“Le macchine erano rimaste bloccate per la neve ventata e lì c'era il rischio valanghe: il Passo Fedaia ci ha ricordato quanto la montagna possa essere imprevedibile”
I vigili del fuoco di Canazei sono intervenuti ieri (19 febbraio) lungo la Ss641 per recuperare diverse automobilisti in difficoltà. Il racconto del comandante, Giuseppe Costantino: “Le auto bloccate da cumuli di neve ventata erano in una zona a rischio valanghe”

TRENTO. Nella giornata di ieri (19 febbraio) sono stati diversi gli interventi portati avanti sulla rete viaria del Trentino per le difficoltà causate dalle nevicate registrate in Provincia (Qui Articolo). I fiocchi sono scesi infatti fino alle quote basse, con accumuli ben più consistenti ad altitudini più elevate, dove naturalmente i potenziali rischi sono ben diversi.
È il caso per esempio della Ss641, dove nella tarda mattinata di ieri il Corpo dei vigili del fuoco volontari di Canazei è dovuto intervenire per liberare dalla neve diverse autovetture, rimaste bloccate lungo la strada del Passo Fedaia in un tratto a rischio sul fronte delle valanghe e in seguito chiuso proprio per ragioni di sicurezza.
Inizialmente la chiusura era stata imputata dalla Pat proprio a un distacco nevoso, ma come spiega a il Dolomiti il comandante dei vigili del fuoco di Canazei, Giuseppe Costantino, il problema è stato piuttosto legato a cumuli di neve ventata finiti sulla strada: “In alcuni punti – racconta – si arrivava anche a un metro di neve. Pur se attrezzate, per le auto era impossibile proseguire. Il problema però era che si trovavano in una zona pericolosa, dove il rischio valanghe era concreto”.
In quota, raccontano i vigili del fuoco, c'era una vera e propria bufera che aveva ridotto sensibilmente la visibilità: “Abbiamo lavorato – continua il comandante – per liberare tre auto che non potevano proseguire, dietro di loro c'erano diversi altri veicoli in attesa. Siamo intervenuti con 9 operatori e abbiamo lavorato circa un'ora e mezza per recuperare i veicoli e in seguito la strada è stata chiusa”.
Proprio la Ss 641 era già stata chiusa per pericolo valanghe – nel tratto dalla diga fino al confine con il Veneto – tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio. Decisione che, sommata alle difficoltà sperimentate nella giornata di ieri, induce a domandarsi se la strada non potesse essere chiusa in via precauzionale già in precedenza.
“Oggi il Passo Fedaia – si legge in un post condiviso dai vigili del fuoco di Canazei sui loro profili social – ci ha ricordato quanto la montagna possa essere imprevedibile. Quello che doveva essere un intervento di routine si è trasformato in una sfida contro il vento e la neve per liberare parecchi automobilisti in difficoltà”.
“Lavorare in queste condizioni – concludono – non è mai facile: il pericolo è reale e la tensione è alta. Ma la sicurezza della nostra comunità e di chi frequenta i nostri passi Sella Pordoi e Fedaia è importante”.












