Contenuto sponsorizzato

Green Pass nei rifugi trentini, in caso di maltempo o emergenza si potrà entrare anche senza certificazione. Alimonta: "Da Roma nessuna risposta. Ecco le nostre linee guida"

In vista di venerdì 6 agosto e dell'entrata in vigore del Green Pass, l'associazione dei Rifugi del Trentino ha stilato una lista di linee guida per portare chiarezza tra rifugisti ed escursionisti. Anna Facchini, presidente della Sat Centrale: "I gestori sanno a cosa vanno incontro e sono certamente all'altezza della situazione che si sta affacciando, così come lo sono stati la scorsa estate"

Di Lucia Brunello - 04 agosto 2021 - 20:31

TRENTO. Il fatidico venerdì 6 agosto si avvicina e con questo entrerà ufficialmente in vigore l'utilizzo del Green Pass anche nei rifugi. Tanti sono i dubbi condivisi tra i rifugisti di tutte le valli e di tutte le regioni. In Trentino, però, si è lavorato per fornire ai gestori delle strutture e agli escursionisti tutte le informazioni necessarie per non farsi trovare impreparati durante le prossime settimane.

 

"Dovrà essere esibito il green pass per consumare pasti all'interno del rifugio, anche la sola colazione, ma non all'esterno o per consumazioni al bancone", ha scritto l'associazione Rifugi del Trentino in un post su facebook.

 

"Per quanto concerne il pernottamento nelle camere laddove tutti gli ospiti siano in possesso del Green Pass, è consentito un utilizzo fino ad un massimo di 2/3 dei posti letto, garantendo la distanza di due metri tra le persone. Qualora invece non tutti gli ospiti di una camera siano in possesso del green pass, all’interno della camera deve essere garantita la distanza di due metri tra i letti".

 

"Potranno quindi accedere alle suddette attività le persone solo in possesso del Green Pass, comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 o la guarigione dall'infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi) oppure lche hanno effettuato un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore)". Tutte queste disposizioni non valgono per i soggetti di età inferiore ai 12 anni

 

Ma, di nuovo, molte domande sorgono spontanee. Cosa succederebbe se un escursionista senza Green Pass o test molecolare/rapido si dovesse trovare sotto un temporale, proprio nei pressi di un rifugio? O se dovesse rimanere infortunato? Di questo abbiamo parlato in questo articolo con il presidente del Cai Veneto, Renato Frigo, che ora chiede ai politici delle deroghe che mettano chiarezza sulla situazione.

 

Sentimento condiviso anche dal presidente dell'associazione Rifugi del Trentino, Ezio Alimonta. "Noi abbiamo chiesto risposte a Roma, ma non ci sono arrivate", ha detto. Ma nonostante questo, in Trentino, sembra si sia deciso di tirare dritto con i piedi saldi su una sola convinzione: il rifugio si chiama così perché il suo ruolo è quello di accogliere qualunque escursionista in difficoltà. Del resto questo è proprio ciò che venne scritto nel Regolamento Generale Rifugi del Cai anni addietro. 

 

"Tutti gli escursionisti - scrive infatti l'associazione dei rifugi del Trentino - che lo richiedono devono essere accolti nelle struttura in caso di condizioni meteorologiche avverse (non solo pioggia, ma anche vento, basse temperature, eccetera), nonché nelle ore serali o notturne e in caso di difficoltà dell’escursionista o di necessità di sosta".

 

"In queste situazioni critiche che possono comportare sovraffollamento degli ambienti e mancato rispetto delle disposizioni sul distanziamento, il luogo di riparo dovrà accogliere gli escursionisti e si dovrà assicurare che tutte le persone indossino una mascherina adeguata a protezione delle vie respiratorie". In questi casi, però, non potranno essere somministrati alimenti e, se possibile, permettere un cambio d'aria con una finestra aperta

 

Aspetti, questi, non espressi in nessuna nuova ordinanza né a livello provinciale né nazionale, ma semplicemente dati per scontati. "Ovviamente non si può chiudere la porta in faccia ad un escursionista in difficoltà", dichiara a ilDolomiti.it Anna Facchini, presidente della Sat Centrale. "Non c'è scritto né a Roma né a Trento che i rifugi possono ospitare escursionisti in difficoltà anche se senza Green Pass o certificazioni analoghe ma tutti sanno e devono sapere che il rifugio è un presidio fondamentale in caso di emergenza".

 

"Dal mio punto di vista le cose scritte ad oggi sono già sufficienti e non servono altre deroghe. E' chiaro che un eventuale soccorso avviene con un'assunzione diretta di responsabilità da parte del rifugista, proprio nella consapevolezza di quelli che sono i doveri e gli obblighi di chi gestisce queste strutture".

 

"I gestori sanno a cosa vanno incontro - conclude - e sono certamente all'altezza della situazione che si sta affacciando così come lo sono stati la scorsa estate nonostante le novità e le numerose difficoltà. Lo dico con orgoglio". 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 25 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
26 settembre - 23:07
L'affluenza si attesta al 15,58% degli aventi diritto. Non è stato raggiunto il quorum. La partecipazione si è fermata distante dal 40% [...]
Cronaca
26 settembre - 19:52
L'allerta è scattata sulla bretella che collega Rovereto e Villa Lagarina. Il motociclista è finito a terra, scivolando per diversi metri [...]
Cronaca
26 settembre - 19:45
Trovati 16 positivi, 1 decesso nelle ultime 24 ore. Registrate 48 guarigioni. Sono 21 i pazienti in ospedale, di cui [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato