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| 07 giu 2025 | 17:26

Dalla Groenlandia all'Europa fino alla Russia: ecco fin dove è arrivato il fumo dei devastanti incendi boschivi in Canada

La nube di fumo che si è liberata dai devastanti incendi boschivi in Canada ha attraversato l'Atlantico, raggiungendo negli scorsi giorni il Vecchio Continente fino alla Russia. Secondo quanto riportato dagli esperti, il fumo ha influenzato i colori di tramonti e albe in Irlanda e Regno Unito

WINNIPEG. I devastanti incendi boschivi che dalla fine di maggio stanno interessando diverse province canadesi (portando a grosse evacuazioni delle comunità colpite, Qui Articolo) hanno liberato nell'aria enormi quantità di fumo che, sospinte dalle correnti, hanno superato negli scorsi giorni l'Atlantico arrivando a interessare parti dell'Europa e della Russia.

 

A riportarlo, basandosi sui dati di Copernicus, è il meteorologo Ben Noll in un approfondito articolo sul Washington Post, nel quale si riporta come la nube liberata dagli incendi abbia interessato innanzitutto negli scorsi giorni diverse zone dell'arcipelago Artico e delle aree occidentali della Groenlandia: “Il trasporto a lungo raggio del fumo – scrive il meteorologo – ha influenzato anche i colori delle albe e dei tramonti fino al Regno Unito e all'Irlanda”.

 

 

Nel frattempo però la situazione in Canada, dove dall'inizio di quest'anno sono andati in fumo più di 6 milioni di acri (una superficie paragonabile a quella della Sardegna: il 30 maggio il NyTimes riportava come nelle sole province di Manitoba e Saskatchewan l'area bruciata dall'inizio del 2025 fosse di 1,5 milioni di acri, su per giù l'estensione dell'intera Provincia di Trento) non è certo risolta: nei prossimi giorni è infatti atteso l'arrivo di una nuova nube di fumo nelle stesse regioni. In questo caso saranno interessate però anche Francia e Germania.

 

In un approfondimento sul tema pubblicato negli scorsi giorni, gli esperti del servizio Copernicus avevano specificato come il totale delle emissioni degli incendi in Canada di quest'anno sia secondo (al 2 giugno) solo a quello registrato nel 2023, con approssimativamente 56 megatonnellate di carbonio liberate in atmosfera. “Questi dati – scrive il Copernicus atmosphere monitoring service (Cams) – e il fatto che siamo in grado di osservare il fumo in Europa, sono una testimonianza della scala dei roghi e dell'impatto che stanno avendo in Manitoba e Saskatchewan. Al Cams monitoriamo eventi come questi per comprendere il loro impatto sull'atmosfera e sulla qualità dell'aria a livello regionale e globale”.

 

 

Nel frattempo altri grandi incendi boschivi nella porzione orientale della Russia, riportano gli esperti, stanno a loro volta liberando un'imponente nube di fumo che ha raggiunto la Cina nord-orientale e il Giappone.

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