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Belluno
22 agosto | 15:44

Dall'innevamento alla sicurezza sui sentieri, un algoritmo per tarare l'offerta turistica sulle condizioni metereologiche: ''Partiamo dal Nevegal ma può diventare un modello''

Un modello integrato di sviluppo per i comprensori di montagna, facendo i conti con il cambiamento climatico: il Nevegal guarda alla resilienza con un sistema studiato per lavorare in sinergia con la natura. L’intervista de Il Dolomiti a Riccardo Ravagnan, weather strategist e cofondatore di Nevegal Life Srl, nonché ideatore dell’algoritmo che permetterà di costruire un’offerta turistica basata sulle condizioni meteorologiche

BELLUNO. Un modello integrato di sviluppo per i comprensori di montagna, anche alle basse quote e facendo i conti con il cambiamento climatico: il Nevegal guarda alla resilienza climatica con un sistema studiato per lavorare in sinergia con la natura. “Stiamo costruendo un circuito sinergico di servizi che permettono al Nevegal di funzionare tutto l’anno, portando valore non solo al comprensorio ma anche a proprietari delle abitazioni, attività commerciali e potenziali investitori. Si tratta di accettare la natura per quello che è: We love Nevegal è un progetto di resilienza che usa le conoscenze scientifiche per adattare l’offerta alle condizioni meteorologiche”.

 

A parlare è Riccardo Ravagnan, weather strategist e cofondatore di Nevegal Life Srl. Dopo il suo intervento sul progetto (qui l’articolo), Il Dolomiti lo ha incontrato per capire meglio di cosa si tratta. Il Nevegal è infatti tra i comprensori che più risentono del cambiamento climatico: per questo ha adottato un modello che permette di studiare con precisione le condizioni climatiche e costruire su di esse il suo rilancio turistico.

 

INNEVAMENTO ARTIFICIALE SOLO A SPECIFICHE CONDIZIONI

 

Tale modello consente anzitutto di conoscere le variabili ideali per la neve. “Il cambiamento climatico - spiega Ravagnan - non implica che la temperatura sia sempre alta. Ci sono comunque giornate molto fredde, perciò il primo punto è capire esattamente quando è possibile l’innevamento artificiale".

 

Si tratta di individuare condizioni sia generali (come la distribuzione della pressione atmosferica a livello globale, la presenza persistente di aria fredda di origine artica o polare e il posizionamento di un anticiclone sull'Europa occidentale che devia le correnti fredde verso il nord Italia) sia di profilo verticale (temperatura, umidità, dinamiche del vento e pressione atmosferica al suolo e in quota). Ad esempio, la temperatura deve essere tra -2 e -6 gradi a 1.500 metri e tra -1 e 2 gradi a livello del suolo, mentre l’inversione termica deve essere assente o ridotta. “Possiamo studiare queste variabili - prosegue - e avere una configurazione ideale delle nevicate: in questo modo sparare la neve non è una forzatura, ma qualcosa da fare solo quando le condizioni lo permettono. Inoltre, grazie al laghetto artificiale potremo innevare in maniera più consistente ma con un notevole risparmio, stimato attorno al 40%”.

 

UN PROGETTO TURISTICO A 360 GRADI

 

Non c'è solo questo: il progetto per il Nevegal è infatti a 360 gradi. “Il cambiamento climatico è un dato di fatto - sottolinea Ravagnan - per cui non si tratta più di confermarlo, ma di capire che sono necessarie azioni di resilienza e adattamento. Gli interventi in Nevegal mirano proprio a rendere la montagna di nuovo interessante, date le condizioni attuali”.

 

Tra gli interventi (qui il dettaglio) la pista sintetica e la riqualificazione dell’ex partenza. Per la prima l’inizio della posatura è previsto a fine mese: sarà formata da materiali completamente recuperabili e permetterà di sciare senza sprecare acqua, mentre all’ex partenza l’edificio esistente sarà sostituito con un centro polifunzionale per offrire attività anche in caso di maltempo. Sarà inoltre disponibile un portale unificato per permettere a residenti e turisti di vedere in tempo reale i servizi disponibili: attività che saranno promosse proprio in base alle condizioni meteorologiche.

 

“Tutto ciò - specifica Ravagnan - permette di affrontare anche altri due temi fondamentali: la sicurezza e l’overtourism. Da un lato andare in montagna può comportare sempre dei pericoli e un sistema meteorologico studiato per lo specifico comprensorio consente di suggerire le attività anche in funzione del rischio. Grazie al nostro algoritmo, possiamo definire il livello di comfort dei vari punti del comprensorio e dire all’utente quale pista o sentiero è più confortevole e, quindi, dove il rischio di infortunio è più basso. Dall’altro lato, rendendo il Nevegal nuovamente attrattivo possiamo ridurre la pressione turistica sulle località più gettonate, vista anche la vicinanza con l'autostrada”.

 

“Modelli come questo - conclude - nascono nei comprensori più piccoli, ma speriamo che nel tempo siano sfruttati anche dai più grandi, che dovranno comunque fare i conti con il clima e con la crescita dei livelli di rischio. L’algoritmo, che ho sviluppato con mio fratello nel periodo del Covid, è già stato usato per le gare di scialpinismo in Spagna o per la Coppa del Mondo di Cortina 2021. Oggi partiamo dal Nevegal, ma in futuro il modello sarà esportabile a chiunque voglia approcciare alla montagna con questo livello di ottimizzazione. Pensiamo ai comprensori molto grandi, i cui versanti espongono su punti cardinali diversi: con l’algoritmo si possono distribuire le persone in una certa maniera, ottimizzare la battitura, sapere quali piste interdire e, quindi, aumentare la sicurezza e il rispetto dell’ambiente”.

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