Carenza di stagionali e alloggi? La ricetta di Asat: "Gli alberghi dismessi diventino foresterie. Il territorio deve essere attrattivo a 360 gradi"
Un'altra ipotesi messa sul tavolo da Asat è quella di prevedere sgravi fiscali ai proprietari di immobili che scelgono di mettere una casa o un appartamento sul mercato ordinario anziché utilizzarlo a fini turistici: "E poi serve lavorare sulla residenzialità"

TRENTO. Le foresterie negli alberghi dismessi e agevolazioni per i proprietari di immobili che decidono di posizionare un appartamento sul mercato e non a fini turistici. Sono queste le proposte messe sul tavolo, da tempo, da Asat per dare una risposta, almeno a parte, del problema che riguarda gli stagionali in agricoltura.
C'è carenza di manodopera e il decreto flusso, recentemente ampliato nei numeri dal governo nazionale, non riesce a soddisfare i fabbisogni di lavoratori, e c'è poi la difficoltà nel reperire un alloggio. Nodi che preoccupano in vista soprattutto di settembre. Non solamente per i costi che sono diventati in molte parti insostenibili ma anche perché in affitto a settembre ormai non si trova quasi nulla visto per il prolungarsi della stagione turistica.
"Anche in questo caso la fatica è tanta perché la maggior parte dei proprietari necessità di affittare appartamenti nei paesi. Abbiamo chiesto di poter usare per almeno un mese alcune foresterie per poter alloggiare i lavoratori. I paletti da rispettare, però, sono tanti", le parole a Il Dolomiti di Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti del Trentino, mentre Paolo Calovi di Cia – Agricoltori Italiani ha messo in chiaro che "in Trentino si vuole ospitare in maniera dignitosa chi lavora nei campi" (Qui articolo).
L'idea è di puntare sui prefabbricati ma è ancora un piano da valutare e da strutturare mentre Asat pensa agli alberghi ormai fuori mercato ma anche ai privati. Sono due le proposte presentate in sede di assestamento di bilancio. "Sono anni che presentiamo delle ipotesi - commenta a Il Dolomiti il direttore di Asat-Associazione albergatori ed imprese turistiche della Provincia di Trento, Davide Cardella - ma non sono ancora stati intrapresi provvedimenti per una situazione che è difficile".
Il settore agricolo fatica a trovare case o appartamenti per ospitare i lavoratori ma anche quello turistico trova con molta difficoltà risposte ai bisogni. Le locazioni sono sempre di più orientate verso l'ospitalità dei turisti, più che agli stagionali o alla residenzialità. Anche per una questione remunerativa. "Abbiamo chiesto di poter adibire gli alberghi dismessi a foresterie", aggiunge Cardella. "In questo modo ci sarebbe disponibilità di spazi ma anche un recupero di immobili ormai abbandonati".
In questo senso c'è una sperimentazione, ritenuta interessante, all'hotel Marchi di Arco. Anche se poi in termini pratici non mancano alcuni problemi. "Il vincolo di legge prevede che ci siano comunque determinati servizi tipicamente alberghieri", evidenzia il direttore di Asat. "Anche se è una foresteria, non si può disgiungere dalle normative per la ricettività. Ci sono, per esempio, gli obblighi di fornire una colazione, avere una portineria e provvedere a una pulizia giornaliera. E' necessaria una deroga per abbassare i costi e poter comunque garantire un servizio di livello".
Più difficile da percorrere, ma l'altra strada messa sul tavolo della Provincia dall'associazione di categoria è quella di prevedere una serie di agevolazioni ai proprietari di immobili che decidono di rivolgersi al mercato ordinario e non a quello turistico. "Si potrebbero azzerare i tributi comunali e provinciali come l'Imis". Un'altra azione è lavorare a una politica di residenzialità. "Non basta avere un letto dove dormire, se un lavoratore viene con la famiglia gli alloggi devono avere prezzi abbordabili".
Proposte che per ora non sembrano essere state approfondite da piazza Dante. "E' tutto fermo, ma ci sarebbero spazi per poter intervenire con misure tampone, per esempio ci sono immobili Itea o di Patrimonio del Trentino, in attesa di un piano più strutturato per avere disponibilità di alloggi. Il territorio deve essere attrattivo a 360 gradi, la qualità della vita deve affiancarsi a quella del lavoro", conclude Cardella.














