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“Neve in montagna, deficit al -44% nel primo aggiornamento della stagione: la situazione ricorda quella degli scorsi anni”

"Purtroppo, nei tre anni in cui abbiamo portato avanti il nostro monitoraggio, ciò che abbiamo osservato è sempre un deficit nello Snow water equivalent italiano. Vale anche per questi ultimi mesi del 2023, nonostante un inizio di novembre con buone precipitazioni nevose"

Di Filippo Schwachtje - 15 dicembre 2023 - 15:57

TRENTO. Con l'avvicinarsi delle festività, possiamo parlare di un “Bianco Natale? A chiederselo sono gli esperti della Fondazione Cima che, sulla base del primo monitoraggio della stagione, confermano come al contrario il deficit di neve in quota in Italia si confermi, in linea con gli scorsi anni, sostanzioso al -44%. “Sappiamo ormai che la neve rappresenta una scorta d'acqua fondamentale per l'approvvigionamento dei bacini nei mesi primaverili – dicono –. Ora, la stagione della neve è iniziata e, come negli scorsi anni, stiamo monitorando le precipitazioni e gli accumuli nevosi per il territorio italiano: iniziamo a riportare i dati che purtroppo, per ora, registrano il persistere di un deficit del -44%, una situazione che ricorda quella degli anni scorsi”.

 

La situazione in generale è un po' migliorata rispetto all'inverno 2022-2023, dicono da Cima, ma non di molto: “La neve – scrivono – ha un ruolo fondamentale sul ciclo idrologico – rappresenta infatti una scorta d'acqua per i mesi primaverili ed estivi quando, fondendo, nutre i fiumi a valle. Per questa ragione, il monitoraggio di questa risorsa durante l'inverno ha un ruolo importante, perché ci fornisce una stima delle 'scorte idriche' su cui potremo contare, rappresentate da un parametro noto come lo Snow Water Equivalent (Swe, in italiano Equivalente idrico nivale), che descrive appunto la quantità d'acqua contenuta nella neve”.

 

Purtroppo, dice Francesco Avanzi, ricercatore della Fondazione Cima: “Nei tre anni in cui abbiamo portato avanti il nostro monitoraggio, ciò che abbiamo osservato è sempre un deficit nello Swe italiano. Vale anche per questi ultimi mesi del 2023, nonostante un inizio di novembre con buone precipitazioni nevose”. La situazione si presenza comunque piuttosto variegata, con un manto nevoso maggiore della media per la Valle d'Aosta nord-occidentale e per le Alpi centrali, e un defici invece significativo per il resto delle Alpi. Che, peraltro, ricordano gli esperti, rappresentano la 'scorta' d'acqua più importante della penisola, perché alimentano il bacino del Po, che infatti attualmente registra un deficit del -36%.

 

“In effetti – si legge nel report – a livello dei tre bacini idrografici di maggiore interesse per l'idrologia nivale nazionale (Po, Adige e Tevere), i dati mostrano un deficit simile tra area alpina e appenninica”. Per quanto riguarda il bacino dell'Adige in particolare, dopo la rapida crescita registrata nella prima parte di novembre, l'indice di Swe si è sostanzialmente stabilizzato andando a toccare, ad oggi, grosso modo gli stessi valori registrati nel 2023 (-35%). “Due sono i fattori principali che concorrono a determinare l'accumulo di neve – dice Cima – temperatura e precipitazioni. Protagonisti non inaspettati ma dal ruolo cruciale e sinergico, che purtroppo quest'anno non hanno (per ora) collaborato. Se, infatti, novembre ha registrato su gran parte delle Alpi temperature più basse rispetto agli ultimi anni, sulle Alpi sud-occidentali e negli Appennini le temperature sono state invece più alte. Sono queste le responsabili principali dell'attuale deficit di Swe, cui si è unito un significativo deficit di precipitazione, a novembre e all'inizio di dicembre, soprattutto nelle Alpi occidentali e nell'Appennino settentrionale”.

 

“Costruire il manto nevoso – conclude Avazi – è un lavoro di squadra che richiede la persistenza di condizioni fredde e umide. D'altronde però, come diciamo da tempo, l'accumulo di neve è come una maratona, cioè la neve deve aver modo di accumularsi in modo costante, in tempi relativamente lunghi. Adesso siamo appena all'inizio della stagione delle nevicate: sugli Appennini, per esempio, abbiamo appena avuto le prime nevicate dell'anno. Nei prossimi mesi la situazione può modificarsi in modo anche sostanziale”.

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