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| 02 mar 2023 | 17:14

"Pronta a far sentire tutti accolti e coccolati", la 23enne Valentina Santoni è la nuova gestrice del rifugio "Nino Pernici" di Bocca di Trat: "Un sogno che si avvera"

Sportiva, amante della montagna e socia Sat fin da bambina. Sarà la 23enne Valentina Santoni a prendersi cura dello storico rifugio Sat: "Non nascondo che alcuni timori ci sono, ma credo di avere a fianco le persone giuste per aiutarmi in questo viaggio. Spero di riuscire a far sentire tutti accolti e coccolati"

"Pronta a far sentire tutti accolti e coccolati", la 23enne Valentina Santoni è la nuova gestrice del rifugio "Nino Pernici"

TRENTO. Sportivaamante della montagna da sempre e socia Sat fin da bambina. E' la giovanissima Valentina Santoni, non ancora 23ennenuova gestrice del rifugio alpino "Nino Pernici" di Bocca di Trat, struttura che fino a poco fa era in cerca di un rifugista per riaprire i battenti. 

 

Punto di partenza per le escursioni nelle Alpi di Ledro, il rifugio venne inaugurato nel 1929 a qualche centinaio di metri dalla Bocca di Trat, sui ruderi di alcune baracche risalenti alla prima guerra mondiale, dai soci della Sezione di Riva del Garda e intitolato al rivano Nino Pernici, legionario trentino caduto nel 1916 sul fronte dell’Isonzo.

 

"Fin da piccola i miei genitori mi hanno portata a mangiare la polenta nei rifugi, e forse questo sogno già allora iniziava a prendere forma - ha rivelato la ragazza alla Sat, che proprio oggi ha reso nota la notizia (relativa alla nuova gestione) sulla propria pagina web -. Ho iniziato a fare atletica a 6 anni, e la domenica si alternavano le gare e le passeggiate in montagna".

 

"I miei primi ricordi con la Sat sono dei ponti tibetani e delle carrucole nel parco della Rocca a Riva del Garda, avevo forse 5 o 6 anni, poi crescendo sono entrata a far parte dell’alpinismo giovanile e nel 2018 ho fatto il corso per diventare accompagnatrice - ha ricordato Valentina -. La montagna per me ha due diverse sfumature, una più avventurosa, spensierata e che riesce a regalare grandi emozioni. Quando però si lavora è diverso, diventa più caotica e frenetica, ma riesce lo stesso a regalare momenti di serenità che sono davvero impagabili".

 

La giovane, attiva nella sezione di Arco anche come accompagnatrice di alpinismo giovanile, entra ora a far parte dei più giovani rifugisti e rifugiste d’Italia: "Da questa avventura mi aspetto di concretizzare tutto quello che fino ad ora ho solo potuto sognare, spero di riuscire a far sentire tutti accolti e coccolati, creando un rifugio per tutti". 

 

"Sicuramente l’esperienza al Rifugio Stivo mi ha aiutata molto, lavorando sia durante le stagioni invernali che quelle estive, mi ha permesso di capire quali possono essere le tante difficoltà che si possono riscontrare, e mi sento pronta per questa nuova avventura. Non nascondo che alcuni timori ci sono, ma credo di avere a fianco le persone giuste che possono aiutarmi in questo viaggio", ha concluso. 

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