Vola il fatturato di Lattebusche e cresce la redditività ma preoccupa la siccità. Via libera al bilancio e si pensa a nuovi prodotti e nuove tipologie di gelato
I soci della cooperativa Lattebusche hanno approvato un bilancio in salute nonostante le difficoltà dell'anno scorso. C'è l'intenzione di lanciare alcune novità: nuovi prodotti, nuove tipologie di gelato e variazioni sulla linea di confezionamento

FELTRE. Fatturato con segno più del 20% a superare la barriera dei 139 milioni e un aumento della redditività. Nonostante il caro energia e la siccità che hanno caratterizzato il 2022, è un bilancio in salute quello che è stato approvato dai soci della cooperativa Lattebusche all'assemblea annuale tenutasi al bocciodromo Casarin di Feltre giovedì 30 marzo.
Un anno difficile, come tanti altri anni, ma soprattutto un anno particolare come sottolinea il presidente Modesto De Cet, fra calo della produzione di latte e aumento dei costi dovuti alla guerra e al contesto economico. Le difficoltà del mercato non hanno comunque impedito di raggiungere risultati positivi, ripercorsi anche dal direttore Antonio De Bortoli: un fatturato che cresce del 20% e supera i 139 milioni. Una redditività aziendale che supera il 26% in più rispetto quella dello scorso anno e la soddisfazione di essere riusciti a mantenere i costi in percentuali accettabili.
Prodotto di punta resta il Grano Padano con una produzione che si attesta oltre le 239 mila forme per incassi totali pari a 45 milioni di euro, il 32,5% dell’intero fatturato. È stato infine deliberato dall’assemblea un aumento di capitale tramite trattenuta di 70 centesimi per ogni ettolitro di latte conferito dai soci, il cui conguaglio riconosciuto calerà quindi dagli attuali 5,01 euro per ettolitro a 4,26 euro.
Chiusa l’annata 2022, è il momento di guardare alle sfide future. Per l’anno prossimo l’obiettivo, hanno spiegato i vertici di Lattebusche, è quello di non regredire. La consegna di latte è costante e quindi c'è la certezza di poter fornire la grande distribuzione e i negozi tradizionali in maniera continuativa. Fra i progetti ci sono nuovi prodotti, nuove tipologie di gelato, molte variazioni per quanto riguarda il confenzionamento.
Preoccupa in particolare l’attuale situazione di siccità che incombe sul territorio italiano. Un problema che viene riconosciuto anche dal senatore De Carlo, ospite dell’assemblea, che lo definisce come una crisi oggettiva e strutturale e non più ciclica e che si ipotizza porterà ad un aumento dei costi dei foraggi e ad una diminuzione della produzione, in un contesto che vede il prezzo del latte calare per la maggiore quantità di prodotto attualmente sul mercato. Ai problemi naturali si aggiungono quelli dovuti alle incombenze burocratiche che sono aumentate nel corso del tempo e rendono sempre più complesso l’ottenimento dei fondi previsti dalla Politica agricola comune. “Gli allevatori hanno solo bisogno di avere leggi semplici e di poter lavorare”, il commento caustico di De Cet.
Non è mancato il saluto del presidente della Provincia, Roberto Padrin, che ha ricordato come agricoltori e allevatori siano basilari per la vita della montagna, per la manutenzione del territorio, per la promozione del turismo, per la cura del verde, per i prodotti di qualità.
A sottolineare il riconoscimento dell’importanza del settore lattiero caseario, Padrin ha ripercorso le misure che sono state messe in atto dalla Provincia a sostegno del settore: “Abbiamo finanziato gli investimenti di 12 piccole latterie con 1,5 milioni di euro - derivanti da Fcc per 1,3 milioni e da 250mila euro di fondi propri della Provincia - e poche settimane fa sono partiti due corsi per casari grazie alla collaborazione con l’istituto agrario di Vellai: un corso per i ragazzi della scuola, un altro di approfondimento per chi conosce già il mestiere" (Qui articolo).












