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| 12 lug 2023 | 06:01

Turismo in Trentino, rincari e caro vita pesano sugli arrivi, gli agritur: "Torna la richiesta dello sconto". Camping in controtendenza grazie ai visitatori stranieri

A oggi le proiezioni preliminari parlano di un possibile calo con picchi del 9%, i camping in controtendenza: "Il 2022 è stata un'estate particolare: dobbiamo tornare con i piedi per terra e guardare al 2019". Bene gli agritur in val di Fassa, val di Fiemme e Paganella, soffrono quelli in val di Sole e val di Non: "Nei ristoranti e nelle strutture ricettive invece i clienti sono tornati a chiedere gli sconti o qualche riduzione"

TRENTO. Il ritorno della richiesta dello sconto e un turismo partito a rilento in Trentino. Le proiezioni a oggi parlano di un andamento negativo, un trend che oscilla tra il -5% e il 9% ma gli operatori mantengono la calma (Qui articolo). La stagione è ancora lunga. Le strutture ricettive si preparano a entrare nel periodo clou, i mesi di luglio e di agosto, tra un andamento migliore per alcune zone e la necessità di tenere più duro da altre. In questa fase un avvio di estate in altalena per gli agriturismi (con assenti sostanzialmente i romagnoli, duramente colpiti dall'ondata di maltempo) mentre i camping sembrano respirare un po' di più.

 

"Non vedo grandi differenze rispetto all'estate scorsa". A dirlo a Il Dolomiti è Massimo Ossamministratore del Camping Club, società che gestisce il camping 2 Laghi di Levicocamping San Cristoforo a Caldonazzo Fiemme Village a Bellamonte. "Anzi la sensazione è quella che si lavora di più e un grande merito va allo staff che ogni giorni si impegna per offrire la migliore vacanza possibile", spiega Massimo Oss. "Se agosto dovesse confermare le aspettative è probabile una chiusura importante per quanto riguarda le presenze ma l'obiettivo non è raggiungere i livelli dell'estate scorsa. Piuttosto guardiamo al biennio 2018/2019 perché il 2022 è stato particolare e si sono incastrate delle congiuntura molto particolari". 

 

Un'estate, quella del 2022, della vera ripartenza dopo le restrizioni e le limitazioni per fronteggiare l'epidemia Covid. "Dopo lo stop - aggiunge Oss - c'è stato un forte ritorno degli stranieri che hanno praticamente raddoppiato il periodo di ferie mentre gli italiani in alcuni casi non si sono fidati a trascorrere la vacanze all'estero e così hanno deciso di soggiornare in Italia. A questo aggiungiamo che il meteo è stato particolarmente favorevole: caldo e sereno per tanti mesi".

 

Poi sono subentrate le crisi, il caro energia con le bollette alle stelle, l'inflazione e il rialzo dei prezzi. E il rialzo dei tassi con ripercussioni sui mutui. Il meteo non ha aiutato. L'inverno è andato bene e il settore turistico trentino cerca di chiudere il cerchio con l'estate. "Oggi però subiamo tre fattori negativi - evidenzia Oss - il cliente estero pianifica di più mentre l'italiano guarda più giorno per giorno, anche nel booking. Le famiglie faticano di più per quanto riguarda il potere di acquisto e ci sono più valutazioni prima di prenotare. C'è anche un discorso dei prezzi: il personale è una voce importante, così come i costi di gestione ma c'è stata un'accelerazione nel ritoccare i listini". 

 

Aumenti che si sono già registrati per la stagione invernale ma questa dinamica non sembra aver intaccato i flussi. "Ma lo sci è già uno sport d'elite mentre l'estate è diversa", spiega Oss. "Ci sono casi in cui trascorrere 4 giorni in Trentino costa quanto due settimane altrove. Le famiglie oggi si trovano a fare i conti con il costo della vita e la riapertura dei mercati porta più scelta. Anche per questo non dobbiamo cadere nei facili entusiasmi dell'estate scorsa, ma tornare con i piedi per terra: per clientela, per presenze e per marketing dobbiamo tornare a orientarci sul 2018 e sul 2019".

 

Nonostante le difficoltà i camping sembrano, però, reggere l'urto. In soccorso soprattutto il mercato estero, Olanda e Germania in particolare. "L'italiano punta molto sui last minute e il meteo ha un peso specifico. E un po' Covid influisce ancora, c'è ancora un freno: le distanze e gli spazi sono un'esigenza importante ancora per molti. Inoltre le nostre strutture permettono di staccare, regole e ritmi sono più elastici rispetto alle altre tipologie di offerta". 

 

C'è comunque, spiega l'imprenditore, qualche passo ancora da compiere. "Oggi le strutture connotate tengono meglio il mercato. Un'offerta ben definita per famiglia, benessere, pet friendly o cicloturismo per esempio hanno andamenti più promettenti. La Valsugana per esempio deve chiarire il prodotto: puntare su una specificità tra laghi, terme e montagne per poi avere un effetto traino in tutti i segmenti. A ogni modo le prospettive della stagione estiva sono incoraggianti".

 

Se i camping sono in controtendenza, un periodo in chiaroscuro per gli agritur trentini. "Le malghe a giugno sono andate un po' in crisi", commenta Nicoletta Andreis, presidente dell’associazione agriturismo del Trentino e titolare dell’Agritur Solasna di San Giacomo (Caldes) . Adesso ci sono alcune zone che hanno registrato un andamento migliore: la val di Fassa, la val di Fiemme e l'Altopiano della Paganella con Andalo e Molveno in particolare. A soffrire di più la val di Sole e la val di Non con permanenze che si sono accorciate al week end lungo. C'è comunque un buon afflusso al lago di Tovel, al lago dei Caprioli e in val di Rabbi. Riscontriamo una flessione, molto forte, di clienti dalla Romagna, purtroppo per l'ondata di maltempo".

 

A incidere il contesto economico, che colpisce il mercato italiano, e un meteo avverso a giugno, più della vicenda legata alla tragedia di Caldes. "Qualche operatore ipotizza che ci siano alcune ripercussioni ma personalmente penso che sia un discorso che riguarda le temperature", continua la presidente degli agritur. "I clienti si informano, seppur in misura sempre minore rispetto alle scorse settimane, ma non sembrano preoccupati dalla presenza dei grandi carnivori".

 

Insomma, l'avvio è stato a rilento anche se "gli operatori che propongono le fattorie didattiche hanno buoni numeri. Si conferma un'esperienza molto gettonata e ricercata dall'ospite. Nei ristoranti e nelle strutture ricettive invece i clienti sono tornati a chiedere gli sconti o qualche riduzione. Una tendenza che era quasi sparita negli ultimi anni e segno che la crisi ha ripercussioni molto forti", conclude Andreis. 

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