"Un pezzo del nostro cuore resterà sulle Tre Cime di Lavaredo", dopo 75 anni, la famiglia Reider dice 'addio' al rifugio Locatelli: "Per noi sarà sempre casa"
Il commosso 'addio' della famiglia Reider: "Abbiamo sempre cercato di fare del nostro meglio, di presentare un'offerta adeguata alla location e di soddisfare i bisogni dei nostri ospiti. Il nostro non è un addio facile: lasciamo il rifugio con un occhio che ride e l'altro che piange. Il nostro cuore resterà sempre legato alle Tre Cime, che sono la nostra casa"

SESTO. Settantacinque anni in quota, trascorsi a stringere e passare di padre in figlio un testimone che racconta la storia non soltanto di una famiglia 'appassionata' ma anche di un rifugio fra le cui mura continueranno a risuonare aneddoti di quanto è stato, racconti d'una montagna che è cambiata e che continua, inesorabilmente, a mutare.
Non è un addio facile quello della famiglia Reider, che si prepara in questi giorni a salutare per sempre il rifugio Locatelli, che sorge a quota 2.438 metri, affacciato sulle Tre Cime, dopo 75 anni d'ininterrotta gestione.
Tutto è partito da papà "Beppi", Josef Reider, che per primo aveva rilevato la struttura in quota nel lontano 1949, cominciando a gestirla con la propria famiglia, per poi passare il testimone ai figli Claudia e Hugo, subentrati con le relative famiglie.
A distanza di oltre 70 anni, però, si è scelto di chiudere un (non indifferente) capitolo non soltanto della vita dei Reider ma anche del Locatelli, che presto riaprirà i battenti grazie ad una nuova gestione: "Alla fine dell'anno scadrà il contratto di affitto che per ben 75 anni ha legato la nostra famiglia al rifugio ed alle Tre Cime - fanno sapere gli ormai ex rifugisti -. Lo rilevò nostro padre, per poi passare la gestione a noi".
"Ringraziamo gli amici del Cai di Padova che ci hanno sopportato per tanto tempo, i comuni di Sesto, Dobbiaco e Auronzo, i vari enti, uffici e associazioni, gli altri rifugisti vicini, i soccorritori, l'Alpe dei Piani, che ci hanno accompagnato in questo cammino, i tanti dipendenti e collaboratori che in tutti questi anni insieme a noi ci hanno permesso di mantenere operativo l'esercizio, i nostri fornitori, artigiani e tecnici sempre al nostro fianco, anche nelle varie emergenze, e soprattutto i nostri ospiti".
Un 'addio' commosso, quello della famiglia, che negli anni ha sempre "cercato di fare del nostro meglio, di presentare un'offerta adeguata alla location e di soddisfare i bisogni dei nostri ospiti nei limiti delle nostre possibilità - fanno sapere -. Il nostro addio non è facile, lasciamo il rifugio con un occhio che ride e l'altro che piange. Il nostro cuore resterà sempre legato alle Tre Cime, che sono la nostra casa".
L'annuncio del cambio di gestione era stato reso noto qualche mese fa, scatenando non poche polemiche, soprattutto da parte dei militanti di Sud Tiroler Freiheit, che avevano attaccato il nuovo gestore, Angelo Pintossi, in quanto non altoatesino. Ora la struttura in quota resterà chiusa fino a giugno 2024.














