Oggi in centro a Livigno (con 25 gradi) si scia: torna lo snowfarming per immaginare il futuro anche in un presente che ci richiama alle nostre responsabilità
''Ciò che è difficile comprendere - commenta Pietro Lacasella sul suo blog Alto Rilievo/Voci di Montagna - è l'inquietudine con cui si vive il presente. Un presente che, in modo evidente, facciamo fatica ad accettare. Bramiamo la neve in agosto e poi quando si fanno strada le temperature algide e pungenti dell'inverno, emigriamo in qualche isoletta tropicale. Inseguiamo il futuro e trascuriamo il presente che prima o dopo ci chiederà il conto''

LIVIGNO. La minima viaggia sopra i 7 gradi di notte e di giorno si toccano tranquillamente i 25 gradi. A Livigno fa caldo come su tutte le Alpi. Lo zero termico d'altronde è posto sopra i 5.000 metri e tutti i ghiacciai delle nostre montagne stanno fondendo inesorabilmente.
In questo quadro drammatico c'è chi ancora ''onora'' tradizioni recenti ''disonorando'' lo stato presente e il futuro che ci attende e così ecco che a Livigno anche oggi (come negli ultimi agosti) si è tenuta la "Gara da li Contrada da Livign" e la "1kShot". Tra persone in calzoncini corti e un sole asfissiante è stata spalmata la lingua di neve lunga un chilometro (tra l'altro andando a ''spalmarla'' con tanto di gatti delle nevi) andando a recuperare quella conservata dallo scorso inverno grazie alla tecnica dello snowfarming.

''Ciò che è difficile comprendere - commenta Pietro Lacasella sul suo blog Alto Rilievo/Voci di Montagna - è l'inquietudine con cui si vive il presente. Un presente che, in modo evidente, facciamo fatica ad accettare. Bramiamo la neve in agosto, quando il carattere stagionale della montagna offre diverse e altrettanto pregevoli iniziative. Poi quando si fanno strada le temperature algide e pungenti dell'inverno, emigriamo in qualche isoletta tropicale, alla ricerca del caldo e di un'abbronzatura rinnovata. Inseguiamo il futuro e trascuriamo il presente. Così le stagioni scorrono rapide in questa rincorsa senza fine, causata da un appagamento che sembra irraggiungibile. Intanto il presente, trascurato, sta accumulando scorie sociali e ambientali. Prima o poi consegnerà il conto. Sarebbe bello riuscire a pagarlo con i proventi di un certo modo di "fare turismo": ma non credo sia possibile''.

(grafico da Bormiobike.it)
Ecco il pensiero integrale di Pietro Lacasella di Alto Rilievo/ Voci di Montagna.
La smania di rincorrere il futuro è sintomo dell'incapacità di vivere il presente.
Questa è l'unica spiegazione che sono riuscito a darmi l'anno scorso guardando il tappeto di neve spalmato in pieno agosto lungo le vie del centro di Livigno. Neve risalente alla precedente stagione invernale e conservata fino alla manifestazione grazie alla tecnica dello snowfarming.
Anche quest'anno (oggi) il manto bianco, della lunghezza di 1km, verrà stirato dai gatti delle nevi, in previsione di due gare: la "Gara da li Contrada da Livign" e la "1kShot".
L'elegante vigore muscolare dello sci di fondo sarà accompagnato da uno "snowboard & freestyle show" e da manifestazioni folcloristiche che, se da un lato probabilmente servono a corroborare il senso di appartenenza dei residenti, dall'altro strizzano l'occhio al desiderio del turista di incontrare in montagna quell'idea di tradizione che i ritmi frenetici della pianura hanno in breve tempo reso impalpabile. Liquida.
Ma il punto non è questo. Se a Livigno si stocca la neve di fine inverno per tingersi di bianco nella canicola di agosto, e si indossano i panni di un passato ormai sfibrato, un senso ci dev'essere. Questo è certo. Economico sicuramente, sociale forse.
Ciò che è difficile comprendere è l'inquietudine con cui si vive il presente. Un presente che, in modo evidente, facciamo fatica ad accettare.
Bramiamo la neve in agosto, quando il carattere stagionale della montagna offre diverse e altrettanto pregevoli iniziative.
Poi quando si fanno strada le temperature algide e pungenti dell'inverno, emigriamo in qualche isoletta tropicale, alla ricerca del caldo e di un'abbronzatura rinnovata.
Inseguiamo il futuro e trascuriamo il presente. Così le stagioni scorrono rapide in questa rincorsa senza fine, causata da un appagamento che sembra irraggiungibile.
Intanto il presente, trascurato, sta accumulando scorie sociali e ambientali. Prima o poi consegnerà il conto. Sarebbe bello riuscire a pagarlo con i proventi di un certo modo di "fare turismo": ma non credo sia possibile.














