Venezuela, parla Trump dopo l'attacco: “Governeremo fino alla transizione, le compagnie petrolifere americane inizieranno a fare soldi per il Paese”
In una conferenza stampa organizzata nella sua residenza di Mar-a-Lago, il presidente americano ha parlato di un “schiacciante forza militare americana” utilizzata nella notte: “Governeremo il Venezuela fino alla transizione” ha aggiunto

CARACAS. Sono diversi i punti principali espressi dal presidente americano, Donald Trump, nella conferenza stampa organizzata nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, dopo l'attacco lampo con il quale nella notte è stato catturato il presidente venezuelano, Nicolàs Maduro, insieme alla moglie.
Innanzitutto – Trump lo ha precisato diverse volte nel corso del suo intervento – gli Stati Uniti “governeranno” il Venezuela fino a una transizione “chiara e sicura” del potere.
Il tycoon non ha posto limiti a quella che, a tutti gli effetti, si configurerebbe come un'occupazione – pur non specificando le modalità con le quali le autorità americane dovrebbero “governare” un Paese di oltre 28 milioni di abitanti – mentre, parlando delle grandi riserve di petrolio del Paese (il 17% del totale a livello mondiale), ha sottolineato come le compagnie americane siano pronte a sistemare le infrastrutture venezuelane e a “cominciare a fare soldi per il Paese”.
Trump ha parlato di una non meglio specificata “partnership” tra Venezuela e Stati Uniti per rendere i cittadini del Paese sudamericano “ricchi, indipendenti e sicuri”. Maduro e la moglie, ha detto ancora il presidente americano, sono stati portati a New York per rispondere a vari capi d'accusa inerenti al traffico di droga.
Nei piani delle autorità Usa, ha minacciato Trump, ci sarebbe stata la preparazione di una seconda ondata di attacchi, che in definitiva non si è però resa necessaria. Il presidente ha parlato in apertura di una “schiacciante forza militare americana” utilizzata nella notte, confermando l'assenza di perdite tra le fila Usa nell'attacco.
Nel parlare dell'operazione, il capo della Casa Bianca ha fatto diretto riferimento alla Dottrina Monroe per giustificare l'intervento, dicendo che il "dominio Usa sull'emisfero occidentale non sarà più messo in dubbio".












