'impennata degli oneri legati alla logistica e con la tendenza dei Paesi esportatori a utilizzare le produzioni nazionali per rispondere alla domanda interna”. Una situazione che riguarda però anche l'ambito della legna da ardere, che ha visto quest'anno un picco nei prezzi.

 

Durante il convegno organizzato da Confagricoltura (“Ruolo e opportunità per le imprese forestali” il titolo) è quindi emersa la necessità di “fare sistema tra proprietari dei boschi, imprese boschive e le aziende che lavorano il legno, questo soprattutto in considerazione del fatto che in Italia, pue essendo il nostro un Paese ricco di foreste, circa il 70% del legname utilizzato viene importato”. La richiesta quindi, ha precisato Coller: “E' di aumentare l'uso del legname nazionale per una maggiore sostenibilità economica. Il settore delle foreste potrebbe fare la propria parte anche contro i rincari del costo del gas. Con una corretta gestione delle risorse boschive, infatti, la produzione di pellet, legna da ardere e cippato italiani potrebbe contribuire alla riduzione dei consumi di metano ad uso domestico”.

 

Il dirigente del Servizio foreste della Pat, Giovanni Giovannini, ha poi illustrato gli strumenti provinciali a disposizione per lo sviluppo di imprese e proprietari forestali: “Se Vaia – ha detto – è stato per le foreste trentine un evento eccezionale, che ha colpito 20mila ettari di bosco, ora si sta assistendo ad una buona riforestazione. Però la tempesta Vaia, oltre a provocare ingenti danni diretti, ha creato le condizioni per la diffusione del bostrico, ed è necessario in questo caso un intervento di piantumazione. La Pat inoltre intende investire, per la valorizzazione dei boschi, risorse su infrastrutture utili sia per l'impiego delle foreste che per prevenire e combattere gli incendi”.

 

Presente anche Francesco Dellagiacoma, presidente di Pefc (programma di valutazione degli schemi di certificazione forestale), che ha illustrato il ruolo della certificazione nella strategia forestale nazionale: “Sono 20 anni – ha rimarcato – che esiste la certificazione Pefc, utile per una filiera nazionale e per valorizzare il sistema virtuoso del legname che può essere fondamentale per il problema dell'eccessiva burocrazia per questo settore”. Uno dei temi centrali toccati nel corso dell'incontro è stato quello relativo alle conseguenze del cambiamento climatico, ormai “lampanti”. Fino a qualche anno fa infatti, hanno sottolineato gli esperti, gli incendi in Trentino erano rari ma adesso lunghe assenze di precipitazioni creano sempre di più condizioni favorevoli allo sviluppo di roghi.

 

Al di là dell'importanza del legname, hanno precisato i partecipanti al seminario, il valore delle foreste è infatti quello di protezione delle strutture e infrastrutture che ci sono a valle delle foreste stesse. “Per questo motivo – ha spiegato Georg Siegmund Thun, rappresentante della Federazione di prodotto risorse boschive Trentino Alto Adige – riteniamo che la creazione sul territorio trentino di una filiera del legno sia fondamentale”.

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