Il progetto per raccontare i lupi ai bambini delle scuole: “La paura non serve, per conviverci bisogna imparare a conoscere questi animali”
Un progetto nelle scuole per raccontare il ritorno dei grandi carnivori in Trentino. Alle classi coinvolte Paolo Scarian è stato presentato come “l’amico dei lupi”: “Anche i bambini hanno capito che la prevenzione è l’unico modo per difendere gli animali dalle predazioni”

PREDAZZO. Spiegare il ritorno del lupo partendo dai bambini delle scuole. È questo l’innovativo progetto proposto dalla scuola elementare “Maria Morandini Degasperi” di Predazzo che ha coinvolto oltre un centinaio di giovani studenti delle classi seconde, terze, quarte e quinte in una serie di incontri che hanno visto protagonista Paolo Scarian fondatore del noto gruppo Facebook “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo”. È proprio in queste zone infatti che da tempo sono ricomparsi i lupi all’interno di un processo naturale che vede questi grandi carnivori ri-colonizzare l’intero arco alpino.
Il ritorno dei lupi però fa discutere, polarizza l’opinione pubblica e non di rado genera allarmismi ingiustificati. Sul tema circolano pure molte fake news spesso sostenute e alimentate dalla politica. Proprio per questo imparare a conoscere questi animali è la via maestra per arrivare a una convivenza. Quindi quale modo migliore se non partire proprio dai più piccoli?

Durante gli incontri, oltre che dell’etologia dei lupi, si è parlato delle tracce che lasciano e di fototrappole, fra gli strumenti migliori per catturare delle immagini di questi grandi carnivori.

La curiosità è stata moltissima. Alla fine c’è stato spazio anche per un momento artistico quando alcuni bambini hanno letto poesie e componimenti poetici a tema. Altri hanno realizzato invece dei disegni. Materiali che sono stati consegnati a Scarian che di certo ha gradito. “Anche i bambini hanno capito che la prevenzione è l’unico modo per difendere gli animali dalle predazioni – conclude l’appassionato di lupi – la paura non serve, per convivere con questi animali bisogna imparare a conoscerli. Infine, oltre agli alunni, ringrazio le maestre e la dirigente Elisabetta Pizio per aver creduto in questo progetto”.













