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| 03 apr 2025 | 11:30

Dazi, dalle borse a picco alla politica: le reazioni. Meloni: “Misura sbagliata, lavorare per accordo”. Pechino chiede di cancellare “immediatamente” le tariffe

Le reazioni dopo il "Liberation day" di Trump: a picco le borse, cresce l'oro e crolla il dollaro sull'euro. Da Pechino le autorità cinesi chiedono di "cancellare immediatamente le misure unilaterali sui dazi"

TRENTO. Il “Liberation day”, alla fine, è arrivato. Il presidente americano Donald Trump ha disposto enormi dazi ai Paesi di mezzo mondo, facendo precipitare i mercati internazionali nell'incertezza e spingendo al ribasso le borse in apertura questa mattina. Il tutto mentre il prezzo dell'oro, bene rifugio per eccellenza, sta ritoccando i record ed il dollaro è sceso nettamente nel cambio con l'euro (il prezzo si sta avvicinando alla soglia di 1,10).

 

A livello finanziario l'annuncio del tycoon ha come detto causato un vero e proprio terremoto: il Ftse Mib è arrivato a toccare il -1,90%, valori simili (se non peggiori) sono stati segnati anche dagli indici di Parigi e Francorforte. In Giappone il Nikkei ha toccato il -2,77%, la borsa coreana il -2%, Hong Kong il -1,6%. Sul fronte politico nel frattempo le reazioni dei leader dei Paesi colpiti non si sono fatte attendere. Parlando di un “forte colpoall'economia mondiale, la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha confermato che l'Ue sta lavorando a delle contromisure: “L'economia globale soffrirà enormemente, l'incertezza aumenterà e scatenerà l'ascesa di ulteriore protezionismo”.

 

L'Ue è stata colpita con dazireciproci” (anche se non è ben chiaro al momento come l'amministrazione Usa abbia calcolato i 'dazi' che dice esser stati applicati dagli altri Paesi nei confronti dei prodotti americani) del 20%, ai quali si devono aggiungere le tariffe del 25% sulle auto già annunciate negli scorsi giorni dal tycoon. Tra i Paesi più colpiti però, manco a dirlo, c'è la Cina: nella serata di ieri infatti Trump ha annunciato nuovi dazi del 34%, che vanno però a sommarsi a quelli del 20% già applicati nei confronti di Pechino.

 

Le autorità cinesi, ha fatto sapere in una nota il portavoce del ministero del Commercio, si oppongono “fermamentealla decisione americana, annunciando che adotteranno “misure di ritorsione per proteggere i propri diritti e interessi”. L'aumento dei dazi, si legge nella nota, non risolverà i problemi interni degli Stati Uniti, danneggiandone gli interessi e minacciando lo sviluppo economico globale e la stabilità delle catene di approvvigionamento: “Le guerre commerciali non hanno vincitori e il protezionismo non ha futuro. Esortiamo gli Stati Uniti a cancellare immediatamente le misure unilaterali sui dazi e a risolvere le divergenze attraverso il dialogo paritario con i propri partner commerciali”.

 

Parla invece di risposta “calma e a mente fredda” il primo ministro inglese Keir Starmer (il Regno Unito, che pur ha un deficit commerciale con gli Stati Uniti, è stato raggiunto dalla tariffa “basedel 10%). Starmer, riporta il Guardian, ha detto che Trump “ha agito per il suo Paese, e questo è il suo mandato. Oggi, io agirò negli interessi della Gran Bretagna con il mio”, ribadendo come sul fronte dei dazi il Regno Unito si trovi in una “posizione migliore rispetto a molti altri Paesi”. Nonostante tutto, però, per le autorità inglesi non è possibile in questo momento “escludere nulla” sul fronte di una possibile risposta ai dazi americani.

 

Dalla premier italiana Giorgia Meloni un commento è arrivato nella notte sui social: “L'introduzione da parte degli Usa di dazi verso l'Unione europea – ha scritto – è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti. Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l'obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l'Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell'interesse dell'Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”.

 

Per il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Trump ha dichiarato guerra. E' una guerra commerciale, non militare. Ma è una guerra contro tutti. E soprattutto contro l'Europa. Bruxelles deve reagire subito. E utilizzare questa aggressione per ripensare profondamente l'Europa di domani. Sveglia, Europa: ora o mai più. Quanto all’Italia, Giorgia Meloni si conferma inadeguata al ruolo. Palazzo Chigi ha insistito per settimane sulla relazione speciale tra Roma e Washington. Abbiamo visto cosa è accaduto: Trump non ci ha neanche ricevuto alla Casa Bianca". "Ci attendono tempi duri - continua - dovremo riscrivere le regole europee, aprire nuovi mercati, imporre contromisure agli americani". 

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