Dopo la lezione a scuola i bambini 'raccontano' il lupo: "La sua casa è il bosco e l'uomo non deve sfamarlo". Scarian: "Intanto la politica continua a 'sonnecchiare'"
"Mentre in Trentino la politica, sul tema grandi carnivori, sonnecchia, in Veneto si tende la mano a chi può portare conoscenza". Anticipa con queste parole, Paolo Scarian, il progetto portato in diverse scuole primarie per raccontare il lupo ai più piccoli. Dopo l'intervento dell'appassionato, le maestre hanno raccolto dei brevi testi realizzati dagli alunni: stupisce quanto i bimbi abbiano imparato nel giro di pochissimo

BELLUNO. "Mentre in Trentino la politica e le istituzioni, sul tema grandi carnivori, sonnecchiano, in Veneto si tende la mano a chi può portare conoscenza". Anticipa con queste parole, Paolo Scarian, amministratore della pagina Facebook "Fiemme e Fassa il ritorno del lupo", il progetto portato in ben 3 scuole, dedicato alla 'scoperta' dei grandi carnivori.
"Sono un artigiano del legno appassionato di lupi - fa notare Scarian - entrato nelle scuole in Veneto per raccontare questo affascinante grande carnivoro ai bambini". Il tutto è stato fatto in particolare grazie a "foto e video inediti da me realizzati in diversi anni di monitoraggio, utilizzati per 'impreziosire' (e supportare) le spiegazioni relative a quali sono le principali caratteristiche del lupo presente fra i nostri boschi e qual è il modo corretto di comportarsi in caso di incontro o nel caso di passaggio nei paesi", rivela.
Prima di iniziare, le maestre avevano raccolto una serie di domande dei bambini, che hanno consentito a Scarian di arrivare in classe con una scaletta precisa e puntuale, rispondendo così alle (davvero tante) curiosità dei più piccoli. Dopo l'intervento dell'appassionato, approdato nella scuola primaria di Domegge e Calalzo di Cadore, le maestre hanno raccolto dei brevi testi e/o disegni realizzati dagli alunni su ciò che li ha maggiormente colpiti.

"I bambini hanno imparato che il bosco è il territorio degli animali selvatici e che questi non devono essere disturbati - spiega Scarian -. Se anche vengono installate delle fototrappole, questo deve essere fatto con la massima discrezione e lasciando il meno possibile il proprio odore. Hanno imparato inoltre che gli animali selvatici non devono essere sfamati dall’uomo, perché questo non farebbe il loro bene, e che in paese non deve essere lasciato del cibo alla loro portata in quanto potrebbero abituarsi a venire fra le nostre case e questo significherebbe dover prendere dei provvedimenti in caso di pericolosità".
E aggiunge: "Sono stati sfatati molti luoghi comuni e credenze che girano intorno a questo animale e che sono principalmente frutto di disinformazione e scarsa conoscenza. Hanno imparato che i lupi non sono più a rischio d’estinzione e che se ci comportiamo nel modo corretto non sono un pericolo per l’uomo. Hanno scoperto che la convivenza con questo animale è possibile a certe condizioni. Dai testi da loro realizzati si evince che l’attenzione è stata molto alta e le informazioni recepite molto numerose".
Insomma, grazie agli incontri, per i piccoli studenti è stato possibile apprendere preziose conoscenze, fondamentali in tempi in cui quello della convivenza con i grandi carnivori è un tema più che mai attuale (che necessita di riflessioni ed azioni): "È stata una bellissima esperienza (realizzata a titolo gratuito) che mi piacerebbe poter riproporre altrove - conclude l'amministratore della pagina Facebook "Fiemme e Fassa il ritorno del lupo" -. Dispiace vedere che, mentre in Veneto si sostengono iniziative utili come questa, in Trentino la politica continui a 'sonnecchiare' e tacere, nonostante i (preoccupanti) fatti recentemente avvenuti".













