Un mini caseificio, una stalla e 10 vacche. Storia di Erika e Fabrizio: "Abbiamo scelto di vivere la vita che sognavamo da sempre"
Il sogno di Erika e Fabrizio si è concretizzato qualche anno fa in un prato in mezzo al bosco, non soltanto luogo dove riscoprire il contatto con la natura ma anche punto di partenza per recuperare mestieri e tradizioni antiche. Là, i due giovani trentini, hanno dato vita alla loro azienda agricola con stalla e mini caseificio

CLES. Un prato in mezzo al bosco, non soltanto luogo dove riscoprire il contatto con la natura ma anche punto di partenza per recuperare mestieri e tradizioni antiche. È la zona dove Erika Maistrelli e Fabrizio Visintainer hanno deciso di porre salde radici, dando il via alla loro azienda agricola e mini caseificio, partendo con sole quattro vacche: "La nostra filosofia guarda alla piccole cose - anticipa Erika a Il Dolomiti -. Una vita semplice, dal passo lento e con pochi animali, proprio come si faceva una volta".

Dopo una laurea triennale in Lettere moderne e una magistrale, la giovane trentina ha deciso di seguire il compagno Fabrizio, che una decina di anni fa aveva cominciato a fare il pastore sulle malghe, "innamorandosi di questo mondo. Insieme abbiamo cercato di crearci la nostra piccola azienda dal nulla, a partire da un prato in mezzo al bosco, arrivando piano piano a costruire prima il nostro mini caseificio, nel 2017, e poi una stalla nel 2019".
Così, ha avuto inizio la storia di Fratta Cucola, azienda agricola di Cles ma soprattutto un grande sogno concretizzatosi: "Quando studiavo all'università a Padova - sottolinea Erika - mi ero resa conto di quanto avessi preferito, alla vita in città, un'esistenza in montagna. Durante un corso di geografia umana che raccontava delle terre alte e di un turismo più sostenibile, era venuta a trovarci una pastora di Rabbi, che mi aveva illuminata, facendomi capire cosa volessi davvero e riscoprire la mia identità montana e l'importanza di valorizzare il territorio".
"La nostra idea di azienda agricola parte, in particolare, dalla malga e vede l'alpeggio come risorsa fondamentale che permette di ottenere un prodotto unico, ossia il formaggio di malga. Questo, grazie a vacche alimentate con quell'erba che cresce a 2mila metri, esprimendo pienamente il loro comportamento naturale". E proprio fra verdi prati e in totale libertà vivono quelle che oggi sono diventate 10 vacche, con una stalla in cui sono libere di muoversi e sempre aperta, per permettere agli animali di godere, anche di notte, di 3mila metri quadri di terreno recintato.

"Il tutto, permette non soltanto di avere un prodotto unico e più buono ma anche di rendere 'felici' le vacche - fa notare la giovane -. Abbiamo anche un paio di cavalli e a breve prenderemo anche qualche maiale: la nostra filosofia, prevede infatti l'avere pochi animali. Siamo solo io e Fabrizio e vogliamo riuscire a prendercene cura al meglio".
Dopo la laurea in Lettere, Erika aveva deciso di frequentare i corsi necessari per diventare casara, ed è proprio lei, oggi, a lavorare il latte delle 10 mucche, delle quali, principalmente, si occupa Fabrizio, "anche se, quando necessario, ci diamo una mano a vicenda. Amo il mio lavoro, soprattutto perché da un solo prodotto (il latte ndr) ne possono nascere tantissimi altri, fra stracchini, yogurt, gelati, mozzarelle, ricotte e formaggi nostrani, cambiando solo 'minuscole' variabili".
L'interesse da parte della popolazione non è mai mancato, tanto che le vendite "sono sempre andate bene. Le persone sembrano apprezzare molto i nostri prodotti e la loro genuinità e noi non potremmo esserne più contenti. Da un paio di anni a questa parte abbiamo anche preso in gestione la malga di Cles e anche questo ha entusiasmato gli abitanti del paese, che vedono quel luogo come punto di ritrovo in particolare per le gite della domenica".
"Dobbiamo ammette che non è stato facile, soprattutto a livello burocratico, ma siamo davvero felici della scelta fatta e non torneremmo mai indietro: viviamo la vita che sognavamo di poter condurre".













