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Covid, la Spagna volta pagina nella gestione della pandemia: stop ai tamponi per chi ha sintomi lievi e al conteggio individuale dei casi

Da lunedì scorso la Spagna ha voltato pagina nel suo approccio alla gestione del Covid-19, allentando le restrizioni e modificando il sistema di monitoraggio della pandemia

Foto Askanews
Di F.S. - 01 aprile 2022 - 19:07

TRENTO. Mentre in Italia è terminato oggi lo stato d'emergenza, dall'inizio di questa settimana la Spagna ha voltato pagina nel suo approccio alla gestione del Covid-19, allentando le restrizioni e modificando il sistema di monitoraggio della pandemia. Nel dettaglio, scrive El Paìs, nel Paese iberico da lunedì solo le persone sopra i 60 anni, quelle vulnerabili e quelle che lavorano in contesti socio-sanitari dovranno effettuare un tampone in caso di sintomatologia lieve e mettersi eventualmente in isolamento.

 

Per gli altri invece rimane la raccomandazione ad usare prudenza nei giorni successivi, riducendo per quanto possibile le relazioni sociali e utilizzando i dispositivi di protezione delle vie respiratorie (il cui utilizzo rimane obbligatorio negli spazi al chiuso). La svolta era già stata annunciata in gennaio dal governo spagnolo (Qui Articolo) e riguarda anche il sistema di monitoraggio dell'evoluzione pandemica sul territorio nazionale.

 

Da lunedì infatti il Paese ha smesso di conteggiare i casi di Coronavirus singolarmente, facendo invece riferimento ad altri parametri (tra cui in particolare la pressione ospedaliera) per avvicinarsi ad un modello di sorveglianza a sentinella come quello utilizzato per l'influenza. Dopo due anni di pandemia insomma la Spagna si avvicina così ai Paesi più 'morbidi' nel controllo del Covid, come il Regno Unito, anche se la decisione del governo è stata criticata da diversi esperti, che ritengono sia troppo presto in questa fase per “voltare pagina”.

 

Questo progresso non è però irreversibile: il punto di riferimento sarà infatti la pressione a livello ospedaliero. Se gli indicatori rimarranno al di sotto del livello di rischio (10% in terapia intensiva e 5% in area medica) il 'piano' potrà proseguire, in caso contrario bisognerà tornare al sistema di conteggio individuale dei casi e all'isolamento dei positivi con sintomi.

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