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Belluno
25 settembre | 12:55

Approda nel Rifugio dove il cellulare 'non prende' per intagliare del legno: "Oggi quel falegname non c'è più, ma da 22 anni gli amici tornano in quota per scolpire"

Il gestore del rifugio Padova: "Un amico, che oggi purtroppo non c'è più, mi chiamò per dirmi che voleva trascorrere 4 giorni in struttura perché da me il cellulare non prende. Approdò con degli amici e insieme realizzarono opere che ancora abitano questi sentieri. Ogni anno riproponiamo l'iniziativa, battezzata 'Scolpendo'"

Approda nel Rifugio dove il cellulare 'non prende' per intagliare del legno

BELLUNO. Tutto è partito dalla mancanza di connessione. In un mondo in cui ormai non si cercano che stimoli (soprattutto online) un uomo ha scelto di 'trasferirsi' per qualche giorno in Rifugio proprio per allontanarsi dal cellulare, dedicandosi appieno alle proprie sculture. 

Questa storia, raccontata a Il Dolomiti da Paolo De Lorenzo, gestore del rifugio Padova, nel Bellunese, si colloca in un tempo ormai lontano: "Tutto è successo 22 anni fa - esordisce -. Andrea (Tita), un amico, che oggi purtroppo non c'è più, mi chiamò per dirmi che voleva trascorrere 4 giorni in struttura perché da me il cellulare non prende. Approdò con degli amici e insieme si dedicarono alla realizzazione di opere che ancora abitano questi sentieri". 

 

Di lì, l'idea di dare un nome a quel "ritrovo di amici" (battezzato 'Scolpendo'), che tutt'oggi continua a trovare spazio, in particolare l'ultimo weekend di settembre e il primo di ottobre, sui prati esterni del rifugio Padova: "Ogni anno, da oltre 20 anni, un gruppo di amici sempre più numeroso arriva qui e per due weekend di fila si dedica ad intagliare il legno generosamente messo a disposizione dal Comune di Domegge di Cadore, che sostiene questa iniziativa". 

 

Per quattro giorni, un gruppo di artisti del posto, scolpisce dei tronchi di pino nei pressi del rifugio circondato dal profumo del legno e dagli splendidi colori del paesaggio autunnale. Le loro opere, assieme a tutte quelle delle scorse edizioni, valorizzano la Val di Toro e la strada che porta al Rifugio.

 

L'invito da parte del rifugista è quindi quello di portarsi in zona per vedere da vicino gli artigiani al lavoro: "Non si tratta di una gara ma di un momento di condivisione - conclude De Lorenzo -. Nessuno riceve un premio per quanto fatto ma, anzi, lascia il proprio operato sul territorio, affinché tutti possano godere delle bellezze realizzate".

Gli appuntamenti per il 2025 sono fissati per il weekend del 27 e 28 settembre e per quello del 4 e 5 ottobre. "Ci auguriamo che molti 'curiosi' vengano a trovarci e a dare un'occhiata". 

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