Export provinciale: dati stabili, ma l'occhialeria dimezza le vendite negli Usa e crescono i macchinari: "Per la tenuta delle esportazioni serve diversificare i mercati"
Ecco i dati sull'export contenuti nell'ultimo report della Camera di Commercio. Il presidente Mario Pozza: "La sostanziale stazionarietà delle esportazioni fa media soprattutto delle differenti dinamiche di due importanti filiere provinciali: l’occhialeria, che sconta una flessione delle esportazioni, e la filiera del freddo che vede aumenti a due cifre dell’export"

BELLUNO. Da gennaio a settembre di quest'anno l'export nel Bellunese rimane stabile, seppur con una leggera flessione dello -0,4% (dato migliore rispetto a Treviso al -1,2%): ad incidere negativamente l'interscambio con gli Stati Uniti in calo, mentre è in recupero quello con la Germania. Guardando ai settori, l'occhialeria sconta un calo di oltre il 4% mentre l'export di macchinari ed elettronica registrano rispettivamente un significativo aumento.
Questo, in estrema sintesi, il ritratto fornito dalla Camera di Commercio Treviso Belluno Dolomiti con il presidente Mario Pozza che commenta: “Per Belluno la sostanziale stazionarietà delle esportazioni fa media soprattutto delle differenti dinamiche di due importanti filiere provinciali: l’occhialeria, che sconta una flessione delle esportazioni, e la filiera del freddo che vede aumenti a due cifre dell’export".
Ad essere specificato e come, per l’occhialeria – fenomeno già osservato di recente – pesi il calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti “che sono il primo mercato di riferimento”, e dove le vendite scendono del -40,1%. “Ma abbiamo già ripetuto più volte – osserva Pozza – che questi numeri celano anche cambiamenti strutturali nell’organizzazione della filiera, oltre ad essere termometro dell’andamento del settore”
Un dato messo in evidenza è poi come l’export di occhialeria sia, invece, in aumento verso Messico, Paesi Bassi, Spagna, Germania e in recupero verso Francia. “Queste dinamiche differenziate – spiega Pozza – ci portano a ribadire la necessità, per la tenuta delle esportazioni provinciali, di proseguire nella diversificazione dei mercati. Processo che le nostre imprese devono portare avanti come risposta all’incertezza geopolitica, senza tralasciare, ovviamente, il presidio dei mercati consolidati”

L’INTERSCAMBIO COMMERCIALE DELLA PROVINCIA DI BELLUNO: I NUMERI E L'ANALISI
Le esportazioni della provincia di Belluno, specifica il report diffuso che entra nel merito settore per settore, per i primi nove mesi del 2025 superano i 3,8 miliardi di euro e rispetto ai primi nove del 2024 le vendite sono di poco inferiori alla stabilità (-0,4%).
Un risultato che fa media soprattutto dei differenti andamenti di due importanti filiere provinciali: da un lato si osserva la flessione delle esportazioni di occhialeria (-4,3%) e, dall’altro lato, e la positiva performance della filiera del freddo bellunese: +14,4% per l’export di macchinari e +79,3% per i prodotti di elettronica/sensoristica.
L’occhialeria, la principale voce dell’export bellunese e che rappresenta i 3/4 del totale provinciale, registra una variazione in leggero calo che corrisponde a minori vendite per quasi 125 milioni di euro.
A condizionare la dinamica delle esportazioni provinciali del settore sono gli Stati Uniti, il primo mercato di riferimento. Nello specifico verso gli USA le vendite scendono dai 690 milioni dei primi nove mesi 2024 agli attuali 413 milioni (-40,1%), un andamento che riflette anche riassetti organizzativi e logistici della filiera.
L’export bellunese di occhialeria torna a salire, invece, verso la Francia, il secondo mercato per valore (+1,8%) e si rafforza verso la Germania (+6,3%). Spiccano, inoltre, le dinamiche verso Messico (+34,3%), Paesi Bassi (+20,1%) e Spagna (+17,2%), mercati che registrano una crescita particolarmente sostenuta dell’export.
Escludendo l’occhialeria, prosegue l'analisi, le esportazioni bellunesi segnano un aumento del +12,0%. Il risultato è determinato principalmente dai macchinari industriali (+14,4%), dai prodotti di elettronica, apparecchi medicali e di misurazione (+79,3%).
In lieve aumento anche i prodotti del tessile-abbigliamento (+3,6%) e la crescita attuale dei macchinari segna un cambio di passo rispetto alla flessione del -25,7% registrata nello stesso periodo dello scorso anno: "Un contesto, quello del 2024, che vedeva in flessione anche il tessile-abbigliamento (-12,5%) e la sostanziale stabilità dell'elettronica e della sensoristica".
A trainare l’aumento delle esportazioni di macchinari, viene osservato,, è soprattutto il mercato statunitense dove le vendite passano da 6,5 milioni dei primi nove mesi 2024 agli attuali 18,4 milioni (+183,1%). Per l’Unione Europea si osserva invece un’inversione di tendenza: l’export torna a crescere verso la Germania (+13,0%) e verso la Francia (+15,2%), recuperando dopo le importanti flessioni dello scorso anno, quando il calo era rispettivamente del -25,2% e del -69,5%. Le vendite sono in aumento, inoltre, verso Spagna e Repubblica Ceca.
Guardando alle esportazioni di prodotti di elettronica, apparecchi medicali e di misurazione, queste beneficiano di aumenti soprattutto verso Francia, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito e le vendite sono in rialzo anche verso la Germania.
Lanciando uno sguardo infine alle importazioni bellunesi, queste in totale ammontano ad 1 miliardo di euro, in aumento del +6,4% rispetto ai primi nove mesi del 2024.
IL QUADRO NAZIONALE E TERRITORIALE
Allargando lo sguardo alla penisola italiana, nei primi nove mesi dell’anno 2025 le esportazioni nazionali sono aumentate su base tendenziale del +3,6%, secondo i dati rilasciati dall’Istat nei giorni scorsi, e nello stesso periodo sono cresciute anche le importazioni (+3,8%).
Per quanto riguarda l’andamento per territori, la variazione complessiva dell’export nazionale del +3,6% beneficia della buona performance delle regioni del centro, Toscana (+20,2%) e Lazio (+14,0%), per maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici.
Le esportazioni del Nord-est sono invece in lieve aumento (+1,9%): dato medio che incorpora l'eccezionale risultato del Friuli-Venezia Giulia (+22,5%), trainato dalle maggiori vendite della cantieristica navale.
Il quadro di fondo delle esportazioni venete resta invece, in linea con quello Bellunese, di sostanziale stabilità: -0,6% che diventa +0,5% se si esclude il navale. Guardando gli altri settori, si conferma la tenuta dell’alimentare, delle bevande e dei macchinari, dall’altro lato persistono le difficoltà per il segmento luxury della calzatura e per la concia. In calo anche l’occhialeria ed i mobili.












