L'aiuto di familiari e amici in agricoltura rischia di diventare lavoro nero? "Le nostre aziende sono responsabili, no a valutazioni a priori"
Il comparto è soddisfatto del riconoscimento della Ganzega e il Veneto guarda al modello trentino, ma la Fai Cisl ha espresso più di qualche perplessità. La Cia-Agricoltori italiani del Trentino, Mara Baldo: "Ci può essere qualche rischio ma non è una pratica nuova e molto efficace in caso di emergenza. Riceviamo richieste di informazioni su questo strumento e siamo impegnati a promuovere l'uso corretto di questa possibilità: dobbiamo preservare lo spirito originario"

TRENTO. "Non nascondiamo che ci possa essere qualche rischio ma abbiamo anche fiducia nella serietà delle nostre aziende". Queste le parole di Mara Baldo, presidente della Cia-Agricoltori italiani del Trentino, sulla "Ganzega", cioè l’aiuto spontaneo, occasionale e gratuito che familiari, amici e vicini si prestano in occasione di attività agricole, come la vendemmia e la raccolta, tradizionalmente accompagnato da un momento conviviale. "I nostri uffici ricevono molte telefonate sulle procedure per utilizzare nel modo corretto questo strumento, una pratica che non è nuova ma una forma di collaborazione che appartiene da sempre alla vita delle nostre campagne".
La Camera di commercio ha inserito la Ganzega tra le consuetudini di grande rilevanza per il territorio (Qui articolo). Il riconoscimento formale di pratiche di solidarietà profondamente radicate nella storia delle comunità rurali trentine è stato molto atteso dal settore.
"E' il riconoscimento di aspetti storici e identitari della tradizione agricola trentina", il commento di Lorenzo Gretter, direttore di Confagricoltura. "Inoltre c'è la valorizzazione di valori quali aiuto e mutualità di carattere sociale che hanno permesso di sviluppare il Trentino con le sue piccole e piccolissime imprese e di raggiungere risultati importanti nei decenni" (Qui articolo). Un'iniziativa fortemente appoggiata dalla Provincia con l'assessora Giulia Zanotelli che aveva evidenziato il valore delle novità a sostegno degli operatori del settore sul territorio (Qui articolo).
Il Veneto osserva con grande interesse la decisione trentina e vuole seguire questo modello, tanto che la Regione ha lanciato un appello alla Camera di commercio, in particolare a quella di Belluno e di Treviso, per avviare un percorso simile (Qui articolo).
A esprimere più di qualche perplessità c'è però la Fai Cisl del Trentino. "Come si può distinguere l'amicizia dal lavoro nero? Il romanticismo di un passato che appartiene alla nostra storia non può diventare sfruttamento. L’agricoltura ha bisogno di regole, non di scorciatoie" (Qui articolo). L'allarme del sindacato.
"Comprendiamo la presa di posizione del sindacato ma non si può neppure generalizzare a priori", dice Baldo. "Questa possibilità rappresenta un riferimento più chiaro e documentato anche per chi è chiamato a verificare la natura di queste collaborazione. La nostra organizzazione, per esempio, è impegnata per veicolare un uso corretto e responsabile della Ganzega. E' fondamentale, infatti, preservare lo spirito originario di questo strumento: si deve evitare che ci sia un appesantimento degli adempimenti burocratici ma anche che ci sia un uso distorto di questa pratica semplice e spontanea".
Il comparto agricolo affronta molte difficoltà, quelle causate dalla crisi climatica in primis, senza dimenticare quelle derivanti da una carenza di manodopera. "La Ganzega può essere molto utile in quelle situazioni di emergenza. Penso, per esempio, quando c'è poco tempo per completare la raccolta in una fase di forte maltempo e c'è quindi bisogno dell'aiuto di tutti. Una circostanza che si è verificata recentemente nella zona di Bressanone in Alto Adige".
Ma ci può essere qualche caso di uso non congruo? "Le organizzazioni agricole sono impegnate per evitare che questo accada tramite campagne informative e verifiche", evidenzia la presidente della Cia-Agricoltori Italiani del Trentino. "Tuttavia abbiamo fiducia nelle nostre aziende, composte prevalentemente da micro e mini-imprese familiari. Siamo certi che ci sia un grande senso di responsabilità nelle nostre campagne".
Strumento simile è presente da qualche anno in Alto Adige. Lì già nel 2018 aveva inserito una consuetudine simile - "l'aiuto sporadico e occasionale durante la vendemmia" - nella Raccolta degli usi della provincia di Bolzano (Qui articolo).
"In questo periodo non sembrano essere emerse particolari criticità e si potrebbero chiedere i dati, anche per avere più strumenti sull'uso e sulla fruizione di questo importante strumento", conclude Baldo.














