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| 01 giu 2022 | 13:29

Un incremento a doppia cifra e un valore della produzione da oltre 1 miliardo ma la zootecnia trema tra esplosione dei costi e ritardi nelle consegne dei fornitori

Convegno delle cooperative agricole in previsione dell’assemblea annuale della Federazione di inizio giugno. L’appuntamento ha offerto un focus sui temi e sui numeri di maggiore attualità del comparto che, in Trentino, rappresenta il 90% della produzione agricola. La Federcoop: "Importante è marciare insieme, ogni crisi è seguita da un periodo di rilancio e prosperità"

TRENTO. Soddisfazione e preoccupazione per il settore delle cooperative agricole: a fronte di un incremento a doppia cifra del +13,3% e di un valore della produzione da 1 miliardo e 348 milioni, il comparto si confronta con le incertezze legate all'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime.

 

Il presidente della Cooperazione trentinaRoberto Simoni, ha preso atto delle difficoltà ma ha anche invitato a guardare avanti e non perdere la rotta: "Importante è marciare insieme, ogni crisi è seguita da un periodo di rilancio e prosperità", mentre Michele Odorizzi, vice presidente della Federazione per il settore agricolo, ha parlato delle difficoltà del momento presente che, inevitabilmente, si ripercuoteranno sul futuro. 

 

"Collegato all’aumento dei prezzi delle materie prime – dice Odorizzi - tutte le filiere agricole stanno riscontrando aumenti impressionanti nell’energia, nei trasporti, nei materiali di confezionamento. E non solo perché si stanno verificando anche seri ritardi nelle consegne da parte dei fornitori, rischiando di vanificare tutti gli sforzi fatti in campagna e nelle attività di allevamento per assicurare un reddito dignitoso ai soci produttori. E' evidente che l’esplosione dei costi si sta facendo sentire sui bilanci delle aziende con conseguenze anche sulle liquidazioni dei soci e sulla possibilità di fare investimenti".

 

Fondamentale puntare "su qualità e salubrità - aggiunge Odorizzi - che si coordina benissimo con i concetti di sostenibilità, di attenzione all’ambiente, di eccellenza delle produzioni, di tutela delle comunità locali, di cura e gestione attenta del territorio, di una vita serena. Tra i punti più qualificanti per la Cooperazione è il tema della sostenibilità, che ci vede protagonisti. Da decenni il mondo agricolo trentino ha saputo darsi regole e metodi di gestione degli interventi in campagna grazie al Protocollo d’intesa che tanti risultati positivi ha assicurato alla nostra agricoltura garantendo la salubrità ai nostri prodotti".

 

Sul tema del prossimo Psr - Piano di sviluppo rurale "manifestiamo massima attenzione affinché favorisca investimenti innovativi nelle aziende garantendo quegli spazi di manovra fondamentali per lo sviluppo e il rafforzamento delle nostre realtà in sintonia con l’ente pubblico, a cui abbiamo fornito indicazioni e proposte, ben consapevoli di una fase generale critica per tutta l’economia provinciale condizionata dalla crisi generale".

 

Inoltre è stato ribadito che "l’agricoltura cooperativa rappresenta il principale fattore produttivo in tutti i settori ed il volano per l’export trentino, come confermano costantemente i dati della Camera di Commercio di Trento, dai quali emerge la leadership delle imprese agricole cooperative trentine per la crescita e lo sviluppo dell’economia provinciale grazie ad una marcata proiezione internazionale".

 

Per Rodolfo Brochetti, che ha parlato a nome di Apot per il settore frutticolo, le prospettive del comparto sono nere. Peseranno sulla prossima campagna di commercializzazione la chiusura o la forte limitazione nei mercati dell’area di guerra. E questo si aggiunge all’aumento dei costi di produzione che possono arrivare fino a 10 centesimi al chilo. All’ente pubblico ha quindi chiesto interventi per calmierare i costi dell’energia, favorire l’installazione di impianti fotovoltaici, oltre all’aumento di risorse nel prossimo Psr.

 

Il presidente del Gruppo di lavoro Vino a livello europeo del Copa-Cogeca, Luca Rigotti, ha illustrato le minacce al settore portate da alcune iniziative dell’Unione europea prima con le limitazioni imposte dal “Farm to fork” sulla riduzione dei concimi che rischia di portare i vini europei fuori mercato ("vale di più la certificazione di sostenibilità rispetto al bio"), poi con l’inserimento del consumo - e non più solo abuso - di alcolici, tra cui il vino, tra gli alimenti cancerogeni. "Tutte le sigle del vino a livello europeo hanno trovato una linea comune se ci coordiniamo riusciremo a far sentire la nostra voce".

 

Sono comunque molte le incertezze per i comparti. "Teniamo duro – spiega il presidente degli AllevatoriGiacomo Broch – perché in futuro ci sarà sempre bisogno di latte, anche se in questa fase assistiamo ad una diminuzione degli animali. Vista la situazione, non possiamo scaricare i maggiori costi sui consumatori". In un articolato intervento l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli (che ha seguito l’interno convegno in videoconferenza) ha risposto alle preoccupazioni e agli allarmi del settore agricolo, assicurando, ancora una volta, la vicinanza della Provincia anche alla luce delle iniziative già messe in campo per sostenere il reddito degli agricoltori (Qui articolo).

 

I dati generali e dei singoli settori sono stati presentati da Michele Girardi, referente del settore agricolo all’interno della Federazione trentina della cooperazione.

 

Complessivamente la cooperazione agricola che, in Trentino vanta la leadership in tutti e tre i comparti (vitivinicolo, ortofrutticolo, lattiero-caseario e allevamento) conta 86 società. Nel dettaglio: 16 in quello vitivinicolo, 28 nell’ortofrutta, 20 nel lattiero-caseario, 2 nel comparto zootecnico, 20 sono le cooperative di servizio.

 

Sono 17.707 i soci conferitori e 2.894 le collaboratrici e i collaboratori. Gli ettari coltivati totali sono 54.084 con 805 milioni di chilogrammi prodotti sommando ortofrutta (550 milioni di chilogrammi), vitivinicolo (120 milioni di chilogrammi) e lattiero caseario (135 milioni di chilogrammi). Nello scorso esercizio, il fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) ha raggiunto 1.348 milioni di euro, in crescita del 13,3% nel confronto con lo stesso dato del 2020.

 

Il patrimonio complessivo ha raggiunto 493 milioni di euro, in crescita del 6,15% (corrispondente a un incremento di 28 milioni di euro). Gli investimenti netti sono stati di 672 milioni di euro.

 

Il comparto vitivinicolo e, quindi, le Cantine sociali contano 6.544 viticoltori soci, con 611 collaboratrici e collaboratori. Il fatturato consolidato dell’intero settore (comprese le società controllate) è stato di 578 milioni di euro (17,97% rispetto al 2020). L’uva conferita nella vendemmia scorsa ha raggiunto 1,2 milione di quintali.

 

Liquidato ai socieuro 131,79  a quintale per l’uva conferita (+5,57% rispetto allo stesso dato di dodici mesi prima). La resa a ettaro ha raggiunto il valore medio di 17.671 euro con un +13,8% rispetto all’esercizio precedente. 

 

Le cooperative dell’ortofrutticolo (5.864 soci e 1.811 collaboratrici e collaboratori) hanno fatturato 589 milioni di euro, in aumento dell’11% rispetto all’esercizio precedente. La quantità conferita di mele è stata di 534 milioni di chilogrammi con una resa ettaro media di euro 29.467 (con un incremento del +21% nel confronto con lo stesso dato dell’esercizio precedente).

 

A caratterizzare e arricchire l’ortofrutticolo sono anche i piccoli frutti e ciliegie (600 ettari coltivati con 8 milioni di chilogrammi di prodotto), patate (120 ettari coltivati, con 4,5 milioni di chilogrammi prodotti), ortaggi (83 ettari coltivati, con 2 milioni di chilogrammi prodotti), mais/frumento (rispettivamente 320 ettari e 37 ettari coltivati, con rispettivamente 1,3 milioni di chilogrammi prodotti e 0,2 milioni di chilogrammi prodotti), noci del (10 ettari coltivati e 100 quintali prodotti), olio di oliva del Garda (250 ettari coltivati, 39 mila chilogrammi conferiti).

 

Il lattiero caseario conta 783 soci e 339 collaboratrici e collaboratori. Fatturato: 131 milioni di euro (+4,4% nel confronto con lo stesso dato dell’esercizio precedente). Liquidato soci (media provinciale): il prezzo medio del latte a grana riconosciuto ai soci ha raggiunto euro 0,607 a litro (rispetto a euro 0,589 del 2020). Meritevole di una sottolineatura l’allevamento di bovini (se ne contano 23.816). A questi si aggiungono ovini, caprini, equini, conigli. I soci di questo settore sono 1.115 e aderiscono alla Federazione provinciale allevatori.

 

Il settore ittico (trota e salmerino) esprime  31 milioni di fatturato del settore, 50 mila quintali di trote da carne, 40 imprese, 70 impianti, 450 addetti. 

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