Ruspe al lavoro in quota, Luca Rota: "Ma per le gare di sci sul ghiacciaio tra Zermatt e Cervinia c’è più indignazione che neve"
Lavori a Zermatt/Cervinia per le gare di coppa del Mondo di sci. Il blogger e scrittore Luca Rota: "Che senso ha organizzare gare del genere? E' giusto anteporre il marketing e gli aspetti economici alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, tanto più che si ha a che fare con un luogo estremamente fragile e in grande sofferenza per i cambiamenti climatici in corso? E come fanno, gli organizzatori di eventi del genere, a non porsi dubbi?"

TRENTO. Ruspe al lavoro in quota e paesaggio quasi stravolto. Un intervento che appare impattante sulle montagne. Tutto per riuscire a garantire le tappe di coppa del Mondo di sci alpino. Dopo l'annullamento delle gare della scorsa stagione a causa delle temperature elevatissime con la sicurezza compromessa, Zermatt/Cervinia ci riprova quest'anno.
"Che senso ha organizzare gare del genere?". A chiederlo Luca Rota, blogger e scrittore. "E' giusto anteporre il marketing e gli aspetti economici alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, tanto più che si ha a che fare con un luogo estremamente fragile e in grande sofferenza per i cambiamenti climatici in corso? E come fanno, gli organizzatori di eventi del genere, a non porsi dubbi?".
A oggi le condizioni sono più meno le stesse dell'anno scorso con temperature elevate e assenza di precipitazioni. In tanti l'anno scorso avevano iniziato a chiedersi del futuro della disciplina tanto che lo sciatore francese Johan Clarey (Argento olimpico), riferendosi alle gare poi annullate tra Italia e Svizzera, aveva parlato di una “manifestazione senza senso e contro ogni logica ambientale, allestendo queste gare non credo si dia una buona immagine del nostro sport” (Qui articolo).
E ora anche in Svizzera ci si inizia a chiedere il costo, anche ambientale, di queste operazioni per provare a garantire le gare in calendario a novembre.
IL CONTRIBUTO DI LUCA ROTA
Anche in Svizzera si stanno rendendo conto che, pur di mandare in scena il prossimo novembre le gare della Coppa del Mondo di Sci sul Ghiacciaio del Teodulo, tra Zermatt e Cervinia, si sta letteralmente seviziando il ghiacciaio, proprio come denotavo in alcuni miei post pubblicati qui sul blog.
Così scrive “Tio.ch” citando il notiziario on line “20 Minuten” (dal quale vengono anche le immagini che vedete lì sopra, ©Sébastien Anex; negli articoli delle testate svizzere ne potete vedere altre) tra i cui lettori monta sempre più l’indignazione:
"Manca meno di un mese alle due discese libere maschili di Zermatt/ Cervinia, previste per l’11 e il 12 novembre.
Non si conosce, al momento, con esattezza il percorso della gara. Però, le ruspe sono al lavoro sul Teodulo perché i due terzi del tracciato dovrebbero essere collocati nella zona del ghiacciaio. E, a questo proposito, si sono accumulate diverse domande proprio sull’attività degli escavatori: secondo alcuni, confortati nella loro convinzione dalle foto e dai video girati in queste ore, gli escavatori si sarebbero spinti oltre il perimetro concordato col Comune, andando a spaccare il ghiaccio perfino in aree protette.
Interpellata in merito, la commissione cantonale per l’edilizia ha risposto che, qualora dovessero risultare degli ampliamenti della pista non previsti, si aprirà una procedura di verifica e, in caso, sanzionatoria. Il Comune, invece, preferisce non fornire alcuna risposta".
Chiedo nuovamente: che senso ha organizzare gare del genere? È giusto, secondo voi, anteporre il marketing e gli aspetti economici alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, tanto più che si ha a che fare con un luogo estremamente fragile e in grande sofferenza per i cambiamenti climatici in corso? E come fanno, gli organizzatori di eventi del genere, a non porsi dubbi al riguardo e, se lo fanno, a pensare (evidentemente) che vada tutto bene?


















