Sementi antiche ricevute dagli anziani, ortaggi e piante officinali: storia di Lisa Dotta che sta facendo rivivere un borgo abbandonato
Un'azienda agricola nata per caso, in un luogo a lungo dimenticato che grazie all'agricoltura è tornato a vivere. Le storie di Lisa e di Rover si sono 'prese per mano' nel 2016, quando la donna ha deciso di piantare sementi antiche e piante officinali su prati che cingevano ruderi, donando la speranza che anche i più remoti e piccoli paesi di montagna possano (davvero) resistere

CAPRIANA. Fra boschi e prati incontaminati esiste un borgo a lungo dimenticato, fatto rivivere grazie all'agricoltura. Lisa Dotta a Rover ha dato vita alla propria azienda agricola, basata sull'agricoltura resiliente e la coltivazione di sementi antiche. Così, un luogo a lungo segnato dallo spopolamento, è tornato a popolarsi, donando la speranza che anche i più remoti e piccoli paesi di montagna possano (davvero) resistere.
"La mia azienda agricola, Fiordalisa, è nata per caso: un fortunato caso", anticipa Lisa a Il Dolomiti. Tutto ha avuto inizio dalla frequentazione di un corso sulle piante officinali, "fatto nel 2016 per mera curiosità. Nel frattempo, avevo anche conosciuto mio marito, il cui padre è originario di Rover". Un borgo, frazione di Capriana, in Val di Fiemme, dove il tempo pare essersi fermato al 1966, quando il paese venne evacuato in via precauzionale dopo un'alluvione. Quell'anno, non a caso, una frana si era abbattuta sui masi.

"Grazie a mio marito ho scoperto Rover, luogo di cui mi sono innamorata subito", ammette l'oggi 38enne. "Allora lavoravo nel turismo ma, dopo il corso sulle piante officinali e la visita al borgo disabitato ho sentito che tutto nella mia vita stesse andando in una precisa direzione: quella che mi ha portata dove sono oggi". Le competenze apprese "per curiosità" sono state fatte fruttare su prati "messi a disposizione da mio suocero, facendo sì che Rover tornasse a vivere".


Un paesino resiliente come le colture di Lisa, figlie di sementi antiche che si adattano a intemperie e meteo avverso, così come fanno anche le sue piante officinali: "Quando ho iniziato a coltivare lo facevo come secondo lavoro. Nel 2019, invece, le mie colture sono diventare un mestiere a tempo pieno grazie alla nascita della mia azienda agricola "Fiordalisa". Oggi, produco fagioli (antichi) essiccati ad uso alimentare e cosmetici e miscele di sali realizzati con piante officinali".

Una piccola grande realtà che lancia un grido di speranza, in barba a quello spopolamento che minaccia (o minacciava) preziosi borghi come Rover: "Sui prati di mio suocero sono nate anche altre colture, sempre a partire da semi antichi: zucche e zucchine, insalate, rape, fagiolini o ancora cetrioli. Ortaggi principalmente per uso 'familiare' nati da sementi avute dall'associazione La pimpinella, che in Trentino si occupa del recupero della biodiversità agricola, o ancora ricevuti in dono da anziani del paese o attraverso scambi con contadini in giro per l'Italia", sottolinea l'agricoltrice.
Ora a Rover "vive una famiglia in pianta stabile e altre che, come noi, vanno e vengono": un primo passo verso la rinascita. "Tutt'oggi buona parte del paese è costituita da ruderi", ma il viavai e la vita, sopratututo grazie all'agricoltura, non mancano: "Sono davvero felice della scelta fatta: nonostante le difficoltà, date anche dal cambiamento climatico, non tornerei indietro. La mia vita è fra questi prati: all'aperto".


















