Temperature in picchiata, tremano i castanicoltori: "C'è apprensione, questo freddo mette a rischio la produzione di castagne"
Il presidente dell'Associazione tutela marroni di Castione Brentonico, Fulvio Viesi: "Ci sono state le condizioni ideali ma ora c'è apprensione per il meteo e per queste temperature così basse"

BRENTONICO. Le temperature in picchiata degli ultimi giorni spaventano gli agricoltori, tremano anche i castanicoltori quando è partito il conto alla rovescia per la raccolta della castagne che avviene tra fine settembre e fino a novembre. A causa della colata di gelo proveniente dal polo c'è stata una forte ondata di maltempo e la colonnina di mercurio si è drasticamente e rapidamente abbassata.
"C'è apprensione per il meteo e per queste temperature", dice Fulvio Viesi, presidente dell'Associazione tutela marroni di Castione Brentonico. "Questo freddo può compromettere la produzione di questa stagione".
I castanicoltori si sono sono avvicinati all'autunno con grande ottimismo, un meteo che ha supportato lo sviluppo dei ricci. A mettere a repentaglio la produzione c'è però il freddo intenso delle ultimi giorni. "Non sono le condizioni migliori. Gli ultimi tre anni sono stati positivi e probabilmente non si possono raggiungere questi livelli per quantità. Se le temperature dovessero salire e stabilizzarsi, però, qualcosa si può salvare".
Decisivi questi ultimi 20 giorni prima del via alla raccolta. La speranza è che il termometro possa far segnare una media di almeno 10 gradi. "Picchi e sbalzi sono pericolosi per il frutto. C'è ancora molta fiducia per qualità e quantità delle castagne ma le temperature devono salire per avere garanzie e certezze", conclude Viesi.













