Sull'Alpe di Siusi (in auto) solo per scattare qualche 'selfie'. L'ira di chi vive le terre alte: "Questi turisti non portano valore: lo tolgono"
Le foto sono diventate virali sui social. Molte le critiche anche nei confronti degli investimenti per aumentare la 'visibilità' delle terre alte'

BOLZANO. In quota per scattare una fotografia da postare sui social, perché per molti conta più il dire d'esserci stato che l'esperienza in sé. È quel turismo 'mordi e fuggi' che ha cominciato a prendere d'assalto le montagne, affollando i parcheggi dei punti panoramici sulle Dolomiti di auto 'in attesa' del proprio turno per 'catturare' con lo smartphone panorami mozzafiato.
Una questione che conduce a inevitabili riflessioni sul presente e sul futuro delle terre alte ma anche del turismo stesso. Alcune foto pubblicate di recente sui social sono diventate virali facendo anche scatenare la rabbia di molti abitanti.
"Il valore intrinseco del turismo dovrebbe essere la ricchezza dell'incontro tra chi visita e chi ospita. Il continuo sviluppo del turismo in quanto prodotto invece, porta all'estraniazione tra chi visita e chi ospita" viene spiegato da alcuni. Non ci si può stupire quindi se, alcuni luoghi particolarmente 'pubblicizzati' siano stati nel tempo letteralmente presi d'assalto, anche da chi di montagna ne sa poco o nulla, tanto da approdarvi in scarpette e pantaloncini.
"In montagna abbiamo costruito panchine giganti e ogni tipo d'attrazione per turisti", aveva non a caso dichiarato a Il Dolomiti qualche tempo fa Carlo Alberto Zanella, presidente del Cai Alto Adige: "Più cose inutili offriamo ai turisti e più ne verranno chieste: è un circolo vizioso che in quota non ha ragione d'essere. Chi va in montagna dovrebbe farlo per godere del silenzio e della bellezza della natura, soffermandosi su 'piccoli' dettagli come un fiore o qualche scorcio particolare, piuttosto che puntare ad assaggiare piatti di grandi chef seduto in cabinovia".
La promozione di luoghi un tempo raggiunti rigorosamente a piedi, godendo del panorama e di una lentezza ormai scordata, li ha trasformati in scorci a prova di selfie.


















