Magica Notte a metà, il Consorzio: "Bene la sperimentazione nell'uncino. Confesercenti? La disponibilità sia reale: si sono già chiamati fuori per i 10 anni del Muse"
L'associazione di categoria ha lamentato scarso coinvolgimento e la maggioranza dei negozi ha tenuto chiuso durante la Magica Notte delle Feste Vigiliane. A intervenire il presidente del Consorzio Trento Iniziative, Enrico Faes: "Ci rendiamo conto che serve tempo e che il tema non è facile: la motivazione economica non è il solo problema, ma serve una reale apertura a collaborare"

TRENTO. "Non c'è la volontà di far polemica ma dispiace leggere della disponibilità di Confesercenti post manifestazione, disponibilità che arriva quasi sempre dopo gli eventi". A dirlo Enrico Faes, presidente del Consorzio Trento Iniziative. "Abbiamo cercato in tutti i modi di coinvolgere l'associazione di categoria e l'intenzione è di proseguire il percorso di dialogo per trovare un equilibrio ma si sono già chiamati fuori dal mese di proposte per festeggiare i 10 anni del Muse. Il Consorzio mette a disposizione il suo management per lo sviluppo di progetti sulla valorizzazione del centro storico e la sua operatività snella e puntuale deve essere considerata un importante servizio per tutti".
La notte più lunga è stata tra gli eventi clou della 40esima edizione delle feste patronali. Una proposta complessa e un raccordo con le varie realtà che è stato costante. "Un sentito ringraziamento - continua il numero uno del Consorzio Trento Iniziative - a Centro servizi culturali Santa Chiara, Pro Loco e Comune per la disponibilità organizzativa e il puntuale supporto che ci è stato garantito in queste settimane".
C'è stato un buonissimo afflusso nelle vie del centro per la Magica Notte organizzata durante le Feste Vigiliane, ma il bilancio è stato in chiaroscuro: moltissimi i negozi chiusi, serrande abbassate anche per le catene. "Penso sia stato un week end ricco di appuntamenti, la città si è riempita di gente, abbiamo goduto di una splendida 'movida', non posso che fare un plauso a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito per la riuscita dell’evento, in primis la ProLoco di Trento e il Comune", le parole a Il Dolomiti del vice presidente di Confesercenti, Massimiliano Peterlana. "Certo non tutto era aperto e questo è un peccato, il commercio in sede fissa non ha 'partecipato'. In un'ottica di inclusione del commercio nelle manifestazioni, forse l’organizzazione dovrà farsi delle domande e noi come Confesercenti saremo pronti come sempre a dare una mano facendo la nostra parte" (Qui articolo).
Una criticità già evidenzia nella passata edizione, una Magica Notte ritornata in città dopo le limitazioni e le restrizioni per fronteggiare l'emergenza Covid. La richiesta è quella di un maggior coinvolgimento del tessuto economico per trovare una soluzione che possa portare a una maggiore partecipazione di tutti gli esercenti.
"Una mission - prosegue Faes - è quella di sensibilizzare il commercio sulle iniziative. Riconosciamo che è un tema complesso, non banale trovare un punto di equilibrio ma la richiesta è che Confesercenti sia realmente propositiva. L'invito è sempre quello di incontrarsi e di dialogare per sviluppare progettualità in grado di valorizzare i negozianti. Gli obiettivi devono e possono essere definiti insieme, ma ci vuole però la volontà".

Il Consorzio Trento Iniziative traccia, infatti, un bilancio positivo della "sperimentazione" tra via Orbi, via Roggia Grande e Largo Carducci. "L'adesione dei negozianti è stata del 90% - evidenzia Faes - si sono messi in gioco e l'offerta tra video mapping e mercatino urbano ha riscosso un successo interessante e un metodo per modificare le dinamiche e rigenerare un'area. Un'enclave che vorremmo poter esportare anche nelle altre vie del centro storico".
Non sempre orari di apertura diversi rispetto a quelli canonici o iniziative varie hanno riscosso un grande apprezzamento da parte degli esercenti. Ci rendiamo conto che serve tempo e che il tema non è facile: la motivazione economica non è il solo problema. Le grandi catene sono più difficili da coinvolgere per le dinamiche di gestione, mentre le aziende più piccole e più familiari soffrono un po' di crisi e il cambio generazionale che fatica a prendere piede, non è banale in questo senso scardinare un certo modo di lavorare ormai consolidato e i cambiamenti non sempre sono visti in modo positivo. La speranza è che ci sia un'apertura reale per definire i progetti", conclude Faes.













