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Bolzano
14 marzo | 11:48

“Iniziamo ad avere difficoltà di approvvigionamento”. Guerra in Iran, l'allarme delle imprese: “Rincari pesanti, produzione rallentata”

Secondo la Cna altoatesina, energia elettrica, metalli e carburanti in cima alla lista delle priorità: “Le imprese – dice il presidente Cristiano Cantisani – iniziano ad avere difficoltà di approvvigionamento. Servono contributi tangibili per agevolare l'autonomia energetica delle piccole imprese”

BOLZANO. “Le imprese iniziano ad avere difficoltà di approvvigionamento. Servono contributi tangibili per agevolare l'autonomia energetica delle piccole imprese”. Queste le parole del presidente della sezione altoatesina della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, Cristiano Cantisani, nel lanciare l'allarme per le difficoltà del mondo produttivo legate alla crisi innescata dall'attacco israelo-americano in Iran.

 

I dati arrivano da un monitoraggio effettuato dalla Cna nazionale e mettono in chiaro come le priorità per le imprese in questa fase siano diverse: “Non solo carburanti ed energia elettrica – dice infatti Cantisani –. Registriamo aumenti generalizzati del 20% per molti materiali, dal rame all'alluminio. Dal bitume alle plastiche. Inoltre, molte nostre imprese iniziano ad avvertire difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione. Questi rincari sono pesanti per le piccole e medie imprese”.

 

L'energia elettrica, continua la Cna, guida la classifica dei rincari a due settimane dall'inizio del conflitto in Iran, seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti, mentre si registrato rialzi contenuti per l'acciaio. Stabile invece il prezzo delle farine. In definitiva, dice la confederazione, il monitoraggio rileva un generalizzato aumento dei prezzi dei materiali, l'inizio di tensioni sull'approvvigionamento, oltre a un forte amento dei costi di spedizione – fino a 3mila euro in più per un container standard – e coperture assicurative.

 

“Il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica – scrive la Cna – ha messa a segno un aumento del 60%, in linea con le quotazioni del gas sulla piazza di Amsterdam, mentre il prezzo medio delle ultime due settimane si attesta a 143 euro Mwh rispetto ai 102 euro della Germania, 63 euro della Francia e 48 euro della Spagna”.

 

“Il paradosso – continua Cantisani – è che molte imprese vorrebbero investire per diventare più autonome dal punto di vista energetico, installando impianti fotovoltaici o convertendo i mezzi verso soluzioni elettriche, ma spesso non trovano strumenti di sostegno adeguati per affrontare questa transizione. In un territorio solido e prospero come l’Alto Adige, dove l’economia locale ha sempre dimostrato grande capacità di sviluppo e innovazione, le imprese si aspettano politiche più concrete per accompagnare questo passaggio. Senza contributi reali a favore delle singole aziende sarà difficile ridurre la dipendenza dal mercato energetico e sottrarsi a dinamiche speculative che si ripetono ormai da troppo tempo”.

 

Dopo l'energia elettrica, come anticipato i maggiori rialzi riguardano il rame – con un balzo che sfiora il 40% – consolidando un trend in atto da oltre un mese a causa della forte domanda da automotive e data center, mentre le quotazioni Lme (il London Metal Exchange), continua la Cna: “Segnano una flessione del 2% negli ultimi 10 giorni. A seguire il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Il settore delle costruzioni lamenta incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso (a fronte di un rialzo del 12% del future alla Borsa di Shanghai) e le membrane, +10% per il calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche accusano incrementi del 30%. Va meglio per l’acciaio. I coils zincati nelle ultime due settimane mostrano un aumento del 4%, i laminati a caldo del 3% e sostanzialmente stabili i laminati a freddo. Tuttavia, da inizio anno sono tre semilavorati in costante aumento intorno al 10%. Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%. Dopo la fiammata dei primi giorni si è stabilizzato il prezzo dei carburanti con un aumento del 15% per il gasolio e inferiore al 10% per la benzina. Altro elemento di preoccupazione è l’incertezza e la variabilità dei listini. Le quotazioni dei materiali sono valide per 24 ore, per alcuni prodotti come tubazioni e raccordi in Pvc i fornitori accettano gli ordini con riserva di aggiornamento prezzi. Prezzi stabili per le farine ma il settore dei prodotti da forno è tra i più sensibili alle variazioni dell’energia (le bollette incidono intorno al 14% dei costi di produzione). L’aumento delle bollette si farà sentire su attività ad alta intensità energetica come il settore dei lapidei dove rappresenta il 30-35% dei costi totali per le imprese di trasformazione e il 40% per le tinto-lavanderie.

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