Quest'anno già 6 morti sul lavoro in agricoltura ma calano le irregolarità in azienda: "Settore con più decessi in Veneto". Contro il caldo partiti 2.500 kit
C’è cauto ottimismo sul fronte della sicurezza nel lavoro agricolo, ma molto resta da fare. I controlli Spisal effettuati finora indicano infatti un sensibile calo nei verbali di contravvenzione, tuttavia il tema rimane spesso sottovaluto. All’ospedale di Feltre è stato presentato oggi il Piano mirato di prevenzione in agricoltura: cos’è e a che punto siamo

FELTRE. C’è cauto ottimismo tra le associazioni di categoria sul fronte della sicurezza nel lavoro agricolo, ma ancora molto resta da fare. I controlli Spisal effettuati finora nel Bellunese indicano infatti un sensibile calo nei verbali di contravvenzione, segno che le aziende si stanno adeguando alle normative, tuttavia il tema rimane spesso sottovaluto. Per farvi fronte, il Veneto ha adottato il Piano mirato di prevenzione in agricoltura, di cui l’Ulss 1 Belluno è capofila: tra le azioni, la distribuzione di kit con maglietta e cappellino contro l’emergenza caldo.
L’iniziativa è stata presentata all’ospedale di Feltre, dove Gianfranco Albertini di Spisal Belluno (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) ha spiegato come funziona il Piano. Si tratta infatti di una diretta emanazione del Piano nazionale di prevenzione, di cui ampia parte riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il Piano sull’agricoltura il Veneto ha creato un gruppo di lavoro dedicato, il cui coordinamento è in capo all’azienda sanitaria di Belluno e comprende un tecnico della prevenzione di ciascuna Asl veneta, l’ispettorato del lavoro, le associazioni di categoria (Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori e Coldiretti), le sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil) e un rappresentante degli agronomi e dottori forestali.
“Si è posto un focus sull’agricoltura - spiega Albertini - perché è uno dei comparti che danno più problemi. Al 31 luglio di quest’anno, in Veneto si contano già 6 morti sul lavoro che potrebbero superare i 9 del 2024. Anche nel Bellunese ci sono stati incidenti: a luglio un uomo di Borgo Valbelluna è rimasto schiacciato da una balla di fieno, mentre negli scorsi anni abbiamo avuto infortuni mortali soprattutto nei boschi. Nonostante però i numeri siano scesi, in Veneto l’agricoltura causa ancora il maggior numero di morti”.
Da qui la necessità di fare prevenzione. “Il Piano - prosegue Albertini - non è visto come attività di vigilanza e repressione, ma punta soprattutto su sostegno e assistenza alle aziende. Forniamo loro delle check list in modo che possano autovalutarsi e arrivare preparate ai controlli”. Ciascuna Spisal seleziona infatti alcune aziende invitandole prima a degli incontri e poi a svolgere la valutazione e l’adeguamento interni. Dal 1 giugno è infine partita la vigilanza.
A Belluno, su 1.927 imprese attive ne sono state selezionate 71, di cui circa il 44% (31) ha partecipato all’incontro iniziale e all'autovalutazione: quelle che non hanno risposto, sono state le prime a essere controllate. Tre i temi su cui si concentra l’attenzione: la sicurezza di trattore e albero cardanico (molti decessi sono dovuti a rovesciamento del trattore), il lavoro negli ambienti confinati (ritenuto centrale visti i recenti decessi per inalazione di gas asfissianti in cisterne di vinificazione o in vasche fognarie) e la sorveglianza sanitaria (i sindacati sottolineano infatti carenze nelle visite mediche).
Perché però solo 71 aziende? “Delle 1.927 totali - specifica Albertini - 350 sono quelle con dipendenti, quindi di nostro interesse. Si tratta però di un numero troppo elevato, che ci costringerebbe a occuparci solo di agricoltura, per cui abbiamo fatto un'ulteriore selezione prendendo quelle che che negli ultimi 5 anni hanno avuto almeno un infortunio sul lavoro”.
Al momento procede dunque l’attività di vigilanza: finora sono state controllate 43 aziende, con 5 verbali emessi, contro i 14 totali del 2024 (su 55 aziende) e i 13 del 2023 (44 aziende). “In Veneto - conclude Albertini - effettuiamo tra i 700 e gli 800 sopralluoghi l’anno e il verbale di contravvenzione riguarda circa un’azienda su quattro (24%). A Belluno c’è stato finora nel 2025 un calo dei verbali emessi, dato che potremmo interpretare come un buon funzionamento dell’attività”.
Infine il caldo. I sindacati hanno sollevato nel 2024 in Comitato regionale di coordinamento il problema del lavoro sotto le alte temperature. Già lo scorso anno è stato distribuito ai lavoratori un opuscolo informativo, tra i cui consigli c’è anche il giusto abbigliamento. Sul tema quest'anno sono stati acquistati 2.500 kit composti da una maglietta in cotone di colore chiaro e un cappellino con visiera, che nella mattinata di oggi sono partiti dall’ospedale di Feltre verso le nove sedi Spisal regionali, da dove si procederà alla distribuzione presso le aziende associate.












