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| 27 giu 2023 | 15:26

Croci in montagna, il portale dei Cai in sciopero: “Chiediamo a Lacasella e Ferrari di ritirare le dimissioni”

Il comunicato dei collaboratori in sciopero: “Finché il Cai non assumerà una posizione chiara e trasparente, libera da ingerenze politiche e travisamenti, e non avrà confermato nei loro ruoli Lacasella e Ferrari, ci asterremo dal produrre nuovi contenuti per le pagine del portale Lo Scarpone”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Non si placano le polemiche che riguardano l’opportunità o meno di piantare nuove croci sulle cime delle montagne. Per la verità tutto è iniziato dopo che alcune testate giornalistiche hanno riportato erroneamente le posizioni espresse da Marco Albino Ferrari, direttore editoriale e responsabile delle attività culturali del Cai, e da Pietro Lacasella (antropologo e scrittore) autore di un articolo dal titolo “Croci di vetta: sbagliato rimuoverle, anacronistico istallarne di nuove”.

 

La posizione era chiara: piantare nuove croci (soprattutto se monumentali come quella che si voleva mettere sul Baldo) non ha più molto senso. Peraltro la posizione è stata condivisa anche da alcuni esponenti di rilievo del Vaticano. Tuttavia gran parte della stampa di Destra e diversi politici, fra cui ben due ministri, hanno sollevato un vespaio di polemiche.

 

Le polemiche hanno raggiunto una tale intensità che persino il presidente generale del Club alpino italiano, Antonio Montani, ha voluto prendere le distanze, scaricando di fatto i suoi stessi collaboratori. “Non abbiamo mai trattato l’argomento delle croci di vetta in alcuna sede – ha sostenuto Montani – tanto meno prendendone una posizione ufficiale. Quanto pubblicato è frutto di dichiarazioni personali espresse dal direttore editoriale Marco Albino Ferrari durante la presentazione di un libro. Personalmente, come credo tutti quelli che hanno salito il Cervino, non riesco ad immaginare la cima di questa nostra montagna senza la sua famosa croce. Voglio scusarmi personalmente con il Ministro (Santanché ndr) per l’equivoco generato dagli articoli apparsi sulla stampa e voglio rassicurare che per ogni argomento di tale portata il nostro Ministero vigilante sarà sempre interpellato e coinvolto”.

 

Una nota che ha fatto storcere il naso a molti fra cui i collaboratori de “Lo Scarpone” (il portale del Cai dove erano apparsi i primi articoli sulle croci di vetta) che hanno indetto uno sciopero: “Vogliamo manifestare la nostra vicinanza a Pietro Lacasella e Marco Albino Ferrari, chiedendo loro di ritirare le dimissioni e di tornare alla guida della testata”.

 

Di seguito il testo integrale della nota sottoscritta dai collaboratori de “Lo Scarpone”.

 

In quanto collaboratori del portale online del Cai “Lo Scarpone” siamo colpiti da come i due articoli sul significato simbolico delle croci di vetta, pubblicati dal suo curatore Pietro Lacasella, siano stati travisati e decontestualizzati.

 

Il mondo dei social network e della stampa ha ribaltato il significato delle parole di Lacasella, attribuendo al Cai la volontà di eliminare le croci di vetta. La polemica si è allargata sempre più coinvolgendo persino due ministri della Repubblica, che hanno insistito nel travisamento.

 

La posizione assunta dalla presidenza Cai, che ha di fatto preso le distanze da Lacasella e dal direttore editoriale Marco Albino Ferrari (quest’ultimo coinvolto direttamente nella polemica perché partecipe della presentazione di un libro riguardante le croci di vetta a cui gli articoli di Lacasella avevano dato voce), ha amplificato ulteriormente le critiche ingiustificate rivolte loro, spingendoli alle dimissioni.

 

Siamo stupiti da come la presidenza Cai non abbia difeso chi con passione e professionalità si occupa di raccontare le nostre montagne e la nostra cultura, riportando la discussione nel merito dei reali contenuti degli articoli.

 

Vogliamo manifestare la nostra vicinanza a Pietro Lacasella e Marco Albino Ferrari, chiedendo loro di ritirare le dimissioni e di tornare alla guida della testata. Auspichiamo altresì una presa di posizione da parte della presidenza Cai in tal senso. Pertanto, finché il Cai non assumerà una posizione chiara e trasparente, libera da ingerenze politiche e travisamenti, e non avrà confermato nei loro ruoli Lacasella e Ferrari, ci asterremo dal produrre nuovi contenuti per le pagine del portale “Lo Scarpone”.

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