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Trasformare la vecchia Masera di Levico in una casa delle farfalle con tanto di ecomuseo: “Progetto da 8 milioni di euro ma porterebbe almeno 80mila visitatori”

Il progetto di Levico creativa per salvare l’ex Masera trasformandola in una biosfera e casa delle farfalle con tanto di ecomuseo: “In questo modo i visitatori potrebbero vivere un’esperienza immersiva a 360 gradi, per riflettere sulla propria relazione con il Pianeta e sull’importanza dell’ecosostenibilità”

Di Tiziano Grottolo - 21 November 2022 - 19:02

LEVICO TERME. A Levico terme sorge un edificio del tutto particolare, si tratta dell’ex Masera. Questo fabbricato, voluto nel 1925 dalla Lega Contadini (fondata da Luigi Carbonari figura di spicco della politica trentina), venne utilizzato come essiccatoio per bozzoli di bachi da seta, luogo di lavorazione delle foglie di tabacco e infine magazzino per lo smercio di prodotti agricoli. Oggi l’ex Masera è abbandonata e il Comune vorrebbe abbatterla ma l’associazione Italia Nostra ha lanciato una petizione per salvare l’edificio storico.

 

Per scongiurare l’abbattimento, salvaguardando un pezzo di storia di Levico, un gruppo di cittadini ha lanciato un progetto per trasformare l’ex Masera in una biosfera e casa delle farfalle che, se realizzata, sarebbe una delle più grandi d’Europa con annesso ecomuseo. “In questo modo i visitatori potrebbero vivere un’esperienza immersiva a 360 gradi, per riflettere sulla propria relazione con il Pianeta e sull’importanza dell’ecosostenibilità”, spiega Luca Tieppo di Levico creativa, realtà che riunisce un gruppo di creativi con differenti competenze che si sono dati come obiettivo quello di offrire delle risposte alternative allo sviluppo del territorio. Del gruppo fanno parte musicisti, consulenti di marketing ma anche architetti ed esperti di vari settori.

 

“Non è un caso – prosegue Tieppo che ha curato il concept del progetto – che l’ex Masera sia così imponente e che sia stata costruita in una posizione così centrale, la Levico dell’epoca infatti era come la Montecarlo di oggi. La Masera nasce per ampliare l’aria di coltivazione del baco da seta e del Nostrano del Brenta, un tabacco che arrivava dalla parte veneta della Valsugana con quattro secoli di storia prestigiosa alle spalle. Le sue dimensioni poi, dimostrano il potere della Lega Contadina locale degli anni ‘20, in quello che fino a Prima della guerra era uno dei luoghi più prestigiosi e iconici d’Europa”.

 

 

Il progetto “Leaf”, acronimo di Levico, ecosostenibilità, ambiente e farfalle, prende quindi spunto dalle antiche attività e dalla vocazione del territorio con l’obiettivo di salvare un edificio che rappresenta la storia di Levico coniugando al contempo il turismo d’elite alle esigenze dei locali. Attraverso la riqualificazione dell’ex fabbrica si vuole creare un percorso su più livelli, un ecosistema dove diverse varietà di farfalle e piccoli animali vivono, si nutrono e si riproducono.

 

“Crediamo che una struttura del genere possa generare un indotto davvero importante, fra le 80mila e 100mila presenze in valle, permettendo alla Masera di trasformarsi da vecchio e dimenticato baco nella stupenda farfalla simbolo del Trentino”, dice Tieppo. I calcoli non sono campati in aria visto che lo Storico Giardino Garzoni, con la sua casa delle farfalle a Collodi in Toscana, conta ogni anno 60mila visitatori. Levico inoltre, può contare sul Parco Asburgico e la vicina Arte Sella ed è una delle principali mete della Valsuagna, la prima destinazione in Italia a ottenere la certificazione per il turismo sostenibile. Secondo Levico creativa i costi per la realizzazione di un simile progetto si aggirerebbero attorno agli 8 milioni di euro che potrebbero essere ammortizzati attraverso una forma di partenariato pubblico-privato.

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