Contenuto sponsorizzato

"Le montagne sono di tutti” è la formula usata per giustificare iniziative dannose per l’ambiente, ma è il momento di aggiungere che "sono soltanto di chi le rispetta”

Gli escursionisti cercano di allontanarsi dal contesto urbano ma si trovano a dover far i conti con auto e moto. La riflessione di Pietro Lacasella, blogger di Alto-Rilievo/voci di montagna, su Il Dolomiti mentre si entra nel periodo clou della stagione estiva

Di Pietro Lacasella - 12 agosto 2022 - 13:40

TRENTO. Agosto scivola rapido tra le montagne, insieme a migliaia di entusiasti. Per molti rappresenta l’unica finestra per vivere le alte quote in modo continuativo; altri invece lo considerano un mese schizofrenico, capace tuttavia di rimpinguare il portafogli grazie agli introiti derivati dal turismo.

 

I passi si popolano raccogliendo infinite declinazioni umane. Per accorgersi di questa pluralità è sufficiente osservare gli adesivi che sommergono la segnaletica stradale: si passa dai club alpini a quelli automobilistici/motociclistici; dal sodalizio di escursionisti alla squadra ciclistica amatoriale; dagli amanti della “Van life” ai camperisti.

 

Mondi diversi, a volte in forte contrasto, si trovano schiacciati negli spazi esigui concessi dalle verticalità alpine. Così l’escursionista, desideroso di allontanarsi dai ruggiti urbani, si trova a fare i conti con le moto che si rincorrono tra i tornanti; il ciclista, desideroso di ripetere le salite più suggestive del Giro d’Italia, deve a suo malgrado zigzagare tra le macchine che avanzano in fila indiana; l’alpinista, probabilmente salito in macchina, guarda con orrore l’ennesima vetta violata da un impianto di risalita; le rare persone che ancora riescono a vivere in montagna senza dipendere dal turismo o ingollano il rospo e attendono la fine del mese, oppure scappano in spiagge ancor più affollate. Chi invece mangia grazie al turismo si prepara a vivere un mese frenetico, nella speranza di riuscire a replicare in modo fedele quell'atmosfera stereotipata di “tradizione alpina” che il turista si aspetta di respirare.

 

Le montagne sono di tutti”, diranno in molti, e avrebbero perfettamente ragione se non fosse per il fatto che questa formula viene di frequente utilizzata per giustificare iniziative dannose per l’ambiente e, spesso, di carattere economicamente elitario. Considerati i prezzi, alcune strutture/infrastrutture/iniziative può permettersele soltanto chi naviga in una condizione di benessere. Agli altri, invece, rimangono le briciole di una montagna sacrificata in nome di un fuorviante slancio democratico.

 

E' forse arrivato il momento di rivisitare la formula: “Le montagne non sono di tutti, ma soltanto di chi le rispetta”. Un principio a cui dovremmo affidarci per diventare turisti più consapevoli; un principio che non dovrebbe rimanere aggrappato alle guglie, ma scendere in una pianura che ha ormai perso la capacità di dialogare con gli ambienti naturali.

Contenuto sponsorizzato
Edizione del 26 settembre 2022
Telegiornale
26 set 2022 - ore 21:21
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
26 settembre - 20:37
I lavoratori autonomi prediligono Fratelli d'Italia che pesca un 17% dal Movimento 5 stelle. Il terzo polo prende voti dal centrosinistra che a sua [...]
Politica
26 settembre - 20:14
Con l'elezione di Alessia Ambrosi, Sara Ferrari e Dieter Steger si completano i risultati per il Trentino Alto Adige alle politiche 2022 con i 13 [...]
Cronaca
26 settembre - 21:06
La tragedia è avvenuta nella zona della val di Non. Il 70enne stava tagliando legna quando ha accusato un malore e si è trascinato addosso il [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato