"Ci hanno rubato l'incasso ma molti non hanno esitato a tenderci la mano", il bilancio della stagione estiva al Nuvolau: "Felici di poter chiamare 'casa' quel rifugio"
"Senza neanche rendercene conto, dalle spalate per l'apertura siamo già alle spalate di chiusura". La stagione al Nuvolau è trascorsa in un soffio e i gestori hanno voluto raccontarla sui social con un post dedicato agli ultimi mesi trascorsi a quota 2.575, fra episodi spiacevoli, soddisfazioni e "tante risate"

CORTINA D'AMPEZZO. "Senza neanche rendercene conto, dalle spalate per l'apertura siamo già alle spalate di chiusura". Mancano due soli giorni alla chiusura del rifugio Nuvolau (prevista per il 29 settembre ndr), che sorge a quota 2.575 metri, e fra le mura della struttura è giunto il tempo di tirare le somme di quanto è stato.
I gestori Emma Menardi e il marito Juan stanno per concludere la loro quarta stagione al Nuvolau, mesi durante i quali non sono mancate le difficoltà ma anche le risate e, soprattutto, le soddisfazioni: "Questa stagione in alta quota è volata tra tramonti e albe indimenticabili e colori magnifici - esordiscono i due in un post pubblicato sulle pagine social del rifugio -. Ma quello che più ci resterà nel cuore saranno i vostri sorrisi, le vostre parole di incoraggiamento, e non solo".
Nel corso dei mesi estivi sono successe moltissime cose e in più occasioni i gestori e i dipendenti si sono dovuti rimboccare le maniche per risolvere qualche inghippo. Come nel caso della tanta neve caduta a maggio e spalata per giorni e qualche episodio spiacevole, come il furto del "portafoglio di sala", contenente gli incassi della struttura in quota e ritrovato (vuoto) nel cestino del bagno (QUI ARTICOLO).
Ma, giunti quasi al termine della stagione, i gestori non possono che ricordare con più forza quanto di bello c'è stato: "Le mance "di rimborso", i funghi in una giornata uggiosa, la legna portata dagli escursionisti nel momento del bisogno e la meraviglia provata ogni volta che abbiamo ammirato quel paesaggio che siamo così fortunati da poter chiamare casa".
E concludono: "Il più grande ringraziamento però va alla nostra mitica squadra che ogni giorno si è messa in gioco con buona volontà e simpatia per far funzionare tutto nel migliore dei modi. Grazie di cuore marmottine".
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